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Salesiani Aleppo: un’ora di Adorazione Eucaristica per la pace in Siria

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03/03/2016

aleppo1GIUSTIZIA E PACE - Dalla città-simbolo dell’orrore della guerra in Siria, Aleppo, tra violenze e bombardamenti, i giovani che partecipano all’oratorio salesiano hanno lanciato un appello a tutti i religiosi, i sacerdoti, i cristiani e gli uomini di buona volontà a fare una Adorazione Eucaristica, nel pomeriggio di lunedì, per pregare per la pace in Siria.

L’iniziativa è riportata in un messaggio a firma di padre Georges Fattal, direttore dell’Opera salesiana di Aleppo, che spiega: “Tutti i lunedì noi facciamo un’ora di Adorazione Eucaristica per la pace in Siria. Dalle 18 alle 19 ci incontriamo per la preghiera. Chiediamo di fare lo stesso. Incontriamoci in comunione spirituale, abbiamo fiducia nel potere della preghiera!”.

Alla Ans – Agenzia di informazione Salesiana, padre Georges racconta che recentemente ha visitato “persone mutilate per l’esplosione di una bomba buttata su una casa. C’erano persone che hanno perso gli occhi, altri che non avevano le mai… È pericoloso uscire per strada, ma si può morire anche restando tranquillamente a casa”.

L’Opera salesiana si trova in una zona dove si registrano meno violenze, per questo – spiega il religioso – sono tanti i giovani che lo frequentano, perché “cercano un po’ di pace e di normalità”. “L’oratorio – prosegue – ha sempre attratto parecchi ragazzi e ragazze e ha ispirato diverse vocazioni per la Chiesa dei Salesiani. Ora accogliamo giovani anche da altre zone della città, che vengono da chiese che sono state distrutte”.

Inoltre, riferisce padre Georges, grazie alla Congregazione e ad alcuni benefattori sono state aiutate circa 700 famiglie degli oratoriani. “Pochi giorni fa sono state distribuite 800 paia di scarpe e in questi giorni stiamo offrendo alimenti e sostegni economici. Anche se i prezzi sono alle stelle a causa della guerra, si continua ad aiutare”.

E si continua anche a sorridere. Nel weekend, infatti, verrà messo in scena un grande spettacolo, scritto da padre Pier Jabloyan, SDB, che vuole “far vedere un po’ di luce in mezzo a questa oscurità”. “Abbiamo chiesto ai giovani se volevano continuare con questo progetto – racconta padre Fattal -, visto il rischio di attentati e bombardamenti, e sono stati loro a insistere per realizzarlo”.

Quasi si potrebbe dire – afferma – che i giovani insieme ai salesiani stanno cambiando la realtà della guerra in una opportunità per approfondire la fede. A tal proposito, ogni giovedì sera si tengono degli incontri con i ragazzi e gli universitari per riflettere su domande come: “Cosa ti ha portato di buono questa guerra?”.

Fonte: zenit.org, 27/02/2016

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