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Festa liturgica di San Leonardo Murialdo. Lettera del Superiore generale dei Giuseppini del Murialdo

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17/05/2017

03 30-san-leonardo-murialdo 2121541NOTIZIE 2017 - Giovedì 18 maggio ricorre la festa liturgica di San Leonardo Murialdo, fondatore della Congregazione di San Giuseppe, i Giuseppini del Murialdo. In questa occasione il padre generale, p. Mario Aldegani, ha inviato una lettera ai suoi confratelli e a tutta la Famiglia del Murialdo, una lettera dal titolo “Siate ricolmi di Gioia”, declinandola nella gioia della consacrazione, della comunione, della missione. Segue il testo integrale.

il Padre Generale

Roma, 18 maggio 2017

Festa di San Leonardo Murialdo

Circ. 56

“SIATE RICOLMI DI GIOIA…”

un saluto, un augurio, un impegno nella festa del nostro Fondatore

Cari confratelli,

vi scrivo nella festa annuale del nostro Fondatore.

E’ una festa speciale, in un anno speciale.

E’ una festa speciale perché, insieme al Murialdo, noi ricordiamo e veneriamo anche un suo figlio e nostro fratello, P. Giovanni Schiavo, di cui stiamo preparando la beatificazione, che si celebrerà a Caxias do Sul il prossimo 28 ottobre. Il Beato P. Giovanni Schiavo ci testimonia che l’avventura della santità è possibile per tutti e ci impegna a prendere sul serio le parole del nostro Fondatore: “Fatevi santi… e fate presto!”.

E’ un anno speciale perché, mentre approfondiamo insieme il tema del “Carisma per fare famiglia”, con l’intento e il desiderio di rafforzare la consapevolezza e la gioia di appartenere ad una “Famiglia Carismatica”, stiamo preparando, insieme a tutta la Chiesa, il Sinodo dei Giovani dell’ottobre 2018, e stiamo avviando come congregazione la “stagione capitolare” che avrà il suo culmine (non la sua conclusione!), nel Capitolo Generale XXIII del giugno 2018, a Quito.

1. Nella gioia della Pasqua e anche dentro un maggio pieno di doni per noi per ordinazioni sacerdotali, diaconali e professioni perpetue nelle diverse province, ho fermato il cuore sul testo della bella lettera di Pietro, che abbiamo letto nel tempo di Pasqua. “Siate ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere, per un po’ di tempo, afflitti da varie prove…” (1Pt 1,6).

Nel giorno della festa del nostro Fondatore raccolgo per noi tutti questo invito ad essere ricolmi di gioia.

L’ espressione “ricolmi” dà l’idea di quella pienezza che richiama quelle anfore piene fino all’orlo, che Maria a Cana fa riempire e che poi Gesù trasforma nel vino della gioia e della festa.

Non c’è gioia per noi se non nella “pienezza”, di una relazione con il Signore che sia luogo di senso per tutte le vicende della vita, anche le prove, perché “La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. (…) Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia” (EG 1).

Siamo gente di Pasqua, custodi e portatori di gioia.

E’ la gioia di sapere che Gesù “cammina con noi”, sulle nostre strade a volte piene di delusione e di paura, come quelle dei discepoli di Emmaus, adeguando la velocità della Sua gioia alla lentezza dei nostri passi tristi.

E’ dunque, anzitutto, la gioia della consacrazione.

La gioia di una vita interiore intensa e autentica, capace davvero di interpretare le vicissitudini dell’esistenza dentro le certezze e la grazia che danno forma alla nostra esistenza.

Il Signore ci ha chiamato, ci ha consacrato, senza per nulla guardare ai nostri meriti, ma per Grazia, solo per Grazia.

Il Signore ci sostiene ad ogni passo, ci rialza con la sua misericordia, ci concede sempre fiducia e futuro. Ci invita a non temere, a non essere turbati, piuttosto a osare la speranza mettendo le mani nel segno dei chiodi, a camminare anche nel buio, a volte, senza perderci d’animo.

E’ la gioia della comunione.

Abbiamo una famiglia, siamo una famiglia di fratelli. E, nel carisma condiviso, di fratelli e di sorelle.

La famiglia non è un ideale, ma un “concreto vivente”, con le sue povertà e i suoi miracoli quotidiani. Non un luogo di perfezione, ma un luogo di misericordia e di perdono.

E’ così per tutte le famiglie. E’ così per la nostra. Ma la gioia della comunione è il sapere che non siamo soli, siamo popolo, siamo comunità nella fatica e nella grazia dei giorni e del cammino.

Vogliamo dunque bene a questa famiglia, che il Signore ci ha dato, amiamola con la sua storia ricca di santità, con il suo presente pieno di fecondità, con il suo futuro colmo di promesse. Amiamola anche nelle sue fragilità, che sono le nostre.

Quando Madre Teresa ricevette il Premio Nobel le fu chiesto: “Che cosa dobbiamo fare per migliorare il mondo”, lei risposte semplicemente: “Andate a casa ed amate la vostra famiglia!”.

E’ la gioia della missione.

Una missione semplice e bellissima, che ci ha lasciato il Murialdo e che ci ha preso il cuore e la vita: educatori cristiani dei giovani, specialmente poveri.

Ognuno di noi è questa missione, questa passione, questo impegno.

Lo viviamo in forme diverse nelle diverse stagioni della vita, a secondo delle condizioni di salute o dei ruoli che occupiamo, ma per noi giuseppini i giovani, specialmente quelli poveri, restano sempre il centro dei nostri pensieri, delle nostre fatiche e speranze, delle nostre aspirazioni: meritano ogni nostro sacrificio.

Incontrarli per noi è sempre una gioia, accompagnarli è una consolazione, dedicare la vita a loro la nostra passione.

La vita di un giuseppino del Murialdo non può aver senso né gioia se non ha i giovani e i poveri nei pensieri, nelle azioni, nella preghiera!

Penso che se nel cuore portiamo questa gioia rendiamo ai giovani il servizio più importante perché siamo come pagine aperte di Vangelo, diamo loro speranza e fiducia nella vita e nel futuro, spesso difficili per loro.

E siamo anche attrattivi: la gioia è contagiosa; fa bene incontrare persone allegre, serene, benevolenti, fiduciose, generose.

Siamo così tutti noi, se alimentiamo nel cuore la gioia della consacrazione, della comunione e della missione.

2. Stiamo preparando con tutta la Chiesa il Sinodo del 2018.

Considero che sia una specie di “chiamata” per la nostra congregazione, che apre con la conferenza interprovinciale del prossimo giugno in Messico la stagione capitolare.

“I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”: per noi, figli del Murialdo, è come parlare la nostra lingua propria, assaporare il nostro pane.

Vi invito a partecipare in tutte le forme possibili a questo cammino della Chiesa che vuole ascoltare i giovani, “metterli al centro” (espressione ben nota a noi… da tempo!) e, come ha detto Papa Francesco, renderli protagonisti del prossimo Sinodo.

Chissà se noi saremo capaci di farli diventare anche un po’ protagonisti della nostra imminente stagione capitolare!

Per intanto vorrei chiedervi una preghiera speciale per i confratelli che parteciperanno alla Conferenza Interprovinciale del prossimo giugno, nella quale sceglieremo il tema e organizzeremo le varie tappe e contenuti della stagione capitolare.

Per intercessione di San Leonardo Murialdo e con la forza della vostra preghiera, il Signore ci illumini per intravedere il cammino per il nostro futuro, costruendolo a partire dal nostro presente, come una comunità di consacrati nella Famiglia del Murialdo, testimoni dell’amore misericordioso di Dio, vicino ai giovani, dalla parte dei poveri, con la gioia del Vangelo.

Saluto tutti con affetto e viva cordialità, nel legame fraterno che ci unisce come figli del Murialdo.

Buona festa a tutti!

p. Mario Aldegani - Padre Superiore

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