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Catechesi mistagogica della XII domenica del Tempo ordinario /B

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19/06/2015

SPIRITUALITÀ - Don Francesco Dell'Orco, parroco della comunità "Stella maris", (Bisceglie - BAT in Puglia), propone, in occasione dell'anno della vita consacrata, una catechesi mistagogica domenicale con riferimenti alla Evangelii gaudium di Papa Francesco e al Magistero sulla Vita consacrata. Dice don Francesco: “Vorrebbe essere un piccolo dono per le persone consacrate, che tanto hanno contribuito nel mio cammino vocazionale”.

 

“Il Signore non ci abbandona mai: fidiamoci di Lui”


Entriamo nei divini misteri riconoscendo che il Signore nostro Gesù Cristo, crocifisso e risorto, è la forza del suo popolo, rifugio di salvezza per i suoi consacrati, guida,  sostegno, aiuto di ciascuno di noi, che siamo la sua eredità, da lui eternamente benedetti . Stabiliti sulla roccia del suo amore, prendiamo coscienza che il Signore è sempre presente in ogni avvenimento della nostra storia, essendo il Dio con noi, colui che cammina con noi, rendendo salda la nostra fede nutrendoci con la sua Parola e il suo Pane di vita, perché non ci esaltiamo nel successo e non ci abbattiamo nelle tempeste della vita . Signore dell’universo e Figlio di Dio, Gesù ha un potere assoluto sulle forze della natura , che l’autore del Libro di Giobbe  e il salmista  attribuiscono solo a Dio. Creatore e Salvatore che ha messo ordine nel caos primordiale evocato dal mare - che rappresenta il male, il potere delle tenebre che cerca di travolgere l’umanità -, Gesù Cristo è  profeta potente in parole e opere.

L’evangelista s. Marco nel Vangelo odierno della “tempesta sedata”  mette in luce che “in quel medesimo giorno” in cui narra la parabola del seminatore , Gesù compie miracoli al termine della giornata, quando le tenebre notturne – simbolo del male – stanno per invadere tutto e tutti. Egli sulla barca, che rappresenta la Chiesa, coi suoi discepoli passa all’altra riva per proclamare altrove la Buona Notizia. Con Gesù la Chiesa “passa” continuamente da questo mondo al Padre, dalle tenebre alla luce, dalla morte alla vita, dalla paura – incredulità alla fede gioiosa. Gesù è il Signore della Chiesa, il Pastore che mai abbandona il suo gregge. Come i discepoli della prima ora, anche noi prendiamo Gesù con noi, così com’è,  nella barca della nostra vita ecclesiale, ovvero accogliamo la sua Parola nella fede, imparando a fidarci di lui nella gioia e nel dolore, nelle vicende liete e tristi della vita, consapevoli che “tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno” . Avere fede nel Signore non significa avere assicurazioni contro  i pericoli dell’esistenza, ma sperimentare che “come un bimbo svezzato in braccio alla madre è l’anima mia” . Aderiamo a  Gesù così com’è,  riconoscendolo Dio e Uomo, Maestro, Signore e Salvatore,  mettendoci dietro di lui da discepoli, senza mai imporgli i nostri progetti, altrimenti saremo da lui rimproverati, come accadde a Pietro.

Nella notte ci fu una tempesta di vento e le onde si rovesciarono nella barca. Gesù dormiva sul cuscino a poppa, la prima parte della barca che stava per affondare. E’ un’immagine della morte del Maestro, che sarà una dura prova per i suoi discepoli. Gesù vuole preparare i suoi amici a rimanere saldi nella fede nell’ora del pericolo. Anche oggi sperimentiamo prove, tribolazioni, persecuzioni, minacce dalla sapienza mondana- terrestre, materiale, diabolica - , che cercano di travolgere la barca di Pietro. Potremo spegnere i dardi infuocati del maligno indossando l’armatura di Dio, afferrando lo scudo della fede, prendendo l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito Santo, cioè la Parola di Dio viva ed eterna . Ma perché Gesù dorme? Isacco della Stella così si esprime: “Si addormentò dunque esternamente per il fatto che quelli erano infatti addormentati nell’intimo. Mostrò loro fuori quelli che erano dentro. Ma poiché una dolce e delicata istruzione non trovava comprensione in loro, furono ammoniti più duramente all’esterno. Avvengono dunque mirabili innalzamenti del mare, affinché appaia in alto il Signore. Dormendo istruì con la tempesta coloro che erano malamente tranquilli, egli che, una volta svegliato, con la calma del mare, insegna a coloro che sono stati positivamente scossi” .


Leggi la catechesi completa

Don Francesco Dell'Orco
parroco della comunità "Stella maris"
Via Luigi di Molfetta,147
76011- Bisceglie – Bat

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