Catechesi mistagogica della IV Domenica d’Avvento / B

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19/12/2014

SPIRITUALITÀ - Don Francesco Dell'Orco, parroco della comunità "Stella maris", (Bisceglie - BAT in Puglia), propone, in occasione dell'anno della vita consacrata, una catechesi mistagogica domenicale con riferimenti alla Evangelii gaudium di Papa Francesco e al Magistero sulla Vita consacrata. Dice don Francesco: “Vorrebbe essere un piccolo dono per le persone consacrate, che tanto hanno contribuito nel mio cammino vocazionale”.

 

“Domenica dell’obbedienza della fede”

L’antifona d’ingresso (Is 45,8) è una preghiera - oracolo profetico che si realizza nel Natale del Signore nostro Gesù Cristo, il "germoglio" uscito dal ceppo davidico. "Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo" (Credo niceno-costantinopolitano). Il cielo è disceso sulla terra! Dall’alto, dal cielo, da Dio Padre è inviato sulla terra il suo Verbo eterno, che entra nel mondo passando attraverso Maria. Gesù, il Messia, è "giustizia, santificazione e redenzione" (1 Cor 1,30). E’ Amore che salva,  Verità che rende liberi, il principe della pace.

La Colletta, che preghiamo ogni giorno al termine dell’"Angelus", ci fa chiedere a Dio Padre di effondere nel nostro cuore la sua grazia (cf Rm 5,5): egli che nel lieto annuncio dell’arcangelo San Gabriele alla Vergine Maria ci ha manifestato il mistero del suo Figlio che si fa carne, per la sua passione e morte in croce ci conduca alla gloria pasquale (cf Fil 3,10-11; Rm 8,17).

La Colletta dell’Anno B evidenzia lo stile di Dio grande e misericordioso, che sceglie i suoi ministri fra i poveri e gli umili per portare a compimento il suo progetto salvifico (cf Lc 1,52). Egli elargisca al suo popolo la fecondità dello Spirito Santo (cf Gv 6,63), perché sulle orme di Maria accolga la Parola della Vita (cf 1 Gv 1,1) e gioisca come madre di una stirpe eletta, regale, santa e incorruttibile (cf 1 Pt 2,9).

Nell’Antico Testamento l’autore sacro e ispirato del secondo Libro di Samuele, che è un libro storico, ci ha presentato la profezia di Natan (7,1-5.8b-12.14a.16) rivolta al re Davide. Non sarà Davide ad erigere un tempio, ovvero una casa, a Dio, ma sarà Dio che farà una casa, cioè una dinastia, a Davide. Dio promette la permanenza della dinastia davidica sul trono di Israele, facendo alleanza con Davide e la sua dinastia. La divina promessa si realizzerà pienamente nella nascita di Gesù Cristo, che, da parte di Giuseppe – suo papà adottivo – appartiene alla casa o discendenza di Davide. Dio fa una casa per l’uomo in Gesù Cristo, il suo Figlio fatto uomo, il Dio con noi, nel quale troviamo pace, gioia, vita, serenità.

Il Sal 88/89, 2-5.27-29 canta le grazie del Signore sulla casa di Davide. E’ un inno alla fedeltà di Dio che si è impegnato a rendere eterna la discendenza di Davide. Dio ha mantenuto le promesse e il giuramento fatto al re Davide, quando nella pienezza del tempo mandò "il Figlio suo, nato dal seme di Davide, secondo la carne" (Rm 1,3). San Paolo afferma: "Dalla discendenza di lui (Davide), secondo la promessa, Dio inviò, come salvatore per Israele, Gesù" (At 13,23). Con questo salmo in Avvento celebriamo Gesù Cristo, il vero Davide, Figlio - servo che il Padre ha consacrato in Spirito Santo e potenza. Cristo è il re e pastore supremo del suo gregge, l’unto di Dio.

Il suo Regno sarà stabile per sempre. Cantiamo in eterno l’amore del Signore , che è fedele alle sue promesse. Il salmo è anche una preghiera di Gesù al Padre: "Tu sei mio padre, mio Dio e roccia della mia salvezza".

L’apostolo Paolo a conclusione della Lettera ai cristiani della Chiesa di Roma (16,25-27) presenta una dossologia o inno di lode, che è una autentica sintesi della storia della salvezza. San Paolo dà lode al Padre, il quale ha il potere di confermare i fedeli di Roma nell’adesione al Vangelo da lui annunciato, che ha come oggetto Gesù Cristo. Il Vangelo di Paolo è la manifestazione del mistero, cioè del progetto divino, del disegno di salvezza pensato da Dio per gli uomini, nascosto per secoli eterni, che adesso viene svelato. Il Mistero è Gesù Cristo, la Presenza di Dio nella storia dell’umanità. Egli rivela il Padre (cf Gv 14,9), essendo mediatore e pienezza della divina rivelazione. Dio si fa conoscere in Gesù Cristo, Parola fatta carne.

Paolo annuncia il Vangelo di Gesù per ordine di Dio Padre. La buona notizia della salvezza, operata dalla croce di Cristo e offerta ad ebrei e pagani, viene portata dagli apostoli a tutte le genti "perché giungano all’obbedienza della fede" (v. 26), cioè ad accogliere – sull’esempio di Maria – il Mistero nella fede. La fede è obbedienza  "a Dio, che solo è sapiente" (v. 27). Dio ci raggiunge, ci cerca, ci chiama e ci incontra nella nostra storia attraverso "le scritture dei Profeti", che sono tutte attraversate dal mistero del suo Figlio, Gesù Cristo, che dà senso e significato pieno alla nostra vita. A Dio, che era, che è e che viene, per mezzo di Gesù Cristo lode, onore e gloria nei secoli eterni.

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Don Francesco Dell'Orco
parroco della comunità "Stella maris"
Via Luigi di Molfetta,147
76011- Bisceglie – Bat

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