Notice: Undefined index: HTTP_ACCEPT_LANGUAGE in /var/www/clients/client0/web62/web/it/includes/head.php on line 42 Assemblea USG - Discernimento vocazionale in un mondo interculturale
English Français Italiano Espanol
Usted puede comprar Cialis o comprar Cialis generico online. Sin embargo, comprar cialis genérico online en España contrae algunos riesgos
Left cap
Right cap
Content top cap
NOTIZIE
NEWSLETTER
Iscriviti alla nostra "Newsletter": ti invieremo periodicamente le principali notizie
captcha
scatfile.com

Assemblea USG - Discernimento vocazionale in un mondo interculturale

E-mail Stampa PDF

26/05/2017

assemblea USGASSEMBLEA USG - Se è già problematico parlare di vita consacrata in un mondo interculturale, forse lo è ancora di più un discorso sul “discernimento vocazionale” nel mondo interculturale di oggi. Basta rileggere la relazione del superiore generale dei verbiti, Mark Weber, tenuta in apertura della seconda giornata di lavori nell’assemblea USG in corso, per rendersene conto. Nel suo ampio intervento ha affrontato sostanzialmente due aspetti: anzitutto quello delle qualità, dei doni e delle capacità necessarie per una vocazione religiosa in un mondo interculturale, e poi quello del contesto e degli elementi coinvolti in una comunità di formazione interculturale. Per chiarire, in partenza, il concetto di cultura, è ricorso all’immagine dell’iceberg: la sua punta visibile è solo una piccola parte, tutto il resto, e cioè le credenze, i valori, i miti, i modelli, i simboli ecc., è nascosto sotto la superficie dell’oceano. Tutti questi importanti elementi «vengono acquisiti implicitamente, sono inconsci, difficili da cambiare, e costituiscono la conoscenza soggettiva». Ma tutto questo, quanto può incidere sul discernimento vocazionale? Come si può aiutare una persona a crescere e a maturare in un contesto sempre più interculturale? 

Weber prova a rispondere e lo fa illustrando per sommi capi  l’importanza della formazione intellettuale, umana, spirituale, comunitaria, apostolica dei candidati alla vita consacrata. Non basta avere una comunità formata da persone provenienti da paesi diversi, per garantire il suo sviluppo in una dimensione di una comunità veramente “interculturale”. «Troppo spesso le comunità multiculturali sono tali solo al livello superficiale del cibo, del costume, e di qualche parola della lingua, cioè la punta dell'iceberg.  Gli elementi più profondi della cultura – specialmente quelli che creano tensione e conflitto nella comunità – non vengono mai trattati». Il presupposto che tutti i membri di una comunità multiculturale abbiano esattamente la stessa visione della chiesa, del ministero, della vita religiosa, e della spiritualità «può portare a malintesi, risentimenti e conflittualità». Una effettiva interazione interculturale è, di fatto, una delle sfide più serie. E’ in qualche modo inevitabile che i membri di queste comunità tendano «a frequentare soprattutto quelli che hanno il loro stesso bagaglio culturale». Il rischio di un isolamento tra un gruppo e l’altro, compromettendo in partenza il difficile processo dell'impegno interculturale, è reale. Non c’è dubbio che «la conoscenza della cultura e della dinamica interculturale, la maturità emotiva e la forza psicologica sono tutti elementi indispensabili per una vera e propria comunità interculturale». 

Leggi tutto

AddThis Social Bookmark Button
 
Content bottom cap