Ripartire dalle domande

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14/02/2017

ripartire dalle domandeRIFLESSIONI - Veniamo da un tempo in cui si pensava che fossero le risposte a meritare un inchino. Invece, è solo connettendosi con le domande della storia che si mette il nostro agire sui sentieri di senso.

«Perché la vita religiosa non ha la libertà di cambiare?». È questa la domanda posta da un gruppo di giovani religiose durante una esperienza di riflessione. L’interrogativo partiva da una preoccupazione che è di molti reli- giosi e religiose, così traducibile: che cosa fare o meglio come “essere” perché nell’immaginario, in particolare dei giovani, il quadro estetico della consacrazione non sia impresso come un catalogo di schemi dottrinali ed etici, produttori di una spiritualità spesso molto rigida e vinco- lata a paradigmi e regole fisse, pro- prie di un’epoca che non c’è più? Lo stato di coscienza oggi dominan- te nella società, appartiene solo limitatamente a una porzione della vita religiosa, per cui questa non si sente sufficientemente sfidata ad essere parte viva delle grandi trasformazio- ni che il nostro continente sta viven- do. Si ritrova meglio nel pensare il mondo costruito su codici immutabili, essendosi creata un tipo di pensiero che fatica a imparare qualcosa di nuovo.

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