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News Giovani, fede e vocazione: voglia comune di santità!

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26/07/2017

camilliani messaggiMESSAGGI - Ah misero et infelice me che gran cecità è stata la mia a non conoscere prima il mio Signore?

Perché non ho io speso tutta la mia vita in servirlo? Perdona Signore, perdona a questo gran peccatore. (…)
Dicendo e replicando piu volte le seguenti parole: Non piu mondo, non piu mondo.
Sanzio Cicatelli, Vita del p. Camillo de Lellis, 46

Ai nostri giovani consacrati e consacrate, ai giovani in formazione e ai giovani che cercano in noi una fonte di ispirazione per il discernimento della loro vocazione di vita!

Desiderio di conoscere Dio[1], bisogno di relazioni umane umanizzanti[2], aspirazione a seguire Gesù portando come lui la croce[3], la nostra e quella dei fratelli crocifissi che incontriamo: queste sono state le tre piste incandescenti che si sono ‘scatenate’ anche nella vita del giovane Camillo de Lellis a partire dal 2 febbraio 1575; in lui che fino a quel momento era vissuto come se Dio non ci fosse, occupato in altri pensieri e faccende che degradavano la sua e l’altrui umanità.

Quel giorno, a 25 anni, consapevole del fallimento della sua vita, Camillo scopre Dio. Lo incontra riflettendo sulla miseria del suo stato, ripensando alle esortazioni spirituali mediate dal buon frate Angelo e guidato da una forte luce interiore: «perché sono stato finora così cieco da non conoscere e servire il mio Signore?». Nasce una relazione personale con Dio. Camillo sperimenta la misericordia di Dio, gli chiede perdono e lo ringrazia per averlo così a lungo atteso. Cambiato il rapporto con Dio, cambia il rapporto con l’uomo: ogni uomo ed ogni donna fragile e sofferente ora sono un fratello ed una sorella da amare per Dio, un Cristo sofferente e agonizzante da curare e consolare. Dopo di lui, chiunque «ispirato dal Signore Iddio» voglia seguirlo in questo servizio completo ai sofferenti, lo farà «per vero amore di Dio», per «compiacere la volontà di Dio», «per la gloria di Dio» (cfr. Formula di vita). Il giovane Camillo ha trovato il ‘senso’ del suo esistere ed in esso tenacemente investe il meglio delle sue energie. Questo fuoco interiore è lo stesso che ha animato la scelta di ogni consacrato/a e che continua a smuovere la vita di ogni giovane che si pone con onestà alla ricerca del senso della vita.

   Questa esperienza esistenziale di conversione del giovane Camillo sta nel cuore di tutti noi, uomini e donne che abbiamo abbracciato un giorno il suo carisma. Camillo dal profondo della sua povertà umana
dopo avere perso tutto nella vita, cerca con umile inquietudine, oltre ad un lavoro per sopravvivere, un senso di vita. In questo cammino, in una forma insperata e misteriosa incontra Dio, che diventa l’esperienza totalizzante della sua vita. Questa storia di Camillo, scandita da un cambiamento radicale di vita, ha un significato profondo ancora oggi per l’umanità ferita dalla povertà e dalle malattie e principalmente parla profondamente al cuore dei giovani di oggi.

  1. Alcune inquietudini sulla realtà religiosa e vocazionale in cui viviamo

Dopo la vivace, doppia assemblea sinodale di ottobre 2014 e di ottobre 2015, sulla famiglia, conclusa con l’esortazione apostolica Amoris laetitia, papa Francesco ha convocato una nuova assemblea generale ordinaria del Sinodo, per ottobre 2018, sul tema «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale». Esso intende accompagnare i giovani nel loro cammino esistenziale verso la maturità affinché, attraverso un processo di discernimento, possano scoprire il loro progetto di vita e realizzarlo con gioia, aprendosi all’incontro con Dio e con gli uomini e partecipando attivamente all’edificazione della Chiesa e della società.

“In futuro, ci sarà ancora un prete, un religioso o una religiosa, un consacrato/a, nella nostra parrocchia o nella nostra comunità cristiana, nell’opera di evangelizzazione e/o di carità?”. Alzi la mano chi non ha detto o non ha sentito dire da qualcuno questa espressione! Le diverse vocazioni nella Chiesa hanno un unico scopo: ricercare il senso da dare alla propria vita e, nello stesso tempo, indicare la modalità concreta con cui ciascuno di noi partecipa alla costruzione dell’unico Corpo di Cristo.

Se guardiamo a ciò che sta accadendo nella Chiesa e nei nostri istituti religiosi maschili e femminili in particolare, con uno sguardo autenticamente cristiano, illuminato dalla fede, le vocazioni giovanili presentano globalmente una tendenza positiva, però anche in questo caso alcuni motivi di preoccupazione provengono dall’Europa e dall’America del Nord, dove negli ultimi anni il declino è apparso evidente. Viceversa l’Africa e l’Asia dimostrano una grande vitalità, rivelando che Dio ha a cuore la sua Chiesa, non è lontano da essa e non l’abbandona.

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