Convegno Formatori: Primo giorno

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08/04/2015

 

ROMA - «Sentiamo oggi l’appello dei nuovi contesti geografici e culturali che si manifesta in modo intenso» - ha detto questa mattina il Card. João Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica nel suo intervento di apertura del Convegno dei Formatori - «infatti i contesti sono cambiati e siamo spaesati nella nostra identità. Un nuovo impegno di approfondimento ci è richiesto».

In una società in continuo divenire i consacrati sono chiamati ad essere profeti di un nuovo modo di vivere le relazioni umane, i rapporti fraterni, di essere presenti in mezzo alle differenze, alle tensioni, per essere costruttori di unità: «In una società dello scontro, della difficile convivenza tra culture diverse, della sopraffazione sui più deboli, delle disuguaglianze, siamo chiamati ad offrire un modello concreto di comunità che, attraverso il riconoscimento della dignità di ogni persona e della condivisione del dono di cui ognuno è portatore, permetta di vivere rapporti fraterni».

È attraverso la qualità delle relazioni che passa la profezia della vita consacrata. «La relazione uomo-donna nella diversità sessuale - afferma Michelina Tenace docente presso la Pontificia Università Gregoriana in Roma nel corso del secondo intervento della giornata - la relazione di origine da una famiglia nella complessità della storia, la relazione di amicizia, nello specifico della vita spirituale, sono proposti come esempi di quella profezia che oggi è pressante».

Per raggiungere questo obiettivo la formazione integrale deve essere attenta a tutte le dimensioni (intellettuale ed emotiva, individuale e comunitaria, personale e sociale, affettiva e sessuale) e deve mirare alla conformazione ai sentimenti di Cristo. Infatti, conclude Michelina Tenace: «La vocazione è alla santità. La formazione non ha altro fondamento: fare splendere nell’umano la vita divina come santità, formazione allo stesso sentire di Cristo Gesù».

Formare persone libere e responsabili: questo il fine della formazione. Formare persone docili, che si lascino formare dagli eventi della vita, che imparino a cercare la volontà di Dio in ogni situazione, in ogni persona che incontrano, nei poveri e nei deboli e da essi si lascino ammaestrare. 
Cosa si intende quando si parla di formazione? P. Amedeo Cencini, religioso canossiano, docente presso la Pontificia Università Gregoriana e la Pontificia Università Salesiana in Roma, spiega: «la formazione è azione del Padre che mira a formare in noi i sentimenti e la sensibilità del Figlio». Una formazione che abbia questo obiettivo non può che durare tutta la vita: è l'idea di formazione continua. «La formazione continua non è qualcosa che viene dopo, dopo la formazione vera e propria, quella cosiddetta istituzionale, come se il cammino formativo lungo la vita fosse qualcosa di meno vero ed efficace. Al contrario, la formazione continua è ciò che viene prima, ovvero è la premessa e il fondamento di tutto l’itinerario formativo».
Scopo della formazione iniziale è, quindi, formare la disponibilità a lasciarsi plasmare dalla vita (docibilitas), cioè la disponibilità di “imparare ad imparare”, a lasciarsi mettere in crisi dalla vita stessa, in tutte le sue stagioni.
«Ma occorre preparare a questo - ribadisce P. Cencini - togliere tutte quelle paure, rigidità, sospetti, resistenze con cui siamo soliti difenderci dalla realtà, dagli altri, finendo per non percepire più nella realtà stessa la mediazione dell’azione formativa del Padre».

Un breve tempo di riflessione segue la relazione, si da’ modo ai partecipanti, divisi in gruppi, di mettere a confronto esperienze e considerazioni e di porre domande ai relatori.

La preghiera conclude la giornata: Sr Anna Nobili, della Congregazione delle Operaie della Sacra Famiglia di Nazareth, esprime con una danza la gioia dell’incontro di Maria Maddalena con Gesù Risorto.

Città del Vaticano, 8 aprile 2015

Comunicato della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica

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