Catechesi mistagogica della IV Domenica del Tempo Ordinario / B

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30/01/2015

SPIRITUALITÀ - Don Francesco Dell'Orco, parroco della comunità "Stella maris", (Bisceglie - BAT in Puglia), propone, in occasione dell'anno della vita consacrata, una catechesi mistagogica domenicale con riferimenti alla Evangelii gaudium di Papa Francesco e al Magistero sulla Vita consacrata. Dice don Francesco: “Vorrebbe essere un piccolo dono per le persone consacrate, che tanto hanno contribuito nel mio cammino vocazionale”.

 

“Ed erano stupiti del suo insegnamento” (Mc 1, 22 a)
 

L’antifona d’ingresso (Sal 105/106, 47) è la confessione pubblica di un popolo che, infedele e peccatore, invoca la bontà misericordiosa del Signore, il Dio Salvatore. Egli ci conferma nel suo amore per sempre. Glorifichiamo, benediciamo e lodiamo il santo nome di Dio Padre, che per mezzo di Gesù Cristo, suo Figlio e nostro Signore, nella potenza dello Spirito Santo fa vivere e santifica l’universo, e continua a radunare intorno a sé il suo popolo santo, la Chiesa, che da un confine all’altro della terra offra a lui il perfetto sacrificio eucaristico (III Preghiera eucaristica).

Con la Colletta a Dio, grande in bontà (Nm 14,18) e misericordioso (Sal 116,5), chiediamo di elargire a noi suoi fedeli (Sap 16,26) la grazia di adorarlo con tutto il nostro essere (2 Mac 1,3) e di amare i nostri fratelli nell’amore di Cristo (Gv 15,12).

Nella Colletta anno B a Dio Padre, che nel suo Figlio Gesù Cristo ci ha donato l’unico maestro che ha parole di vita eterna (Gv 6,68) e il Salvatore (Gv 4,42), domandiamo di renderci forti e coraggiosi nella professione della nostra fede (Eb 4,14), perché annunciamo con gesti e parole (Dei verbum, 2) la verità del Vangelo (Mc 13,10) e testimoniamo la beatitudine degli umili che confidano in Lui (Mt 5,3).

Nell’AT l’autore sacro e ispirato del libro del Deuteronomio (18,15-20) attribuisce a Dio l’istituzione del servizio dei profeti durante la manifestazione dell’Oreb (cf. Es 20,19-21). È Dio che assicura in Israele la presenza dei profeti, intermediari fra lui e il popolo. Egli per bocca di Mosè annuncia la venuta di un profeta per eccellenza (v. 15). Il “profeta come Mosè” è il Cristo (At 3,20-27), Verbo incarnato, unico Mediatore fra Dio Padre e l’umanità (1 Tm 2,5). Inseriti in Cristo sacerdote, re e profeta (cf. Unzione col S. Crisma nel Battesimo), siamo tutti profeti, chiamati ad ascoltare la Parola di Dio e a comunicarla al mondo, senza mai sostituirci a Gesù, ma rivelando la sua compassione tenerissima. Chiediamo la grazia di essere bocca di Cristo gli uni per gli altri.

Il salmo 94/95, 1-2;6-9 è definito “invitatorio”. Con esso la Chiesa inizia la preghiera mattutina nella Liturgia delle Ore. È un invito a lodare e adorare Dio, Roccia (Dt 32,4), creatore, pastore e salvatore del suo popolo. Ringraziamo Dio e inneggiamo al suo nome con canti di gioia. Prostriamoci in ginocchio davanti a Lui (Fil 2,10), Capo del suo gregge. Ascoltiamo con fede e ubbidienza la sua Parola per entrare nel suo riposo, prendendo parte alla sua vita eterna. Convertiamoci e facciamo penitenza, guardandoci dall’incredulità degli ebrei nel deserto (Es 17,1-7). Chiediamo al Signore la grazia di rendere la nostra giornata temporale una lode perenne al suo santo nome.

L’apostolo Paolo al capitolo 7 della Prima Lettera ai Corinzi (vv.32-35) tesse l’elogio della verginità, dopo aver affermato la bontà del matrimonio (v. 7), che è una realtà positiva. Ognuno riceve da Dio il proprio dono. Sia nella verginità sia nel matrimonio siamo chiamati a “piacere al Signore” (1 Ts 4,1). La verginità, consacrazione libera e totale al Signore, viene presentata come “preoccupazione delle cose del Signore” per essere santi nel corpo e nello spirito, stando uniti a Lui senza deviazioni, senza donazioni e passaggi intermedi (v. 34) . La verginità consacrata per il Regno dei cieli è un carisma, un dono dello Spirito alla Chiesa. Essa è un mezzo che permette di amare il Signore direttamente e liberamente, per amare i fratelli nel vincolo dell’amore di Cristo. La grazia della verginità contribuisce a santificare il matrimonio e, a sua volta, il matrimonio vissuto santamente stimola i vergini a donarsi al Signore senza riserve. Preghiamo per la fedeltà delle persone consacrate e degli sposi cristiani, perché si sostengano a vicenda nel servire il Signore e nel dargli onore, lode e gloria con la propria vita intessuta di amore. 

Il 2 febbraio celebriamo la Giornata mondiale della vita consacrata che, collocata in questo speciale Anno della vita consacrata, è un’occasione provvidenziale per fare memoria grata del passato, vivere il presente con passione e abbracciare il futuro con speranza. Preghiamo perché il popolo di Dio prenda coscienza della bellezza della vita consacrata che si caratterizza per la speciale conformazione a Cristo vergine, povero e obbediente.


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Don Francesco Dell'Orco
parroco della comunità "Stella maris"
Via Luigi di Molfetta,147
76011- Bisceglie – Bat

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