Giovani religiosi e formazione

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06/04/2016

USMIRIFLESSIONI - L’imbianchino, l’oratoriano e il convertito Il giovane Samuele, ad es., era cresciuto nel tempio, il contadino Amos, non amava le solennità se associate all’ingiustizia e alla rapina, il nobile Isaia era estasiato dalla maestosità di Dio, ma sgomento per la propria indegnità, Paolo era accanito persecutore e si trasforma in entusiasta missionario del Vangelo. Sono queste le tipologie di giovani che si accostano oggi alla vita religiosa: provengono da esperienze umane e di fede le più disparate, con percorsi talvolta distanti dal- l’ordinario, in uso fino a qualche decennio fa. Eppure si tratta di giovani che hanno incontrato veramente il Signore e il carisma dell’istituto e hanno deciso, in mezzo a tanta confusione, di donargli generosamente la vita. Il Signore, da sempre, i suoi amici li ha cercati e trovati così, lì dove erano, al tem- pio o in riva al lago a pescare. Anche oggi dunque è possibile rispondere alla chiamata del Si- gnore a partire da diversi punti di partenza, dai più prevedibili (come l’oratoriano), ai più lontani da un contesto ecclesiale o di fede. Risvolti comunitari e formativi L’eterogeneità delle esperienze pregresse, se da un lato fa consta- tare la grande libertà di Dio e ar- ricchisce la vita comunitaria con i variegati doni personali (cfr. Rm 12,6-8), dall’altro costringe a rive- dere e cambiare consolidate tradi- zioni formative.

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Fonte: usminazionale.it

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