Maradiaga: «Ecco come la Caritas partecipa a Expo 2015»

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26/02/2014

art maradiaga caritas expo 2015MILANO - A Milano la presentazione delle iniziative di Caritas Internationalis all’esposizione universale: «Mostreremo che dietro ai numeri della fame ci sono i volti di troppe persone». Se una manifestazione come l’Expo vuole davvero essere universale deve dare voce anche ai poveri. Soprattutto quando sceglie un tema come la sfida di nutrire un mondo dove tuttora 842 milioni di persone soffrono la fame. È in questi termini che da Milano il cardinale Oscar Rodriguez Maradiaga, presidente di Caritas Internationalis oltre che arcivescovo di Tegucigalpa, ha presentato ufficialmente in una conferenza stampa la scelta dell’organismo ecclesiale di essere presente all’Esposizione universale in programma a Milano dal 1 maggio al 31 ottobre 2015.

È la prima volta che a un Expo prendono parte anche rappresentanze della società civile, e Caritas Internationalis ha voluto cogliere questa  opportunità anche per via del tema specifico dell’appuntamento di Milano - «Nutrire il pianeta, energia per la vita» - così vicino alle sfide che si trova quotidianamente ad affrontare in tanti angoli del mondo. Porterà dunque alla kermesse milanese l’esperienza della sua rete di 164 organizzazioni attive in più di 200 Paesi del mondo; che sono poi un numero addirittura maggiore rispetto ai 142 Paesi che fino ad ora hanno accolto l’invito ad essere presenti a Expo2015.

Non è tanto la questione dei numeri - però - ciò che sta a cuore a Maradiaga. «Saremo all’Expo perché crediamo importante far vedere che dietro agli slogan ci sono le persone - ha spiegato - e che la povertà non è fatta solo di cifre, ma di volti ben precisi che chiedono risposte». L’arcivescovo di Tegucigalpa ha citato i segni tangibili lasciati in eredità dalle esposizioni universali: la Tour Eiffel, l’Atomium di Bruxelles o il «Guernica» di Picasso, esposto a Parigi nel 1937 per far riflettere sulla sofferenza causata dalla violenza. E a partire da qui ha auspicato questa volta un segno di un altro tipo: «La mancanza di cibo - ha spiegato - fa parte di un circolo vizioso che va stroncato alla radice. Non vanno eliminati i poveri, ma le cause della povertà e della fame. Non potrebbe questa esposizione universale essere ricordata come un evento che ha unito tutta la creatività umana per combattere la fame nel mondo? Non potrebbe essere la prima a promuovere l’idea che solo vivendo e agendo come una sola famiglia umana solidale, giusta e responsabile, ci sarà energia per la vita e, ancor più, cibo per tutti?».

Tra i problemi possibili da affrontare il presidente di Caritas Internationalis ha ricordato lo scandalo degli sprechi alimentari, citando alcune cifre relative all’Italia: ogni famiglia oggi butta via 198 grammi di alimenti a settimana; in termini di denaro significa 8,7 miliardi di euro sprecati tra le mura domestiche, mentre magari poco lontano da noi, anche nelle nostre città c’è chi soffre la fame. A cambiare questi meccanismi facendo leva sulla solidarietà mira la campagna «Una sola famiglia umana, cibo per tutti», che dal dicembre scorso la Caritas sta promuovendo in tutto il mondo. Un’iniziativa che prevede insieme gesti concreti di solidarietà accanto a chi ha fame e azioni di pressione politica sui governi per la definizione di politiche serie sul diritto al cibo. Ed è un cammino che si concluderà il 19 maggio 2015, quando i delegati delle Caritas di tutto il mondo si ritroveranno proprio a Milano per mettere in comune i frutti della campagna, in un momento conclusivo pensato all’interno del calendario dell’Expo.

Il summit mondiale dei delegati sarà però solo una delle iniziative che Caritas Internationalis proporrà durante i sei mesi dell’evento di Milano: in cantiere c’è infatti un fitto calendario di appuntamenti che si svolgeranno sia nel sito ufficiale dell’Expo (dove sarà presente anche la Santa Sede con il proprio padiglione) sia in tanti altri luoghi significativi di Milano, che diventeranno una sorta di «Expo diffusa». «Vogliamo che siano davvero coinvolte anche le periferie in questa riflessione», ha spiegato il vice-direttore della Caritas Ambrosiana Luciano Gualzetti, che coordina la preparazione degli eventi. Il tutto con un’attenzione molto forte al coinvolgimento personale di ciascuno, a partire da una verifica del proprio stile di vita: «Diremo a tutti che anche la lotta alla fame è compito nostro», ha aggiunto il presidente della Caritas Italiana, il vescovo di Lodi Giuseppe Merisi.

L’adesione di Caritas Internationalis è stata salutata con soddisfazione dagli organizzatori dell’esposizione universale: «È una di quelle presenze che permettono di concentrare davvero l’attenzione sui contenuti dell’evento», ha commentato Stefano Gatti, della Società Expo 2015. E l’invito rivolto a Papa Francesco a essere presente a Milano? «Non ne ho parlato con lui - ha risposto Maradiaga - ma spero davvero che possa accettarlo. La sua presenza sarebbe un’opportunità meravigliosa per rinforzare l’impegno nella lotta alla fame».

Giorgio Bernardelli

FONTE: Vatican Insider, 24/02/2014

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