Diritti e Rovesci - Corso di formazione

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16/05/2017

ASTALLI corsoFORMAZIONE - La questione delle migrazioni forzate sembra essere diventato il banco di prova delle politiche europee: in un clima politico di crescente tensione, l’unione cerca di mettere in atto strategie volte a riprendere rapidamente il controllo di flussi migratori che, pur nella loro modesta entità in termini assoluti, hanno evidenziato l’incapacità dell’europa di dare una risposta coerente e coordinata. La strategia scelta è quella di adottare politiche migratorie sempre più restrittive e puntare sull’esternalizzazione del controllo delle frontiere, delegando agli Stati più vicini alle aree di crisi la responsabilità di trattenere le persone ed eventualmente di garantire protezione a chi ne ha titolo. A partire da giugno 2016 il Consiglio ha approvato un nuovo quadro di partenariato con i Paesi Terzi, paesi di origine e di transito dei migranti che cercano di raggiungere l’Europa, chiedendone una rapida attuazione: l’idea è quella di usare gli strumenti di cooperazione internazionale esistenti, creando però per gli Stati che ne beneficiano un obbligo più stringente a collaborare con l’Unione Europea in materia di controllo delle migrazioni e facilitazione delle operazioni di rimpatrio. Questa strategia europea rischia di stravolgere gravemente gli obiettivi della cooperazione internazionale e, allo stesso tempo, di compromettere sostanzialmente l’accesso a una protezione effettiva per migliaia di persone, al di fuori ma anche all’interno del territorio europeo.

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