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Catechesi mistagogica della XVIII domenica del Tempo ordinario /B

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31/07/2015

SPIRITUALITÀ - Don Francesco Dell'Orco, parroco della comunità "Stella maris", (Bisceglie - BAT in Puglia), propone, in occasione dell'anno della vita consacrata, una catechesi mistagogica domenicale con riferimenti alla Evangelii gaudium di Papa Francesco e al Magistero sulla Vita consacrata. Dice don Francesco: “Vorrebbe essere un piccolo dono per le persone consacrate, che tanto hanno contribuito nel mio cammino vocazionale".

“Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni Parola che esce dalla bocca di Dio” 


Entriamo nella celebrazione dei divini misteri riconoscendo che il Signore -Padre, pastore e guida- si prende cura di noi, che lo invochiamo con fede per essere salvati, come ci ha ricordato la prima frase dell’antifona d’ingresso , con cui inizia La liturgia delle Ore. Continuamente nell’Eucarestia e nel suo prolungamento durante la giornata -l’ufficio divino- noi chiediamo al Padre di manifestarci la sua tenerezza, rinnovando l’opera della sua creazione e custodendo ciò che ha rinnovato nella Pasqua del suo Figlio . In particolare, supplichiamo il Padre perché non manchi mai il pane sulla mensa dei suoi figli, domandandogli di risvegliare in noi il desiderio della sua Parola, perché possiamo saziare la fame di verità e di amore che ha posto nel nostro cuore . Egli santifichi i doni del pane e del vino che gli presentiamo, e trasformi in liturgia perenne la nostra vita in unione alla vittima spirituale, il suo servo Gesù, unico, perfetto, vivente sacrificio a lui gradito . Nutrendoci con il pane del cielo, ci renda degni dell’eredità eterna . Con s. Ignazio di Antiochia affermiamo con fede: ”Non gusto cibo di corruzione o gioie di questa vita. Voglio il pane di Dio che è la carne di Gesù Cristo della stirpe di Davide, e per bevanda voglio il suo sangue che è amore incorruttibile” (Lettera ai Romani, VII, 3).

Come ha evidenziato nella prima lettura l’autore del libro dell’Esodo , Dio, dopo aver liberato Israele dalla schiavitù d’Egitto, per quarant’anni si prende cura di lui nel deserto soccorrendolo con un cibo provvidenziale, la manna, che offre in risposta alle mormorazioni degli israeliti, che non credono nella sua presenza che guida la storia. Il dono della manna è una prova per Israele: mangiandone solo “la razione di un giorno” e non raccogliendone il giorno di sabato in obbedienza alla legge divina, vincerà la cupidigia dei beni materiali, imparando a confidare in Dio, nelle cui mani è il futuro. Impariamo a leggere con uno sguardo di fede la nostra vita, scorgendovi la mano premurosa e paterna di Dio che non ci abbandona mai, ma ci libera e ci  salva dall’egoismo, che - vera mormorazione esistenziale - rende la nostra faccia “da funerale”, e ci rende ciechi, chiusi a Dio e ai fratelli. Raccontiamo di generazione in generazione le meraviglie che Dio compie nell’ordine della creazione, della redenzione e della santificazione, donandoci  in abbondanza il pane materiale e quello spirituale, la Parola e l’Eucarestia, da condividere con tutti gli uomini della terra .

La manna era figura del vero nutrimento del popolo messianico, Gesù, Parola e Pane di Vita, dono del Padre per la nostra salvezza . Gesù è pane vivo e vero disceso dal cielo che sfama, e bevanda che disseta per l’eternità, dando la vita eterna a chi crede in lui. La fede in Gesù Cristo procede dall’ascolto, dalla meditazione e dall’accoglienza obbediente della sua Parola -contenuta nelle Sacre Scritture- che ci purifica, ci converte e ci illumina d’immenso. Aderiamo a Gesù, inviato del Padre, che ci dona lo Spirito Santo. Alla mensa della Parola e dell’Eucarestia, beviamo l’acqua dello Spirito Santo che scaturisce dal costato trafitto del Crocifisso risorto, fonte di luce, di vita, di pace per l’intera umanità.

S. Agostino, commentando il Vangelo, afferma: “A conclusione del miracolo misterioso, il Signore pronuncia un discorso con l'intenzione di nutrire quei medesimi che già ha nutrito; di saziare con le sue parole le intelligenze di coloro dei quali ha saziato lo stomaco con i pani. Ma saranno essi in grado di comprendere? Se quelli non comprenderanno si raccoglierà il discorso perché non vada perduto neppure un frammento. Ci parli, dunque, e noi lo ascolteremo. Gesù rispose loro: In verità, in verità vi dico: voi mi cercate non perché avete veduto segni ma perché avete mangiato quei pani. Voi mi cercate per la carne, non per lo spirito. Quanti cercano Gesù solo per i vantaggi temporali! C'è chi ricorre ai preti per riuscire in un affare; c'è chi si rifugia nella Chiesa perché oppresso da un potente; c'è chi vuole s'intervenga presso un tale su cui egli ha scarsa influenza. Chi per una cosa, chi per un'altra, la Chiesa è sempre piena di gente siffatta. E' difficile che si cerchi Gesù per Gesù. Voi mi cercate non perché avete veduto dei segni, ma perché avete mangiato quei pani. Procuratevi non il nutrimento che perisce, ma il nutrimento che resta per la vita eterna. Voi mi cercate per qualche altra cosa, dovete invece cercare me per me. Già comincia a suggerire l'idea che questo nutrimento è lui stesso, come apparirà chiaro da quel che segue: e che il Figlio dell'uomo vi darà (Gv 6,26-27). Forse ti aspettavi di mangiare ancora dei pani, di poterti mettere nuovamente a tavola, d'impinguarti ancora. Ma egli parla di nutrimento che non perisce, che resta per la vita eterna…Procuratevi -dunque- questo nutrimento che non perisce, ma che resta per la vita eterna, che il Figlio dell'uomo vi darà; poiché Iddio Padre lo ha segnato col suo sigillo (Gv 6, 27). …Gli dissero allora: Che dobbiamo fare per compiere le opere di Dio? Egli li aveva esortati: Procuratevi il nutrimento che non perisce, ma che dura per la vita eterna. Ed essi rispondono: Che cosa dobbiamo fare?, cioè con quali opere possiamo adempiere a questo precetto? Rispose loro Gesù: Questa è l'opera di Dio: credere in colui che egli ha mandato (Gv 6, 28).

Questo, dunque, significa mangiare non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna. A che serve preparare i denti e lo stomaco? Credi, e mangerai. La fede si distingue dalle opere, come dice l'Apostolo: L'uomo viene giustificato dalla fede, senza le opere (Rm 3, 28-29)” .

 

Leggi la catechesi completa


Don Francesco Dell'Orco
parroco della comunità "Stella maris"
Via Luigi di Molfetta,147
76011- Bisceglie – Bat

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