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Workshop su evangelizzazione ed educazione in Sud Sudan

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10/05/2016

workshopSUD SUDAN - I Comboniani hanno tenuto il loro workshop annuale dal 5 all’8 aprile 2016, a Juba. Quest’anno si è guardato a come la Chiesa cattolica è coinvolta nell’evangelizzazione e nell’educazione e a come i due aspetti siano correlati, al fine di offrire un approccio pastorale olistico. I 46 partecipanti erano religiosi, sacerdoti diocesani, catechisti, laici che lavorano negli istituti di istruzione cattolici e nei centri catechetici. Gli argomenti sono stati presentati da esperti nei vari campi. La frase ispiratrice è stata: “La verità vi farà liberi” (Gv 8,32). Nella foto, Centro di Kit, a Juba, (da sinistra): P. Daniele Moschetti, Mons. Max Macram, P. Karl Peinhopf e Fr. Hans Eigner.

Sull’educazione, è stata fatta una panorami- ca aggiornata della situazione in Sud Sudan e sul nuovo programma di studi lanciato nel 2015, su come il ministero tenti di promuovere la qualità dell’istruzione e di come si sia reso conto che questo è ciò che hanno fatto i Comboniani, pur avendo risorse limitate, nella Contea di Fangak (Jonglei). Ricordiamo che il Sud Sudan è uno dei paesi con il più basso livello di istruzione al mondo e questa situazione non cambierà in un prossimo futuro.

Anche riguardo all’evangelizzazione è stato ripercorso un quadro generale nella storia del Sud Sudan. Il relatore, John Ashworth, ha sottolineato i rapporti ecumenici unici con le chiese protestanti. Il Sud Sudan è l’unico paese al mondo in cui la Chiesa cattolica è membro del Consiglio Nazionale delle Chiese; ne è, anzi, uno dei membri fondatori. Dopo questa introduzione, sono stati affrontati i seguenti temi: l’importanza dei catechisti e l’uso della lingua vernacolare nella diffusione del Vangelo, la questione su fino a che punto la Chiesa dovrebbe sfidare o abbracciare le culture locali e su come trasmettere i valori e i comportamenti cristiani in modo significativo.

Questi due campi hanno avuto in comune due argomenti: Fratel Bill Firman ha fatto riflettere sul fatto che sia la religione che la scienza ricercano la verità; esse non sono antagoniste ma sono due partner che eseguono la stessa danza: l’una dovrebbe ispirare l’altra. P. Manny Ginete ha posto la domanda su come educare ed evangelizzare in modo che la persona si senta libera.

Un tema trasversale è stato quella della guarigione dal trauma. Sr. Barbara Paleczny e P. Mario De Battisti hanno presentato le implicazioni e le opportunità di questa guarigione, tenuto conto del fatto che gran parte della popolazione del Sud Sudan è traumatizzata dalle guerre precedenti, dall’attuale guerra civile e dalla violenza quotidiana, perpetuata nelle culture locali. L’evangelizzazione e l’educazione non possono raggiungere chi non è in grado di elaborare e interiorizzare ciò che gli viene offerto. Solo la guarigione dal trauma può aprire la porta che aiuterà queste persone a essere nuovamente in grado di comunicare e di costruire rapporti di fiducia. Solo così potrà avere inizio quel processo di trasformazione che porterà ad un cambiamento reale nella vita delle persone e della società.

Ritiro e prime professioni

Dal 10 al 16 aprile 2016, si è svolto il ritiro provinciale organizzato dalla comunità di Rumbek e predicato da P. Salvatore Ferrao, SJ. Erano presenti 11 confratelli e una suora comboniana. È stata una buona occasione per avere tempi prolungati di preghiera, di silenzio e d’incontro con il Signore e di riflettere sulle sfide che il Paese presenta in questo momento, nella speranza che la guerra civile degli ultimi due anni e mezzo possa finalmente terminare.

P. Salvatore Ferrao, gesuita e grande amico dei comboniani, ha guidato i confratelli sul tema dell’Anno della Misericordia, con un approccio particolarmente pastorale e missionario. I partecipanti hanno anche pregato con forza per la pace e la riconciliazione nel Paese e nel cuore delle persone.

Alla fine del ritiro, durante la Messa conclusiva, Fr. Patrick Lumami Mwanza e Fr. Fafa Peter Ayih, hanno emesso la prima professione. È stata una vera benedizione, per ricordare a loro e a tutti noi che serviamo nella provincia il grande valore di consacrarsi pienamente a Dio e al popolo del Sud Sudan che il Signore ci ha affidato. I due Fratelli andranno al CIF di Nairobi per la loro preparazione ai voti perpetui, all’inizio del mese di agosto. Successivamente ritorneranno nei loro rispettivi paesi (Togo e Congo) per la professione perpetua. Dopo le vacanze a casa, riprenderanno il loro servizio nelle missioni di Wau e Lomin.

Fonte: comboni.org, 29/04/2016

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