Catechesi mistagogica della V Domenica di Quaresima / B

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20/03/2015

SPIRITUALITÀ - Don Francesco Dell'Orco, parroco della comunità "Stella maris", (Bisceglie - BAT in Puglia), propone, in occasione dell'anno della vita consacrata, una catechesi mistagogica domenicale con riferimenti alla Evangelii gaudium di Papa Francesco e al Magistero sulla Vita consacrata. Dice don Francesco: “Vorrebbe essere un piccolo dono per le persone consacrate, che tanto hanno contribuito nel mio cammino vocazionale”.


Gesù, il chicco che muore e produce molto frutto, è la nuova alleanza

L’antifona d’ingresso (Sal 42/43, 1-2), “password” per entrare nei divini misteri, ci fa iniziare la celebrazione eucaristica invocando la liberazione dai nostri nemici spirituali. Con il cuore purificato desideriamo partecipare alla Pasqua del Signore nostro Gesù Cristo, consapevoli che nella Messa ci accostiamo “al monte di Sion e alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste e a miriadi di angeli, all'adunanza festosa e all'assemblea dei primogeniti iscritti nei cieli, al Dio giudice di tutti e agli spiriti dei giusti portati alla perfezione,  al Mediatore della Nuova Alleanza e al sangue dell'aspersione dalla voce più eloquente di quello di Abele” (Eb 12,22-24). 

Con la Colletta chiediamo al Padre misericordioso di venire in nostro aiuto (cf. Sal 70,2), perché possiamo camminare “nella carità, nel modo in cui anche Cristo ci ha amato e a dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore” (Ef 5,2), assumendoci la responsabilità di farci testimoni della misericordia ricevuta.

Il profeta Geremia (31,31-34) annuncia il tempo della nuova ed eterna alleanza, alleanza di perdono per ogni uomo. Dio Padre prende l’iniziativa di perdonare e dimenticare i nostri peccati, infondendo in noi una legge nuova, vivente e personale, il suo Spirito, che crea un cuore nuovo, capace di conoscere e di invocare con fiducia filiale il suo santo nome. Questa profezia si è realizzata in Gesù Cristo, unico, sommo, eterno sacerdote della nuova alleanza, che nell’ultima cena istituì l’Eucarestia – anticipazione rituale del sacrificio della sua croce – offrendo ai suoi discepoli il calice del suo sangue per la nuova ed eterna alleanza, versato per noi e per tutti in remissione dei peccati (cf. Mt 26,27-28; 1 Cor 10,16). Ringraziamo il Padre per aver stipulato con il suo popolo una nuova ed eterna alleanza nel sangue del suo Figlio, che si perpetua nell’Eucarestia, memoriale della nostra redenzione. Comunicando al Corpo immolato di Cristo – cibo che ci dà forza – e al suo sangue versato – bevanda che ci redime da ogni colpa (cf. Prefazio dell’Eucarestia I) - , noi entriamo in questa nuova alleanza, che ci concede di “essere sempre inseriti come membra vive nel Cristo” (orazione dopo la comunione; cf. 1 Cor 10,16-17).

L’autore della Lettera agli Ebrei (5,7-9) ci fa contemplare Cristo nei giorni della sua carne, cioè della sua vita terrena, particolarmente nell’agonia (cf. Mt 26,39. 42), quando con forti grida e lacrime rivolse la sua preghiera filiale al Padre, rimanendogli sottomesso e obbediente fino alla morte in croce.   Gesù esercita perfettamente il suo sacerdozio offrendo se stesso, la sua vita come sacrificio al Padre. Il Padre esaudì l’orazione amorosa del Figlio sottraendolo al potere della morte (cf. At 2,24) e trasformando questa morte nell’esaltazione gloriosa della risurrezione. Impariamo dal Figlio amato l’obbedienza a Dio .

Egli ci ha lasciato un esempio perché ne seguiamo le orme (cf. 1 Pt 2,21). Causa di salvezza eterna per tutti coloro che lo seguono, Gesù  intercede per noi presso il Padre e ci dona il suo Spirito, che ci fa vivere e agire nella volontà amorosa del Padre, fonte della nostra gioia e della nostra pace, abilitandoci a vederlo e a servirlo con amore e tenerezza nei piccoli e nei sofferenti.

L’evangelista Giovanni (12,20-33) ci presenta Gesù che annuncia la sua glorificazione attraverso la morte. Alcuni greci, salendo a Gerusalemme per la festa della pasqua ebraica, si avvicinarono a Filippo, che era di Betsaida, e gli domandarono: “Signore, vogliamo vedere Gesù “.  Questa richiesta fu riferita da Andrea e Filippo a Gesù che parlò della sua passione, morte, risurrezione, cioè della sua ora pasquale, del suo innalzamento sull’altare della croce, che è già la sua esaltazione alla destra del Padre . Egli si paragona al chicco di grano che muore per portare molto frutto, il frutto del perdono, della salvezza, della riconciliazione col Padre, della vita nuova. I discepoli saranno coinvolti nel dinamismo pasquale del loro Maestro, partecipando al suo destino di morte e di gloria: “chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna”. 

Ricordiamoci che  i doni pasquali - gioia, pace, fraternità, unità, concordia in famiglia, nei luoghi di lavoro, nella comunità ecclesiale - sono sempre il frutto della morte a se stessi (rinnegamento di sé, spoliazione del mio io egoista) e dell’accoglienza della grazia dello Spirito (cf. Gv 12,24 e Gal 5,22).

Leggi la catechesi completa

Carissimi consacrati/e di "Vidimus", nell'imminenza delle feste pasquali, mi piace condividere tutto il Bene ricevuto dalle persone consacrate nel mio cammino vocazionale, motivo che mi spinge ad offrirvi il piccolo dono-spero gradito!-delle catechesi mistagogiche domenicali. Da piccolo ho frequentato l'asilo gestito dalle suore vincenziane. Da adolescente ho frequentato il santuario della "carne" di Cristo sofferente, sotto la guida delle Suore Ancelle della Divina Provvidenza, fondate dal venerabile don Uva. Contemporaneamente ho conosciuto i frati minori  ,che mi hanno fatto innamorare di Cristo povero e i gesuiti , che mi hanno trasmesso la passione per il Regno di Dio e per gli Esercizi spirituali. Ordinato prete, ho frequentato il Camillianum a Roma, guidato dai Padri Camilliani. Al Teresianum ho approfondito la spiritualità della vita consacrata con i carmelitani. All'Università Cattolica ho studiato bioetica, guidato dai Legionari di Cristo. In diocesi sono stato il primo delegato vescovile dell'ordo virginum - c'è una sola consacrata, proprio nella mia parrocchia - e dell'ordo viduarum.Ho incontrato uomini e donne di Dio, che mi hanno fatto vedere Cristo povero-casto-obbediente-orante -missionario. Come presbitero diocesano mi sento al servizio di tutto il popolo di Dio, cercando di valorizzare i carismi dei consacrati e dei laici. Dio vi benedica oggi e sempre. Un saluto e una preghiera, specialmente nell'Eucarestia.

Per due settimane mi fermo (comprenderete l'impegno per le confessioni pasquali).

Auguro una Santa Pasqua a tutti.

Don Francesco Dell'Orco
parroco della comunità "Stella maris"
Via Luigi di Molfetta,147
76011- Bisceglie – Bat

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