Famiglie carismatiche in dialogo

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09/11/2015

ROMA - “In quest’Anno della Vita Consacrata sarà opportuno che ogni famiglia carismatica ricordi i suoi inizi e il suo sviluppo storico, per ringraziare Dio che ha offerto alla Chiesa così tanti doni che la rendono bella e attrezzata per ogni opera buona (cfr Lumen gentium, 12). Raccontare la propria storia è indispensabile per tenere viva l’identità, così come per rinsaldare l’unità della famiglia e il senso di appartenenza dei suoi membri”.

Ispirati a questo invito di Papa Francesco (Lettera Apostolica alle Consacrate e ai Consacrati, 21.11.2014), 155 responsabili di una cinquantina di Famiglie carismatiche e 68 Congregazioni si sono riuniti il 6 e 7 novembre presso la curia generale dei Fratelli delle Scuole Cristiane (Via Aurelia, 476 - Roma) per un convegno dal tema: Famiglie Carismatiche in dialogo nell’anno della vita consacrata.
All’incontro sono stati presenti anche il superiore generale FDP, Don Flavio Peloso, la responsabile generale dell’ISO, Anna Rita Orrù, la segretaria generale del MLO, Armanda Sano, due Piccole Suore Missionarie della Carità, Suor M. Faustyna e Suor M. Florette.

Con il sostegno delle Unioni dei Superiori e Superiore generali (USG - UISG), il breve convegno ha avuto come obiettivi: ·1. conoscere di più le Famiglie Carismatiche; 2. sensibilizzare alla comunione e alla collaborazione; ·3. agire con più significatività nell’evangelizzazione secondo i propri carismi.

La prima relazione di base e di motivazione è stata affidata al P. Fabio Ciardi, omi: “Le Famiglie Carismatiche nel contesto della comunione e della missione ecclesiale”. Grande esperto di teologia dei carismi, P. Ciardi ha osservato che il nuovo rapporto religiosi laici è un frutto maturato nel clima del dopo Concilio Vaticano II. All’interno di questo rapporto è andato sempre più consolidandosi e strutturandosi il concetto e la realtà di Famiglie Carismatiche che comprendono sia varie forme di vita consacrata e sia varie forme di associazione di laici che condividono il carisma e non solo da “collaboratori” ma da “condiscepoli”. “Il concetto di «Famiglia» spirituale o carismatica – ha affermato P. Ciardi - si fonda sul riconoscimento che il carisma del fondatore trova incarnazione non solo nella consacrazione religiosa, ma anche in altri modi di vivere la vita cristiana e questo crea legami profondi tra tutti coloro che sentono animata la propria vita dallo stesso carisma”.

C’è stato ampio spazio per lo scambio di esperienze nei gruppi e in sala, inframezzato dalla presentazione della Famiglia Domenicana (Fr. Rui Carlos Lopes) e della Famiglia Salesiana (D. José Pastor Ramírez).

La conferenza principale del sabato 7 novembre della Prof.ssa Donatella Acerbi, Presidente dell’Unione dell’Apostolato Cattolico, ha offerto prospettive per Promuovere la conoscenza, la sensibilizzazione e la crescita delle Famiglie carismatiche nella Chiesa: le sfide più importanti viste da una laica. Con molta sensibilità spirituale ed ecclesiale, ha incentrato le sue indicazioni in tre direzioni di impegno: custodia della memoria, passione per il presente, utopia (= quello che non ha posto oggi) del futuro.

Sono state successivamente presentate la Famiglia Orionina da Don Flavio Peloso, e la Famiglia Pavoniana da P. Lorenzo Agosti.

La ricchezza e interesse dello scambio avvenuto nei due giorni di convegno ha portato i convenuti a invocare che simili esperienze possano continuare. Dal dialogo nei gruppi sono venute indicazioni per dare continuità e dinamismo al coordinamento delle Famiglie Carismatiche. P. Fabio Ciardi ha proposto un simposio di tutte le Famiglie Carismatiche nell'Anno della Misericordia, con due giorni insieme nell'Aula Paolo VI.

Abbiamo chiesto a Don Flavio Peloso, superiore degli Orionini, una valutazione di questo convegno.
“Credo sia stata la prima riunione del genere, un’occasione di conoscenza e di confronto sulla realtà vivace e promettente delle Famiglie carismatiche. È un fenomeno molto esteso. E’ una esperienza antica (pensiamo alle famiglie francescana, domenicana, ai terz’ordini) e nuova, nella qualità ecclesiologica, dell’epoca post Vaticano II. Il fenomeno si spiega a partire dalla natura stessa del carisma che, in quanto evangelico, è “cattolico”, cioè destinato ai diversi popoli, alle diverse epoche e culture, ma anche alle diverse categorie del popolo di Dio; religiosi e sacerdoti, suore e laici, contemplativi e attivi. La “cattolicità” del carisma è una delle note che lo qualificano come divino e come ecclesiale, ma è anche una condizione perché esso si mantenga fedele e vitale. Insomma, anche il carisma vive bene e cresce bene in Famiglia”.

Fonte: donorione.org, 07/11/2015

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