Messaggio del Presidente dell’UCESM alle comunità religiose dell’Europa

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11/09/2015

MESSAGGI - “Amate dunque il forestiero, perché anche voi foste forestieri nel paese d’Egitto” (Dt 10,19).

Carissimi,

I focolai di guerra alle porte dell’Europa continuano a seminare vittime innocenti e provocare flussi migratori di grosse dimensioni. Questi avvenimenti hanno ormai superato la dimensione della cronaca giornalistica e sono divenuti realtà che sta coinvolgendo molti di noi. Il fenomeno migratorio che accompagna la storia dei popoli, deve divenire un sentimento ed un impegno di condivisione e di solidarietà, non di paura e di minaccia per la nostra sicurezza: lo straniero deve essere accolto come una persona e quindi una ricchezza per l’intera comunità.

Con la speranza che si giunga presto ad una soluzione di questi conflitti e ad una pacificazione delle intere regioni interessate, è necessario farsi promotori in prima persona del soccorso e dell’accoglienza organizzata di queste vittime innocenti, e scoraggiare i traffici illeciti che li accompagnano.
Ora più che mai l’Europa è chiamata a svolgere un ruolo determinante sia per la soluzione diplomatica dei conflitti sia per la ricezione dei profughi. Questo tempo offre dunque l’occasione per gli Stati membri di riscoprire i valori dell’accoglienza e della tolleranza, della solidarietà e dell’integrazione culturale fondativi della stessa Unione. L’Europa non può perdere questa occasione.

Ma questo è un tempo che vede protagonisti anche noi religiosi e religiose testimoni dell’amore di quel Cristo che si fa presente nel “forestiero e che viene ospitato”.

Unendomi all’appello del Santo Padre rinnovo dunque l’invito a tutte le comunità religiose del continente a svegliare l’Europa e ad “esprimere la concretezza del Vangelo” adoperandosi concretamente nell’accoglienza dei tanti profughi che stanno bussando alle nostre porte, a favorire una cultura di solidarietà e di rispetto e a impegnarsi, con gli stessi immigrati, per la loro integrazione e per una convivenza pacifica nel rispetto delle diverse identità culturali.

In comunione con ognuno/a di voi, in questo momento in cui il nostro continente viene chiamato ad ascoltare con il cuore e la creatività la sfida che il Signore ci lancia oggi, fraterni saluti,

p. Giovanni Peragine
presidente UCESM


 

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