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Camerun: il viaggio di fede di uno scolastico gesuita

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14/09/2017

cameroonTESTIMONIANZE - “Ho imparato molto e approfondito la mia fede” dice Jeevan James, scolastico gesuita della Provincia di Karnataka, in India, parlando dell’esperienza fatta in Camerun con il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS). 

Jeevan ha trascorso un anno tra l’ufficio regionale a Yaoundé e i progetti a Batouri, prestando assistenza ai rifugiati in arrivo dalla Repubblica Centrafricana. 
In questa zona, l’intervento del JRS pone l’accento sull’educazione sostenendo cinque scuole primarie e promuovendo una didattica di qualità attraverso interventi formativi rivolti agli insegnanti. 

“All’inizio, le strutture scolastiche erano in pessime condizioni e gli studenti dovevano sedersi per terra”, racconta Jeevan. L’anno scorso, il JRS ha partecipato ai lavori di ristrutturazione delle classi e ha fornito materiale scolastico agli studenti rifugiati. “È stata una soddisfazione vedere il risultato finale: nuove porte, banchi, panche. I bambini erano anche più contenti di andare a scuola”, dice ancora. 

L’impegno del JRS in quell’area ha inoltre lo scopo di rafforzare la coesione sociale attraverso il sostegno alle associazioni genitori-insegnanti e alle iniziative di comunità, e grazie ai corsi di alfabetizzazione degli adulti. “Uno dei miei ricordi preferiti è quando abbiamo costruito l’aula destinata al corso di alfabetizzazione nell’insediamento informale di Bethanie”, ricorda. 
Jeevan non si era mai trovato prima in un posto come questo, né aveva mai fatto un’esperienza di questo tipo. “È stato impegnativo. La vita quotidiana è piena di difficoltà da affrontare, dalla mancanza di corrente elettrica all’accesso all’acqua, ma non è questo che importa qui. L’attenzione è rivolta costantemente agli altri, ai rifugiati. Sentivo che la mia missione era quella di accompagnarli”, dice. 

Come scolastico, era abituato a vivere in una comunità gesuita, e gli sembrava strano stare da solo. “Ho sperimentato la solitudine, ma mi sono reso conto che un gesuita deve portare con sé una comunità così come una lumaca si porta dietro la propria casa”, ammette. 

Jeevan descrive la propria esperienza nel Camerun come un viaggio di fede. “Vedi così tanta sofferenza e dolore che cominci a chiederti se Dio esista davvero. Poi capisci che invece è presente indirettamente in molti modi diversi, e uno di questi è il lavoro svolto dal JRS”, dice. 

“La presenza umanitaria è un segno di Dio, e la si trova in chi è in grado di servire gli altri. Vivere con persone di culture e mentalità diverse aiuta inoltre a crescere a livello personale”. 

-    Martina Bezzini, responsabile per la comunicazione del JRS Internationale 

Fonte: it.jrs.net

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