Catechesi mistagogica della 33a domenica T.O. (A)

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14/11/2014

SPIRITUALITÀ - Don Francesco Dell'Orco, parroco della comunità "Stella maris", (Bisceglie - BAT in Puglia), propone, in occasione dell'anno della vita consacrata, una catechesi mistagogica domenicale con riferimenti alla Evangelii gaudium di Papa Francesco e al Magistero sulla Vita consacrata. Dice don Francesco: “Vorrebbe essere un piccolo dono per le persone consacrate, che tanto hanno contribuito nel mio cammino vocazionale”.

 

“Vigiliamo  e siamo sobri” (1 Ts 5,6)
      

L’antifona d’ingresso (Ger 29,11.12.14) esprime il disegno di Dio su di noi: egli ha progetti di pace e di salvezza e non di sventura; si lascia trovare ed esaudisce chi lo cerca con tutto il cuore ed invoca il suo nome, facendoci passare dalla dispersione all’unità. Ciò si realizza nell’Eucarestia, in cui il Padre continua a radunare intorno a sé un popolo, che da un confine all’altro della terra offra al suo nome il sacrificio perfetto (Preghiera eucaristica III).
      

La Colletta ci fa invocare l’aiuto del Signore (Sal 121,2), che ci elargisce la gioia di servirlo (Sal 100,2), e ci fa riconoscere che solo nell’appartenenza a Dio (Dt 6,5; Is 43,1), sorgente di ogni dono (Gc 1,17), possiamo avere felicità piena e permanente (Ger 7,23).

Nella Colletta anno A al Padre, che ha affidato alle nostre mani operose i doni di natura e di grazia, ovvero l’universo (Preghiera eucaristica IV), chiamandoci a cooperare con il lavoro quotidiano al progetto della creazione (Prefazio comune IX), chiediamo che la nostra buona volontà, cioè il nostro impegno responsabile (Sal 90,17), moltiplichi i beni del suo amore provvidente. Gli domandiamo anche di renderci servi operosi e vigilanti nell’attesa della sua venuta nella gloria, nella speranza di  sentirci chiamare servitori buoni e fedeli (Mt 25,23), e così prendere parte alla sua gioia nel banchetto del Regno.

Nel libro sapienziale dei Proverbi (31,10-31) ci viene presentato  in forma poetica il ritratto della perfetta padrona di casa. Il valore di una donna non risiede nella bellezza estetica o nell’ ornamento esteriore, ma nelle sue virtù. La tenerezza della donna è punto di riferimento per il suo sposo: ”In lei confida il cuore del marito” (v.11). La donna forte, relazionandosi con Dio all’ insegna del timore e del rispetto, è “il sole della famiglia” (Pio XII): attenta alle necessità dello sposo e dei figli, è vera amministratrice della sua casa, guadagnandosi il pane con il sudore della fronte. La sua sollecitudine si allarga anche verso i poveri e i bisognosi.

Il salmo 127/128, 1-5 celebra la felicità della famiglia che Dio elargisce all’uomo giusto, che lo teme e cammina nelle sue vie. Questi godrà il frutto del suo lavoro, sarà benedetto nella sua famiglia e nella sua discendenza. La sposa dell’ uomo giusto è come una vite feconda nella sua casa; i suoi figli come virgulti di ulivo intorno alla sua mensa. Chi teme il Signore vedrà la prosperità di Gerusalemme e i figli dei suoi figli, cioè la continuità della sua vita. Questo salmo è il ritratto della famiglia cristiana, piccola Chiesa o Chiesa domestica, immagine vivente della SS. Trinità. Essa si santifica vivendo il Vangelo dell’amore e del lavoro.

L’apostolo Paolo nella Prima Lettera ai cristiani della comunità di Tessalonica (5,1-6) ci invita a vivere vigilanti nell’attesa della venuta gloriosa del Signore nostro Gesù Cristo, crocifisso e risorto. “Dio, per mezzo di Gesù, radunerà con lui coloro che sono morti” (1Ts 4,14). Questa è la nostra speranza. Certamente soltanto a Dio appartengono i tempi e i momenti (Mt 24,36). Noi non sappiamo né il giorno né l’ora in cui il Signore verrà (Mt 25,13) ...


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Don Francesco Dell'Orco
parroco della comunità "Stella maris"
Via Luigi di Molfetta,147
76011- Bisceglie – Bat

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