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Un'anima per tutti i carismi

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02/05/2014 

LOPPIANO - Con un ricco e familiare dialogo con il Card. João Braz de Aviz, prefetto della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, si è conclusa la tre giorni dei giovani consacrati incentrata sul motto: Sì! Scegliamo il Vangelo!

Dal 23 al 26 aprile la cittadella dei focolari è stata arricchita dalla presenza di più di un centinaio di giovani consacrate e consacrati, provenienti da 36 nazioni e appartenenti a 56 famiglie religiose. Un meeting preparato da tempo con entusiasmo e coraggio, non solo in vista dell’anno 2015 che papa Francesco ha voluto dedicare alla vita consacrata, ma quale tappa di un cammino che, al di là dell’infinita ricchezza e diversità di carismi, è condiviso da quanti hanno messo la loro vita alla sequela del Vangelo.

La prima giornata è stata dedicata ad un approfondimento teologico curato da p. Alessandro Clemenzia, docente di teologia Trinitaria, ma anche a momenti di confronto e dialogo, di condivisone delle proprie esperienze di vita e di incontro con gli abitanti di Loppiano: con momenti di visita alla cittadella, partecipazione alla Messa nel Santuario, la cena nelle comunità-focolari e nelle famiglie.

Quattro le sfide affrontate nei workshop del secondo giorno, centrate su argomenti attualissimi nella chiesa di oggi: rapporto tra Vangelo, studio e vita; Vangelo e spirito di povertà; rapporti comunitari; Chiesa povera per i poveri.  Poi la visita all’Istituto Universitario Sophia e una serata di festa e condivisone con i giovani della cittadella.

La mattinata conclusiva è stata incentrata sul dialogo a tutto campo con il Card. Braz de Avis, “don João” come ama farsi chiamare, che ha voluto subito esprimere la sua gioia per la presenza così numerosa di giovani e sottolineare l’importanza di questo meeting per la Chiesa intera. “Questa spiritualità di comunione”, ha sottolineato, “deve entrare in tutti i carismi, essere l’anima di tutti i carismi” e occorre farlo “come esperienza vissuta”; aggiungendo: “dalla gioia vostra e dalla luce che trovate sentiamo che sta avvenendo” ed è importante  ricordare che “un carisma è per la Chiesa non per un gruppo”.

Proprio perché l’unità è un dono per tutta la Chiesa, oggi più che mai, ha aggiunto il cardinale, “non basta più seguire Gesù da soli: abbiamo bisogno di seguire Gesù insieme…  Chi non vive la vita comunitaria non segue Gesù, segue se stesso…  L’altro per me non è solo la mia grande penitenza ma è l’opportunità di sperimentare Dio: posso amare solo se sono vicino a qualcuno…”.  E davanti alle difficoltà che questo cammino incontra, occorre, ha aggiunto, scoprire e capire “il grido di Gesù sulla croce” perché senza la misura del dare la vita che Gesù ci ha mostrato, “non arriveremo ad amarci”.

Incoraggiato dallo stile familiare e diretto di don João, è seguito un dialogo partecipato e aperto che ha toccato le tante sfide che le comunità religiose si trovano oggi ad affrontare.

Tra le tante domande: Come continuare l’esperienza sperimentata qui nelle nostre comunità? Come essere veramente liberi pur dentro una struttura e con i voti? Come non vivere da persone “ingessate” e cosa fa la Congregazione per aiutare a crescere nello spirito di unità? Come guardare ai dolori delle nostre Congregazioni e della Chiesa?  Dirette e “in famiglia” le sue risposte: “Tornando in comunità, non parlare ma amare”; per essere liberi fare come diceva il papa sabato santo: “tornare in Galilea, dove Dio ci ha guardato negli occhi la prima volta” e coltivare una “libertà che parte dall’interno… tornando allo stile del Vangelo”. E ancora: “dove c’è attaccamento al denaro, al potere… non c’è più Chiesa… non dobbiamo cambiare il Vangelo…”; dobbiamo entrare, come ci invita il papa, nelle piaghe della Chiesa e dell’umanità… guardare al passato con gratitudine, al futuro con speranza  e vivere il presente con passione…”.

Dopo aver aperto, infine. il cuore sul suo rapporto personale e fraterno con papa Francesco, ha annunciato i vari appuntamenti per il 2015, e in particolare il Convegno mondiale per le/i giovani consacrati dal 23 al 26 settembre 2015, nella certezza che “il Papa vi ama e la nostra Congregazione è la vostra casa”.

In totale più di due ore di immersione schietta nella vita di una Chiesa che si interroga senza sconti sulla propria realtà e sulle sfide della quotidianità, una Chiesa che ha in papa Francesco un motore di un profondo e radicale rinnovamento che, raccolto e tradotto in impegno senza sconto dai suoi collaboratori, diventa stimolo per un rinnovamento che tocca ciascuno in prima persona e ogni comunità, famiglia, cellula sociale.

A conclusione di tutto la celebrazione della S. Messa nel Santuario della Theotokos con tutti gli abitanti della cittadella di Loppiano e la presenza del Vescovo della Diocesi, mons. Mario Meini.

Album fotografico

Fonte: loppiano.it, 27/04/2014

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