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L'USG verso il SInodo dei giovani

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29/05/2017

carballoNOTIZIE 2017 - La seconda giornata dei lavori dell’assemblea USG, giovedi 25 maggio, si è conclusa con la celebrazione eucaristica presieduta dal segretario del dicastero vaticano della vita consacrata, Sua Ecc. mons. José Carballo. Commentando i doni messianici del Cristo risorto, nella sua omelia, si è soffermato soprattutto su quelli della pace, della gioia, della profezia e della testimonianza. Tutte queste dimensioni, insieme a quella della speranza, ha detto “non possono mancare nella vita di un consacrato; diversamente saremmo dei gestori di un’azienda, prima o poi, destinata alla chiusura”.                                                                                                           Riferendosi al tema dell’assemblea in corso sul discernimento vocazionale, mons. Carballo, citando “Ripartire da Cristo”, ha invitato i superiori generali a essere «liberi dalla tentazione del numero o dell’efficienza” (n. 18). Purtroppo, ha aggiunto, in questi ultimi 13 anni, la media di abbandoni della vita consacrata è di circa 2.200 all’anno. Di fronte a questa “emorragia”, che nell’anno in corso potrebbe ulteriormente dilatarsi, è facile lasciarsi prendere dal “pessimismo”. «Il Signore, ha concluso, ci conceda di essere abitati  da questi doni pasquali della pace, della gioia, della profezia, della speranza e della testimonianza, per fare della nostra vita una fiaccola che illumina il cammino degli uomini del nostro tempo».

Al termine della celebrazione eucaristica, dall’altare, mons. Carballo, ha ricordato alcuni eventi prossimo-futuri di sicuro interesse per il mondo della vita consacrata. Entro quest’anno dovrebbe essere portata a termine la revisione delle “Mutuae relationes”, su cui sta lavorando da tempo una commissione mista con una qualificata presenza di religiosi. Prima dell’estate la bozza definitiva dovrebbe essere trasmessa al papa. Nella nuova edizione si vorrebbe evidenziare anche nel titolo (“Direttorio”?), una maggiore consistenza vincolante dei suoi contenuti.          

Un altro documento in gestazione concerne le linee orientative sulla gestione dei beni ecclesiastici da parte dei religiosi, comprendente due parti: una carismatico-teologica, l’altra tecnica. Il documento dovrebbe essere già a buon punto. Sono in preparazione, inoltre, due Istruzioni del dicastero, una sull’Ordo Virginum e l’altra sulle Contemplative. Infine sono in programma due congressi, il primo a fine novembre-inizio dicembre, un mini-congresso  (dai 60 ai 100 invitati) sul tema sulla Consacrazione, e il secondo nel mese di maggio un Congresso internazionale sulla vita consacrata aperto a tutte le realtà della vita consacrata attiva. Mons. Carballo, senza ulteriori precisazioni soprattutto su quest’ultimo evento, ha salutato e ringraziato tutti i superiori generali presenti per quanto fanno per il bene della vita consacrata nel mondo, ricordando loro che il dicastero è la “loro casa”, sempre al “loro servizio”.

Nella mattinata conclusiva di venerdì 26 maggio, in continuità con i temi delle prime due giornate, i superiori generali hanno lavorato soprattutto sulla bozza di lavoro di quello che dovrebbe essere il contributo della USG al prossimo Sinodo  dei vescovi  sui giovani, la fede e il discernimento vocazionale. Sul tema i superiori generali si erano già confrontati un pomeriggio intero nei gruppi linguistici. Sulla base dei loro resoconti, don Francesco Cereda, ha elaborato quella bozza di lavoro che è stata presentata in aula appunto venerdì mattina. Dopo il successivo confronto ai tavoli su questa bozza, è emerso un forte disagio per il “risultato molto deludente” emerso da quanto il relatore aveva semplicemente raccolto dal contributo dei gruppi linguistici. In fondo, ci si è chiesti, di “quali giovani” si sta parlando? Solo di quelli che frequentano i “nostri” ambienti? E tutti gli altri giovani “emarginati e lontani”? Questa “salutare provocazione” ha in qualche modo portato tutti i presenti non tanto a rivedere semplicemente  i contenuti della bozza di lavoro, ma a dedicare convintamente tutta la prossima assemblea di novembre alla problematica giovanile, simulando, per quanto possibile, con una eventuale presenza significativa di giovani, l’assise sinodale. 

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