Catechesi mistagogica della I Domenica di Quaresima / B

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20/02/2015

SPIRITUALITÀ - Don Francesco Dell'Orco, parroco della comunità "Stella maris", (Bisceglie - BAT in Puglia), propone, in occasione dell'anno della vita consacrata, una catechesi mistagogica domenicale con riferimenti alla Evangelii gaudium di Papa Francesco e al Magistero sulla Vita consacrata. Dice don Francesco: “Vorrebbe essere un piccolo dono per le persone consacrate, che tanto hanno contribuito nel mio cammino vocazionale”.


“La Domenica di Gesù tentato”


 La Chiesa ogni anno si unisce al mistero di Gesù nel deserto con i quaranta giorni della Quaresima, itinerario battesimale e penitenziale, come evidenzia il Concilio Ecumenico Vaticano II nella Costituzione su “La Sacra Liturgia”, “Sacrosantum concilium” al n. 109: “Il duplice carattere della quaresima - il quale, soprattutto mediante il ricordo o la preparazione al battesimo e mediante la penitenza, invita i fedeli all'ascolto più frequente della parola di Dio e alla preghiera e li dispone così a celebrare il mistero pasquale -, sia posto in maggior evidenza tanto nella liturgia quanto nella catechesi liturgica.

Perciò: a) si utilizzino più abbondantemente gli elementi battesimali propri della liturgia quaresimale e, se opportuno, se ne riprendano anche altri dall'antica tradizione; b) lo stesso si dica degli elementi penitenziali. Quanto alla catechesi poi, si inculchi nell'animo dei fedeli, insieme con le conseguenze sociali del peccato, quell'aspetto particolare della penitenza che detesta il peccato come offesa di Dio. Né si dimentichi il ruolo della Chiesa nell'azione penitenziale e si solleciti la preghiera per i peccatori”. 

In questo anno liturgico del ciclo “B”, la Quaresima si caratterizza per il suo carattere cristologico o dell’Alleanza, offrendo un itinerario “pasquale”. La Quaresima è un cammino verso la Pasqua , tempo di grazia per riscoprire la nostra prima pasqua, cioè il sacramento del battesimo, che ci ha reso nuove creature in Cristo.

L’antifona d’ingresso (Sal 90/91, 15-16) narra la protezione divina accordata al giusto. Siamo sotto le ali divine. Noi battezzati conosciamo la prova, ma Dio ci libera dai lacci del peccato. Chiunque, infatti, invocherà il nome del Signore, sarà salvato. Dio è con noi nell’angoscia, ci salva e ci dona la vita in abbondanza.

La Colletta chiama la quaresima “segno sacramentale della nostra conversione”. In questo tempo che culminerà  nella Pasqua siamo chiamati a lasciarci conformare e assimilare a Cristo dallo Spirito Santo, intraprendendo il cammino della conversione, cioè del ritorno a Dio Padre, fonte della vita. In tal modo cresceremo nella conoscenza sapienziale del mistero di Cristo, testimoniandolo con una degna condotta di vita. Per entrare in contatto col “mistero” – progetto di salvezza che Dio Padre ci ha manifestato attraverso la persona e la missione di Cristo – è necessario riscoprire l’importanza della Parola di Dio che, accolta nell’intimità del cuore, ci converte e  rinnova profondamente il nostro spirito perché camminiamo in novità di vita, testimoniando Cristo in noi, speranza della gloria (cf. Col 1,27b).

La Colletta Anno B mette in luce che Dio, Padre paziente, misericordioso e tenerissimo, rinnova nei secoli la sua alleanza con tutte le generazioni, facendo sempre il primo passo verso di noi. Tutte le alleanze stipulate con Noè, Abramo, Mosè si riassumono nell’evento centrale della morte di Cristo, che ha dato la vita al mondo. Il Padre in questo tempo quaresimale dispone i nostri cuori all’ascolto della Parola del suo dilettissimo Figlio, Gesù Cristo, perché ci convertiamo, ovvero crediamo in Lui, che è il Vangelo, il nuovo Adamo, colui che fa nuova la nostra storia.

Nell’ AT l’autore del libro della Genesi (9,8-15) ci ha narrato l’alleanza di Dio con Noè che si estende all’intera creazione. E’ un atto unilaterale di Dio che si impegna a non mandare più il diluvio sulla terra. Questo patto ha come segno “l’arcobaleno” che, unendo in modo suggestivo cielo e terra, ricorda la presenza di Dio che sta dalla parte della vita. È il primo annuncio della nuova ed eterna alleanza che Dio Padre ha stipulato con il suo popolo nel Sangue preziosissimo del suo Figlio, cioè nella sua beata passione. In Gesù Cristo, ponte fra cielo e terra, unico mediatore fra il Padre e il genere umano, per l’eternità sono uniti l’uomo e Dio. La Chiesa è in Cristo come un sacramento, cioè segno e strumento di questa intima unione con Dio e dell’unità del genere umano (LG 1).

Il Salmo 24/25, 4-9 è una preghiera nel pericolo, una supplica per ottenere perdono e salvezza. Meditiamo sulla bontà di Dio verso i peccatori, i poveri e quelli che lo temono. Ringraziamo il Padre per averci fatto conoscere Gesù, suo Figlio, che è via, verità e salvezza. Unico Maestro che ha parole di vita eterna, Cristo ci fa percorrere i sentieri della giustizia e dell’amore. E’ il Dio della nostra salvezza, fedele e misericordioso. E’ la Divina Tenerezza; il suo amore è per sempre, la sua bontà ci fa crescere. In questa quaresima invochiamo su di noi peccatori la misericordia del Padre perché converta i nostri cuori, perdoni i nostri peccati, ci purifichi interiormente. Gridiamo aiuto e affidiamoci al Signore Gesù, che libera il nostro piede dal laccio del demonio e ci perdona sempre quando siamo pentiti di vero cuore. Gesù intercede continuamente per noi presso il Padre quale nostro avvocato, “vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo” (1 Gv 2,2). Questo salmo penitenziale ci rivela il volto compassionevole di Dio, ma anche il nostro volto di peccatori, che Gesù Pastore prende sulle spalle per riportarci al Padre che ci accoglie, ci ama e ci abbraccia nel sacramento della Riconciliazione.

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Don Francesco Dell'Orco
parroco della comunità "Stella maris"
Via Luigi di Molfetta,147
76011- Bisceglie – Bat

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