I giovani sono la porzione più preziosa e più delicata dell’umana società

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04/03/2016

artimeRIFLESSIONI - «Sogno che quelli che ci vedono possano dire: come sono felici questi Salesiani! E che la nostra risposta possa essere: siamo felici perché il Signore riempie la nostra vita, perché ci sentiamo amati dai nostri fratelli, dalla nostra famiglia, dai tanti amici e amiche che abbiamo, e perché ci sentiamo realizzati offrendo la nostra vita ai giovani che il Signore ci pone sul cammino». Don Ángel Fernández Artime, rettor maggiore della Società Salesiana di San Giovanni Bosco, è nato in un piccolo villaggio di pescatori nelle Asturie, Luanco, che si affaccia sul golfo di Biscaglia. La statura imponente non deve, però, trarre in inganno: don Artime, infatti, ha lo sguardo acceso e la fisicità espansiva di chi ha trascorso tutti gli anni della vita a contatto con i giovani. È il decimo successore di don Bosco, ma non gli piace parlare di un percorso che lo ha condotto alla guida della Congregazione: «Fa quasi pensare a una gara, e mi sento ben lontano da coloro che puntano a fare carriera nella Chiesa».

La notte prima dell’elezione, don Artime ha avvertito «l’inquietudine di coloro che sentono che “questo calice” dovrebbe essere per qualcuno più santo o meglio preparato»: «Mi sono confidato e abbandonato al Signore, mi sono messo nelle sue mani, accettando qualsiasi cosa sarebbe accaduta, e da quel momento fino a oggi ho sentito una gran pace e serenità».

Per leggere l’intervista con don Ángel Fernández Artime, acquista il libro.

Fonte: viaggionellavitareligiosa.it

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