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Intervista a padre generale Adolfo Nicolás,sj.: "L'apostolato intellettuale è impegno sociale"

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26/10/2015

RIFLESSIONI - Il 12 settembre, il padre generale Adolfo Nicolás ha parlato dell'Apostolato intellettuale in un'intervista con il padre John Dardis, presidente della Conferenza dei gesuiti europei

Padre Dardis:

Padre Generale, La ringrazio per il tempo che mi concede. Riguardo alle prospettive delle nostre facoltà di filosofia e teologia, delle nostre università, delle nostre riviste culturali, che cosa si aspetta da noi la Chiesa a questo proposito?

Padre Generale:

Piuttosto che pensare a ciò che i Vescovi o la Chiesa, in astratto, si aspettano da noi, dovremmo pensare a cosa Dio vuole che facciamo nelle università. Perché è questo genere di discernimento quello che alla fine sarà d’aiuto alla Chiesa. Talvolta i Vescovi pensano che i gesuiti sono presenti nelle università, e finché ci saranno e porteranno avanti il lavoro pastorale, andrà bene così. Ma questo non ci basta. Penso che l’università sia un’istituzione sociale, come è stato detto chiaramente in America Latina. Inoltre, in quanto istituzione sociale, l’università ha una funzione nei confronti della società, che giustifica il motivo per cui noi gesuiti siamo impegnati nelle università. Tramite l’università, vogliamo essere d’aiuto a una determinata società quanto ai suoi valori, alle sue prospettive, ai suoi ideali del bene della gente e così via. Perciò, se siamo nelle università dovremmo chiederci continuamente se stiamo assolvendo a questa funzione sociale, e verificare e controllare il modo in cui lo stiamo facendo, a volte tramite gli studenti, a volte guardando i risultati della nostra educazione e la vita dei nostri studenti, ecc. Nel caso in cui non stessimo assolvendo alla nostra funzione sociale, dovremmo valutare se occuparci di qualcosa d’altro.

Padre Dardis:

Ricollegandomi alla questione della funzione sociale, noi siamo molto impegnati nei campi della filosofia e della teologia; riguardo alla politica, all’economia, alla sociologia e a tutta quest’area vuole rivolgere qualche messaggio ai Provinciali e ai Superiori maggiori a questo proposito?

Padre Generale:

Anche nel passato, l’ideale era sempre di essere presenti dove vi fossero problemi umani. E, sicuramente, i problemi dell’umanità di oggi non sono di ordine teologico o filosofico. Dobbiamo perciò formare persone che siano presenti con intelligenza nelle aree in questione, che sono quelle della politica, dell’economia, della sociologia, dell’antropologia, ecc. Quindi, penso che le nostre istituzioni debbano impegnarsi per la formazione dei gesuiti o per un maggiore sviluppo della collaborazione con i laici, di modo da avere l’antropologo giusto, il sociologo giusto o l’economista giusto al posto giusto, e non chiunque, solo perché è famoso o per motivi del genere.

Padre Dardis:

Che cosa pensa dell’influsso sui politici, i leaders di opinione, i giornalisti? Anche qui, noi abbiamo sempre questa grande risorsa delle facoltà: filosofia, teologia, università, ecc. Le sembra che sia sufficiente, pensa che siamo abbastanza ambiziosi per raggiungere le persone che hanno un reale influsso sulla società?


Padre Generale:

Penso che nella Compagnia di Gesù vi sia il timore della politica. Temiamo talmente di essere immischiati nella politica, da temere perfino i politici; e i politici sono persone come lei e me. Perché non possiamo invitarli al dialogo, a riconsiderare la visione che hanno dei loro doveri politici, e così via? Penso che l’università sia il luogo migliore per invitare i politici a un dialogo più profondo, perché gli standard politici di tutto il mondo stanno a poco a poco declinando. Attualmente i politici sono molto preoccupati del sostegno politico, delle prossime elezioni ecc., e fanno molto poco per la gente, la quale dovrebbe essere il loro interesse principale. Un amico, che ho messo in contatto con il p. Michael Garanzini [Segretario per l’Educazione Universitaria della Compagnia di Gesù], ci ha suggerito di organizzare dei forum, perché le università della Compagnia in particolare dovrebbero essere dei luoghi in cui i politici possano andare a parlare. E questi, alla fine, forse dopo un paio d’anni, potrebbero svilupparsi in un qualche tipo di istituto, di piccole dimensioni ma con una chiara funzione sociale. Questi istituti potrebbero avere ulteriori sviluppi, secondo quanto la storia o i talenti dei nostri compagni riusciranno a realizzare.

Intervista completa

Fonte:gesuiti.it, 20/10/2015

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