Cantiere aperto …

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10/06/2016

cantiere apertoRIFLESSIONI - In una civiltà del ‘sempre di più’ – come è la nostra – spot monotono è un invito a morire affogando nell’egoismo dei consumi. Bergoglio denuncia con chiarezza l’avidità disastrosa prodotta dalla ‘mercato-latria’, che non può più essere considerata innocua. Tutta l’economia – egli afferma – è da ripensare. Il benessere ci sta disumanizzando. Il consumismo ci ha indotti ad abituarci al superfluo e allo spreco quotidiano di cibo. Il divertimento è diventato un’alienazione e una droga. La “cultura dello scarto” tende a diventare mentalità comune e oggi contagia un po’ tutti. In Italia sono proprio gli sprechi a livello domestico i più rilevanti: 42% del totale! Le relazioni tra accumulazione di ricchezza e distruzione di risorse sono accertate e i gemiti di sorella terra si uniscono a quelli degli abbandonati del mondo.

 Come passare ad una civiltà del ‘può bastare, forse è già troppo’ (A. Langer)? Molti sforzi per cercare soluzioni concrete sono frustrati dal rifiuto dei potenti; ma sulla stessa linea si muovono anche gli atteggiamenti dei credenti in Cristo. Saranno sufficienti i primi infarti e collassi – da Cernobyl alle alghe dell’Adriatico, dal clima impazzito agli spargimenti di petrolio sui mari…- per convincerci a cambiare realmente strada? La comunità cristiana verso quali scelte di fondo si orienterà rispetto al neoliberismo e al trionfo dei consumi?

… sulla via stretta di una sobrietà felice

 Vero messaggio rivoluzionario, e presupposto di giustizia globale, è l’etica del limite nello stile di vita, il solo che dice chi si è realmente. Orientarsi però concretamente secondo tale etica richiede una spinta positiva, simile a quella che fa cercare un senso diverso e più alto per la propria vita. In sintesi: guardare il mondo con lo sguardo dei poveri e dalla parte dei poveri. Non si tratta tanto di dare di più, quanto piuttosto di prendere di meno. In concreto, produrre -e comprare – diversamente: meno prodotti superflui/usa e getta e più prodotti fondamentali duraturi; meno consumi privati e più pubblici… Insomma: più recupero e qualità della vita. Parola d’ordine è sobrietà. Ma con essa non si concilia qualsiasi povertà o rinuncia. Quella, per esempio, che la riduce a una lista di precetti e a un ricettario, la ingessa.

Strade nuove e sicure spuntano sempre dalla freschezza del Vangelo. Solo la sobrietà che si preoccupa anche di… ‘Lazzaro’ è “felice”. Dove poi una vita realmente umana è presente, i suoi fatti la sottraggono all’egoismo, l’aprono alla cura degli altri e sbloccano le profondità nascoste della realtà…

In tutta Europa, ci sono, ad oggi, oltre cento iniziative per ridurre l’accumulo di scarto alimentare. L’Italia è in prima linea con una legge che punta sugli incentivi per chi dona. Punire chi spreca serve a poco. Meno ancora serve la rassegnazione comoda, il cercare di non vedere la rotta… La ricerca continua. Il cantiere per una nuova vita di comune fraternità è appena aperto.

Luciagnese Cedrone ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Fonte: usminazionale.it, 27/05/2016

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