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USMI, 61° assemblea nazionale - Le religiose nel presente e nel futuro della Chiesa italiana

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29/04/2014
FORMAZIONE - Le superiore generali e provinciali provenienti da ogni parte d’Italia, si sono riunite dal 23 al 25 aprile per la loro 61°assemblea presso la Pontificia Università Urbaniana di Roma. Riportiamo la relazione della prima giornata a cura di sr Orsola Bertolotto.

Dopo l’invocazione allo Spirito Santo, madre M. Regina Cesarato, presidente USMI nazionale, dà lettura del messaggio di augurio e benedizione che Papa Francesco ha inviato per mezzo del suo segretario. Introduce poi i lavori comunicando il cammino fatto dal consiglio di presidenza in questo primo anno del mandato: “Ci siamo messe in ascolto della realtà per poter fare il necessario passaggio richiesto dai segni dei tempi e dalla situazione concreta nella quale la vita religiosa italiana si trova a vivere”. Spiega infine a grandi linee il percorso che faremo in questi tre giorni di incontro e riflessione.
Suor Giuseppina Alberghina, moderatrice dell’assemblea, invita tutte ad un “ascolto vigile” e a uno “sguardo sapienziale” per cogliere la profonda unità dei temi che verranno trattati dai diversi relatori. Presenta dunque p. Lorenzo Prezzi che ci invita a fermare l’attenzione sulla “grazia” del passaggio, quel continuo passaggio che la vita consacrata già ha vissuto nel passato ed è chiamata a vivere nella storia contemporanea.

La grazia del passaggio è una grazia “a caro prezzo”, il prezzo che è costato a Dio, il prezzo della vita del Figlio. Grazia è il vangelo che si deve sempre e di nuovo cercare; grazia è necessità di una continua conversione e trasformazione interiore per passare dall’ “uomo vecchio” all’ “uomo nuovo” per essere in Cristo “nuova creatura”. La vita consacrata appartiene intimamente alla vita della Chiesa e alla sua santità e per questo non potrà mai mancare, ma la forma, il modo di viverla, ancora non sappiamo quale sarà. Ci troviamo in questo passaggio, in questo buio della notte quando ancora non si intravvede l’alba. Quello che stiamo vivendo è un passaggio tra i maggiori della storia perché si sta esaurendo un modello di vita consacrata e ancora non sappiamo quale nuovo modello si sta preparando.

L’anno 2015 sarà dedicato alla vita consacrata: è la prima volta che un Papa dedica un anno alla riflessione sulla vita consacrata. Papa Francesco ha detto che la profezia caratterizza i consacrati. Per questo dobbiamo fare memoria grata del passato, abbracciare il futuro con speranza, vivere il presente con passione. Unire l’anno della vita consacrata con la riflessione sulla famiglia è importante perché le due vocazioni si intersecano e si sostengono a vicenda. P. Lorenzo invita a imparare anche dagli scandali emersi nella vita consacrata senza voltare la testa dall’altra parte o facendo finta che non esistono. C’è una grazia anche nei momenti duri e porta l’esempio di alcune congregazioni che hanno vissuto questo dramma nel recente passato. P. Prezzi parla poi dei tratti essenziali che caratterizzano la grazia del passaggio: la fede, il carisma, la fraternità, l’eucaristia.

La fede è non solo credere in Dio e a quello che Lui ci ha rivelato, ma è fidarsi e affidarsi a Lui. Questo è il fondamento che dà stabilità. Il carisma è il riferimento allo Spirito Santo che indica l’intera opera di salvezza in noi. La fraternità è la testimonianza più forte che i consacrati possono dare e nell’eucaristia si fonda il rinnovamento della vita nuova in Cristo.

La vita consacrata non sta terminando. C’è un nuovo modo di viverla che sta sorgendo. Veder l’umiltà del segno e non l’urgenza dell’efficacia. Possiamo dire che “siamo senza luoghi, senza casa, senza ruoli, ma non senza futuro”. Il vangelo chiede di essere di nuovo annunciato e noi siamo chiamati a passare dall’ottica dei numeri a quella dei segni. Siamo senza un luogo, ma non senza un futuro.
Terminata la relazione l’assemblea viene invitata a porgere delle domande che permettono al relatore di mettere in rilievo come alcuni segni di profezia già siano presenti nelle nostre comunità e invita a fare piccoli passi importanti come la scelta dei poveri, il servizio alla vita parrocchiale e trasmettere spiritualità.

Nel pomeriggio Lisa Cremaschi, monaca di Bose sviluppa il tema: “La vita spirituale come cammino nell’esperienza di alcune monache del mondo antico”. Con la presentazione della vita di alcune monache, la relatrice ci ha fatto conoscere come si possono vivere situazioni veramente difficili con un cuore innamorato di Dio e in particolare ha presentato Teodora, venerata in Oriente, che è stata capace di vivere le contrarietà in modo fecondo perché tutte le avversità possono diventare “guadagno” se vissute con Cristo. Ha saputo trarre il bene dal male.
Sincletica, vissuta del V secolo, ha fatto della malattia un cammino d’amore a Cristo. Isidora invece, discepola mite e umile di cuore, ci insegna a vivere in comunità in modo evangelico. Lei era diventata il capro espiatorio permettendo alle consorelle di sfogare su di lei le loro frustrazioni. Avendo scelto la via della mitezza si è fatta santa.

Continuando poi la carrellata di modelli Lisa Cremaschi ha presentato Macrina, modello di vita secondo il vangelo. Ha fatto della sua vita una continua preghiera. Fin dall’adolescenza costretta a confrontarsi con la morte Macrina ha sofferto ed ha patito la separazione dalle persone che amava: ha vissuto questi lutti come appelli a crescere nella fede in Colui che ha vinto la morte.
Olimpia, donna appartenente alla più alta società di Costantinopoli si è posta a servizio della Chiesa radunando intorno a sé numerose donne attirate dal medesimo desiderio di vivere in povertà e vita comune. In tempi calamitosi e difficili Olimpia ci insegna a non lasciarsi vincere dalla tristezza e dal negativo, ma a dare gloria a Dio in tutto.

Scolastica, sorella di Benedetto, ci insegna la forza dell’amore, come commenta Gregorio “poté di più colei che amò di più”. Ecco il primato dell’amore su ogni regola, su ogni consuetudine. La pasqua è la vittoria dell’amore e noi viviamo la pasqua ogni volta che amiamo perché “chi ama è passato dalla morte alla vita”.

Relazione del 24 aprile

Relazione del 25 aprile

Tutte le relazioni verranno pubblicate per intero sul numero 4 dei mesi Luglio-Agosto 2014 di Consacrazione e Servizio.
È possibile e utile - per la profondità e la concretezza espressa dai relatori in tutti i loro interventi - prenotare le copie presso il Centro Studi:

Tel.: 06.68.80.23.36
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Fonte: usminazionale.it

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