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Germania: non solo abbandoni

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24/08/2017

ministrantiVITA CONSACRATA - Quando, lo scorso mese di luglio, la Conferenza episcopale tedesca pubblicò le statistiche relative al 2016, l’attenzione dell’opinione pubblica si concentrò soprattutto sul numero degli abbandoni, di coloro cioè che lasciano la Chiesa (cf. SettimanaNews, 3 agosto). Ma la stessa Conferenza episcopale si è premurata di offrire una panoramica più completa e rassicurante in cui si può costatare che la Chiesa tedesca è viva e dinamica più di quanto possa sembrare. Per avere un panorama di più facile lettura, Kilian Martin, per katholisch.de, raggruppa i dati della Conferenza episcopale sotto le seguenti cinque voci.

374.575 musicisti

Non c’è nessun settore che coinvolga un numero così grande di fedeli della Chiesa cattolica tedesca quanto quello della musica. In quasi tutti gli atti di culto viene suonato l’organo, e non solo nelle chiese cattedrali dove spesso cantano dei cori eccellenti. Questi cori sono considerati un pilastro importante della pastorale giovanile della Chiesa: sono oltre 83.000 i ragazzi e i giovani che vi partecipano.

Ma non bisogna ignorare anche altri campi come quello della cultura. Ci sono 3.300 librerie che offrono 16 milioni di libri e altri strumenti in prestito. “Spina dorsale” di questo sistema sono i 35.000 volontari che vi prestano servizio.

Inoltre, al vasto pubblico sono aperti 43 musei diocesani. La Chiesa partecipa anche in diverso modo a oltre 100 case espositrici. Lo scorso anno oltre un milione di persone complessivamente hanno visitato queste esposizioni.

359.661 ministranti

Nel 2016, 359.661 erano i/le ministranti nelle 27 diocesi tedesche. Come in molti altri settori della vita di tutti i giorni, a rappresentare la maggioranza sono le donne: 191.726 ragazze e giovani donne hanno prestato il servizio all’altare. Due terzi degli accoliti nello scorso anno era costituito da ragazzi sotto i 15 anni, e solo una frangia da persone oltre i 25 anni.

Ma i ministranti, oltre al servizio liturgico, danno anche un’impronta alla vita della Chiesa in Germania. Organizzano pellegrinaggi, tempi liberi per le ferie e soprattutto incontri di vita di gruppo. Tre su quattro ministranti vi prendono regolarmente parte. E oltre 58.000 volontari sono attivi come guide giovanili.

Nonostante i considerevoli numeri assoluti, il paragone con il passato storico resta piuttosto deludente. Nel 2007, quando per l’ultima volta il numero dei ministranti era cresciuto, le diocesi tedesche ne contavano ancora 440.000. La diminuzione è del 17,6%, più del doppio del numero totale dei cattolici tedeschi (meno 7,4% dal 2007).

21.467 religiosi/e

In Germania ci sono così tanti collaboratori nella pastorale come non si erano mai visti prima. Il gruppo maggiore è costituito non dai sacerdoti o dai laici, ma da 14.764 suore, Ad esse occorre aggiungere 1.159 donne che hanno scelto una vita di preghiera negli Ordini di vita contemplativa.

Le comunità maschili contavano, lo scorso anno, circa 3.900 membri, di cui 2.868 sacerdoti.

Oltre agli Ordini religiosi, ci sono i cosiddetti Istituti secolari. Anche i loro 1.415 membri (da aggiungere al numero globale dei religiosi) vivono una vita consacrata nella povertà, castità e obbedienza. Si occupano di attività professionali nel mondo e non vivono nei chiostri o nei conventi. E, per quanto riguarda l’abito, non si distinguono dagli altri fedeli.

La Conferenza episcopale tedesca nelle sue statistiche annuali accenna anche ai religiosi che appartengono a istituti stranieri. Lo scorso anno erano 1.710 coloro che vivevano e operavano in Germania. La maggioranza di questi, ossia 1.452, proveniva dall’India.

La vita consacrata costituisce tuttora un importante fattore soprattutto nella variegata vita cristiana nel Paese. Nello stesso tempo, tuttavia, denota, come poche altre aree, un drastico collasso. Gli istituti religiosi nel 2006 contavano ancora 29.552 membri. Ora si sono ridotti di un terzo, se ne contano 19.952.

20.963 studenti

Ciò che si è detto dei ministeri e dei religiosi/e vale anche per le facoltà teologiche delle scuole superiori tedesche: la maggioranza di coloro che studiano teologia sono donne. Su 20.963 studenti nel semestre 2015/2016, 13.000 erano donne.

Per la formazione delle studentesse e degli studenti sono state istituite in tutto il Paese 356 cattedre. Quasi la metà fanno parte delle scuole superiori della regione Renania-Nord Westfalia (96) e della Baviera (92).

Rispetto all’anno passato, il numero degli studenti di teologia è rimasto costante. Diverso il discorso invece per i candidati al sacerdozio. Nel 2016, i seminari, con 103 ingressi, registravano complessivamente 546 studenti. Rispetto ai quasi 900 seminaristi dello scorso decennio, ciò significa una diminuzione di circa il 40%.

Preti stranieri

Ciò che non si può ignorare in molte comunità ecclesiali tedesche è anche la presenza di preti stranieri. Nel 2016, di fronte a 13.856 preti locali, la Chiesa tedesca contava anche 2.500 ministri stranieri impegnati nella pastorale: 1.195 preti diocesani e 1.288 preti religiosi. La maggioranza proveniva dell’India e dalla Polonia.

Secondo i vescovi, tuttavia, la presenza di un numero così elevato di preti stranieri è una dimostrazione del carattere universale della Chiesa cattolica. Mostra «come sia un fatto normale lo scambio tra i cattolici delle diverse nazioni».

Ma anche la Conferenza episcopale tedesca invia all’estero dei pastori d’anime, benché in piccola misura. Sono circa 50 i pastori a tempo pieno e altri 50 a tempo parziale (sacerdoti, religiosi e laici) che svolgono il servizio pastorale della Chiesa tedesca in 120 località sparse in tutto il mondo.

Fonte: settimananews.it

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