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Catechesi mistagogica della XXIX domenica del Tempo ordinario /B

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16/10/2015

SPIRITUALITÀ - Don Francesco Dell'Orco, parroco della comunità "Stella maris", (Bisceglie - BAT in Puglia), propone, in occasione dell'anno della vita consacrata, una catechesi mistagogica domenicale con riferimenti alla Evangelii gaudium di Papa Francesco e al Magistero sulla Vita consacrata. Dice don Francesco: “Vorrebbe essere un piccolo dono per le persone consacrate, che tanto hanno contribuito nel mio cammino vocazionale".


Seguiamo Gesù servendolo nei nostri fratelli


Nell’odierna 89ma Giornata missionaria mondiale "Dalla parte dei poveri” riconosciamo che possiamo vivere la nostra vocazione di discepoli-missionari a partire da “un’ intensa vita di preghiera e di unione con il Signore e col suo sacrificio redentore". Pertanto, veniamo introdotti nel mistero eucaristico, fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa, dall’antifona d’ingresso che ci fa invocare il Signore nostro Dio. Egli ci ascolta, ci risponde, ci custodisce come la pupilla degli occhi, proteggendoci all’ombra delle sue ali. Chiediamogli la grazia di un cuore generoso e fedele, perché possiamo sempre servirlo con lealtà e purezza di spirito. Soltanto Lui può toglierci il cuore di pietra e creare in noi un cuore nuovo. Egli è il nostro aiuto e il nostro scudo, ci libera dalla morte e ci nutre in tempo di fame. Speriamo in Lui, attendendolo in ogni momento: veglia su di noi. Temiamolo osservando i suoi comandamenti, che danno gioia al nostro cuore. Fedele in ogni sua opera, ci guida con la sua Parola che è retta. Speriamo in Lui, che avvolge la terra con la sua tenerezza .

Modello di servizio fedele al Padre e misericordioso verso i fratelli è Gesù Cristo, “il sommo sacerdote che è entrato nel santuario dei cieli in forza dell’unico sacrificio di espiazione” , il sacrificio della croce, ove ha compiuto pienamente la volontà del Padre, dando la vita per la nostra salvezza.

Contempliamo il mistero di Gesù Servo, preannunciato profeticamente nel’AT da Isaia nel IV canto del servo del Signore. L’Innocente si carica dei delitti della moltitudine, offrendosi al Padre, vittima di espiazione per i nostri peccati sull’altare della Croce. Il Crocifisso con la sua risurrezione “è passato attraverso i cieli” . Vivente in eterno, Gesù Luce è il nostro Salvatore, il Capo della Chiesa, la comunità di coloro che sono stati giustificati a prezzo del suo Sangue preziosissimo versato in remissione dei nostri peccati.

Tenendo lo sguardo fisso su di Lui, autore e perfezionatore della nostra fede, che ha condiviso in tutto - eccetto il peccato-  la nostra condizione umana, non ci perdiamo d’animo nelle prove della vita. La nostra forza è la fiducia in Lui, che ci capisce, ci comprende, ci ama, ci aiuta e ci perdona sempre. Ricorriamo continuamente a Lui, “l’uomo dei dolori che ben conosce il patire” . Narriamogli le nostre tribolazioni, le tentazioni, le ferite della nostra esistenza. “Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze” . Egli sa compatire le nostre fragilità, avendo sperimentato nella sua carne e   nel suo sangue ingratitudine, fame, sete, sofferenza, morte. Quante prove ha sopportato, rimanendo senza peccato! Fedelissimo al progetto del Padre,Gesù Risorto ora intercede per noi presso il Padre. Nel momento della prova, accostiamoci a Lui,”il trono della grazia”, che è la misericordia del Padre per noi e il datore della grazia dello Spirito Santo, che viene in aiuto alla nostra debolezza . Egli è la nostra Pace, la nostra Pasqua e la nostra Riconciliazione.

Il decreto conciliare sull’attività missionaria della Chiesa afferma:” Dio, al fine di stabilire la pace, cioè la comunione con sé, e di realizzare tra gli uomini stessi - che sono peccatori - una unione fraterna, decise di entrare in maniera nuova e definitiva nella storia umana, inviando il suo Figlio a noi con un corpo simile al nostro, per sottrarre a suo mezzo gli uomini dal potere delle tenebre e del demonio ed in lui riconciliare a sé il mondo . Colui dunque, per opera del quale aveva creato anche l'universo Dio lo costituì erede di tutte quante le cose, per restaurare tutto in lui. Ed in effetti Cristo Gesù fu inviato nel mondo quale autentico mediatore tra Dio e gli uomini. Poiché è Dio, in lui abita corporalmente tutta la pienezza della divinità (Col 2,9); nella natura umana, invece, egli è il nuovo Adamo, è riempito di grazia e di verità (cfr. Gv 1,14) ed è costituito capo dell'umanità nuova. Pertanto il Figlio di Dio ha percorso la via di una reale incarnazione per rendere gli uomini partecipi della natura divina; per noi egli si è fatto povero, pur essendo ricco, per arricchire noi con la sua povertà...


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Don Francesco Dell'Orco
parroco della comunità "Stella maris"
Via Luigi di Molfetta,147
76011- Bisceglie – Bat

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