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Il Papa ai Mercedari: “Andare alle periferie, liberi da bagagli”

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05/05/2016

mercedariMESSAGGI - Incontrando una delegazione di Padri in occasione del Capitolo generale, il Papa esorta a far memoria delle opere compiute negli 800 anni dell’Ordine dai predecessori.

Memoria, profezia, periferie. Sono le tre parole-chiave del discorso che Papa Francesco ha rivolto oggi ad una delegazione di 50 Padri Mercedari, ricevuti in udienza in Vaticano in occasione del Capitolo generale dell’Ordine. Ordine che compie 800 anni di vita: “Moltissimi”, ha osservato il Papa, “certo, c’è molto da ricordare” e “ci fa bene ricordare” le “grandi opere” compiute in questi otto secoli.

Tuttavia questa memoria – ha raccomandato il Pontefice – “non dovrebbe limitarsi a una mostra del passato, ma deve essere un atto sereno e consapevole che ci permetta di valutare i nostri successi senza dimenticare i nostri limiti e, soprattutto, affrontare le sfide che l’umanità pone”. “La vera vita dell’Ordine – ha aggiunto – va ricercata nel continuo sforzo di adattarsi e rinnovarsi, al fine di dare una risposta generosa alle reali esigenze del mondo e della Chiesa, restando fedeli al patrimonio perenne di cui siete depositari”.

Quindi uno sguardo al passato ma il pensiero fisso al presente, come recita pure il titolo-guida del Capitolo generale: La Mercede: memoria e profezia nelle periferie della libertà. A tal proposito il Papa afferma: “La nostra professione religiosa è un dono e una grande responsabilità” ma essa è posta in “vasi di creta”; dunque “noi non confidiamo nelle nostre forze, ma ci affidiamo sempre alla misericordia di Dio”.

Ci sono poi dei “pilastri” che “ci sostengono”, aggiunge Bergoglio, e sono “la vigilanza, la perseveranza nella preghiera e la cura della vita interiore”. Attraverso di essi “è possibile parlare realmente di profezia, altrimenti non possiamo”. Perché il profeta – puntualizza il Santo Padre – è un “inviato” che ha ricevuto “un dono dello Spirito” per servire il popolo di Dio; “il profeta sa andare alle periferie, alle quali si avvicina libero da bagagli. Lo Spirito è un vento leggero che ci spinge in avanti”.

“Evocare ciò che mosse i vostri Padri e dove li diresse, ci impegna a seguire i loro passi”, aggiunge poi Papa Francesco. “Loro furono in grado di restare come ostaggio accanto ai poveri, agli emarginati, agli esclusi della società, per consolarli, soffrire con loro”, e questo un giorno dopo l’altro, “nella perseveranza e nel silenzio di una vita libera e generosamente donata”.

Per seguire il loro esempio, allora – spiega il Vescovo di Roma – “dobbiamo farci piccoli” ed essere pronti a “proclamare l’anno di grazia del Signore” a “tutti coloro cui siamo mandati”. Ovvero tutti “i perseguitati a causa della fede e i prigionieri, le vittime di tratta e i giovani nelle scuole, chi attende alle opere di misericordia, i fedeli delle parrocchie e delle missioni che sono state affidate loro dalla Chiesa”.

Fonte: zenit.org, 02/05/2016

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