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Santuario luogo del sacro, meta di pellegrinaggi patrimonio della fede

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12/09/2017

monte ibericoFORMAZIONE - Fin dalle epoche più antiche il santuario ha rappresentato un luogo speciale carico di sacralità, in cui si manifestava o si diceva presente e operante la divinità. Pertanto non esiste religione che prescinda da un luogo siffatto, compreso il cristianesimo che pure è sorto, dopo l’ascesa al cielo di Cristo, come religione della tomba vuota (nella storia cristiana i santuari sono perciò il luogo dei martiri, dei santi, di Maria).

Ma chi o che cosa ha stabilito quel luogo; ovvero, chi è all’origine del santuario: Dio o chi in suo nome sceglie in terra un sito dove attendere l’uomo; o l’uomo che ha bisogno di lasciare il suo mondo per stare con Dio? È questo il mistero del santuario; un mistero che mobilita l’umanità di tutti i tempi (quella che al santuario non cessa di pellegrinare), e che i poteri del mondo hanno spesso dovuto “governare”, non potendo ignorarlo o reprimerlo. A ben pensare, anche il luogo sul monte in cui Dio diede a Mosè “le tavole di pietra con le leggi e i comandamenti” (cf. Es 24,12), divenne un santuario: perfino la Lex fundamentalis da cui dipende l’umana convivenza è connessa con un santuario.

Ben si sa del resto che il santuario identifica non solo le religioni ma anche le società e i popoli, e anzi esprime al meglio (anche attraverso i manufatti) la loro creatività, e quindi le diverse civiltà: così, mentre in Oriente, la moschea riassume il mondo dell’Islam; in Occidente, la chiesa rappresenta il mondo romano-cattolico, e la pagoda, in Asia, quello buddista.

Volendo quindi - perché il tempo è venuto - penetrare a fondo il mistero del santuario, non sarà esagerato chiamare a raccolta tutti i saperi ad esso pertinenti: in primis, la teologia, ossia la scienza che studia la Rivelazione (attraverso le sue molteplici discipline: biblica, dogmatica, liturgica, spirituale e altre); poi, la storia religiosa, che non può non occuparsi dell’uomo che va in cerca di Dio fin da questo mondo (il pellegrinaggio è un’opzione forte, anche per le religioni monoteiste); le scienze dell’interiorità, che devono scandagliare, sul piano antropologico, il senso dell’andare, del vedere, del toccare (guai a non studiare le reliquie), o del semplice dire: “Signore, eccomi”.

Essendo poi il santuario quasi sempre innalzato dalle mani dell’uomo, in un luogo significante, vanno considerate le arti che lo costruiscono e lo decorano, le scienze dello spazio o del territorio che lo riguardano, le norme religiose e civili che lo reggono, e così via. Occorre dunque familiarizzarsi con l’architettura e la decorazione del santuario (che comprende anche gli ex voto), con la geografia e l’ambiente cui afferisce, con la legislazione che lo riguarda in quanto meta di pellegrinaggi (è da studiare, ad esempio, il Codice del turismo religioso), con le sue ricadute sul piano dell’economia locale e internazionale, ecc.

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Fonte: issrmonteberico.it

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Talitha Kum



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www.vatican.vaRadio VaticanasedosAgenzia Fides

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