Dialogo e comunione, pubblicato Rapporto finale su religiose Usa

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17/12/2014

religiose usaVITA CONSACRATA - E’ stato presentato in Sala Stampa vaticana il Rapporto finale della Visita apostolica agli Istituti di Vita Consacrata delle Religiose negli Stati Uniti d’America. All’evento hanno preso parte il cardinale João Braz de Aviz e mons. José Rodríguez Carballo, prefetto e segretario della Congregazione per gli Istituti di Vita consacrata e le Società di Vita apostolica, suor Mary Clare Millea, direttrice della Visita Apostolica negli Stati Uniti, e le religiose Sharon Holland e Agnes Mary Donovan, alla guida delle due Conferenze che riuniscono le suore Usa. Le religiose hanno preso parte stamani alla Messa di Papa Francesco a Casa Santa Marta. Il servizio di Alessandro Gisotti:

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Un messaggio di speranza per l’Anno sulla Vita Consacrata appena iniziato. E’ stato definito così il Rapporto finale della Visita apostolica alle religiose statunitensi. Un documento articolato in 12 capitoli, frutto di un lavoro lungo 3 anni – dal 2009 al 2012 – che ha coinvolto 341 Istituti religiosi femminili e che, è stato affermato in Sala Stampa, conclude “una visita apostolica senza precedenti”. Il Rapporto che riconosce innanzitutto come le religiose americane, oggi circa 50 mila, siano una forza di bene nel Paese, in particolare nell’ambito della cura agli ammalati e dell’educazione, si sofferma sui punti fondamentali come la formazione teologica, la vita comunitaria e la preghiera, la centralità di Cristo nella propria testimonianza. E pur fotografando realisticamente alcuni problemi, come il calo di vocazioni, il testo evidenzia più le sfide che le controversie.

Comunione ecclesiale
Un capitolo particolarmente significativo del Rapporto è quello dedicato alla comunione ecclesiale. Il documento chiede alle religiose, soprattutto a quante hanno vissuto la visita con apprensione, che si “rafforzi la collaborazione tra i vescovi e religiosi”, anche con l’aggiornamento – chiesto dal Papa – del documento Mutuae Relationes. Il cardinale Braz de Aviz ha commentato al riguardo:

“Certo non possiamo ignorare che la Visita apostolica è stata vissuta con apprensione da alcune suore, come pure della decisione, da parte di alcuni Istituti, di non collaborare del tutto nello svolgimento di essa. Anche se questo è stato per noi motivo di amarezza, cogliamo l’occasione per esprimere la nostra disponibilità a instaurare un dialogo rispettoso e fruttuoso con gli Istituti che non sono stati pienamente condiscendenti con il corso della Visita. Vogliamo questo avvicinamento, vogliamo questo dialogo”.

Cammino e dialogo
Ancora, il porporato ha sottolineato che questa visita ha voluto non tanto cercare gli sbagli e giudicare le situazioni, quanto piuttosto avvicinarsi alle sofferenze e ascoltare le difficoltà. Un approccio, ha spiegato, che proseguirà in futuro. E, rispondendo ai giornalisti, ha evidenziato che il documento non scende troppo nei dettagli perché si rivolge a tutte le suore americane che vivono situazioni molto differenti tra loro. Il cammino dunque prosegue, hanno sottolineato i relatori. Con un dialogo, ha detto mons. Carballo, da “sorella a sorella”, il cui modello evangelico si trova nella visita di Maria alla cugina Elisabetta. Ed ha espresso l’auspicio che questo documento dia nuova linfa alle religiose americane:

“Speriamo inoltre e preghiamo affinché la riflessione sul suo contenuto promuova una sempre maggiore collaborazione tra gli istituti religiosi, con i pastori della Chiesa e i fedeli laici e con il nostro Dicastero, e aiuti ad approfondire lo spirito di comunione ecclesiale, conducendo così a un’effettiva rivitalizzazione della loro vita e missione e ad un nuovo interesse vocazionale per la vita religiosa”.

Fiducia e speranza
Dal canto suo, suor Millea, direttrice della Visita apostolica, ha messo l’accento sul clima positivo della visita dopo i timori iniziali. Ed ha ringraziato la Santa Sede per questa esperienza, in particolare il cardinale Braz de Aviz e l’arcivescovo Carballo:

“Thank you for inviting…
Grazie per avere invitato tutti noi a continuare ad aprire un dialogo onesto l’uno con l’altro, con i nostri pastori e con voi. Quindi tutto quello che resta di incerto, tra di noi, possa essere trasformato in fiduciosa collaborazione ed efficace testimonianza”.

Suor Donovan, a guida di una delle due Conferenze delle religiose americane (Cmswr), ha invece messo l’accento sulla felice coincidenza del rapporto con l’inizio dell’Anno per la Vita consacrata:

“We considerate a providential blessing…”
Consideriamo sia una benedizione provvidenziale il fatto che il rapporto finale della Visita apostolica giunga in questo momento di grazia: l’inizio dell’Anno della vita consacrata voluto da Papa Francesco. Quest’anno punta i riflettori sulla vita religiosa, non solo nel nostro Paese ma in tutto il globo, e non solo per i religiosi ma per tutta la Chiesa”.

Genio femminile
Una parte della conferenza stampa è stata dedicata al “genio femminile” e al ruolo che le donne hanno nella Chiesa. In particolare il cardinale Braz de Aviz ha affermato che “abbiamo interpretato male San Paolo dicendo che l'uomo è capo della donna” aggiungendo che Dio "non ha creato solo l'uomo o solo la donna”. Di qui, ha ribadito che è intenzione della Congregazione promuovere sempre più il contributo delle religiose.

Fonte: Radio Vaticana, 16/12/2014

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