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Il Papa ai Dehoniani: portate agli ultimi la misericordia di Dio

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10/05/2015

dehonianiMESSAGGI - I religiosi sono chiamati ad essere misericordiosi e a trovare nell’amore di Dio l’armonia delle proprie comunità. E’ l’esortazione rivolta da Papa Francesco ai partecipanti al Capitolo generale dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù, meglio conosciuti come Dehoniani. Il Papa, che ha consegnato il testo del discorso, ha rivolto gli auguri al nuovo superiore generale, padre Heiner Wilmer. Il servizio di Alessandro Gisotti:

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“Misericordiosi, in comunità, con i poveri”. Papa Francesco nel discorso consegnato ai Dehoniani parte dal tema del Capitolo generale della comunità religiosa e subito mette l’accento sull’essere misericordiosi per attuare la propria azione pastorale. “Come religiosi – osserva – siete chiamati ad essere misericordiosi”. Si tratta anzitutto di vivere in profonda comunione con Dio nella preghiera, nella meditazione della Sacra Scrittura, nella celebrazione dell’Eucaristia, perché tutta la nostra vita sia un cammino di crescita nella misericordia di Dio”. E soggiunge che nella misura “in cui ci rendiamo consapevoli dell’amore gratuito del Signore e lo accogliamo in noi stessi, crescono anche la nostra tenerezza, la nostra comprensione e la nostra bontà verso le persone che ci stanno accanto”. Di qui, soggiunge, deve anche partire “lo sforzo di rinnovamento” dei Dehoniani, del loro istituto e della loro missione.

La misericordia punto di armonizzazione delle comunità religiose
“Nell’esperienza della misericordia di Dio e del suo amore – ribadisce Francesco – troverete anche il punto di armonizzazione delle vostre comunità. Ciò comporta l’impegno di assaporare sempre più la misericordia che i confratelli vi usano e donare loro la ricchezza della vostra misericordia. In tutto ciò vi è di esempio e di aiuto la testimonianza del vostro Fondatore, grande apostolo del Sacro Cuore”. “La misericordia – evidenzia il Papa – è la parola-sintesi del Vangelo, possiamo dire che è il ‘volto’ di Cristo, quel volto che Egli ha manifestato quando andava incontro a tutti, quando guariva gli ammalati, quando sedeva a tavola con i peccatori, e soprattutto quando, inchiodato sulla croce, ha perdonato: lì noi abbiamo il volto della misericordia divina”.

Siate “canali” dell’amore di Dio verso gli ultimi e i più poveri
Il Signore, è l’esortazione di Francesco, “vi chiama ad  essere canali di questo amore in primo luogo verso gli ultimi, i più poveri, che sono i privilegiati ai suoi occhi”. Per questo, afferma, “lasciatevi continuamente interrogare dalle situazioni di fragilità e povertà con le quali venite a contatto, e cercate di offrire nei modi adeguati la testimonianza della carità che lo Spirito infonde nei vostri cuori”. “Lo stile della misericordia – aggiunge – vi permetta di aprirvi con prontezza alle necessità attuali e di essere operosamente presenti nei nuovi areopaghi dell’evangelizzazione, privilegiando, anche se ciò dovesse comportare dei sacrifici, l’apertura verso quelle realtà di estremo bisogno che si rivelano sintomatiche delle malattie della società odierna”.

Dare nuovo impulso all’animazione missionaria
“La storia della vostra Congregazione – prosegue il discorso – è segnata e resa feconda da tanti vostri confratelli che hanno speso generosamente la loro vita al servizio al Vangelo, vivendo in docile comunione con i Pastori, con il cuore indiviso per Cristo e con spirito di povertà”. La loro scelta evangelica, conclude il Papa, “illumini il vostro impegno missionario e sia d’incoraggiamento a proseguire con rinnovato slancio apostolico la vostra peculiare missione nella Chiesa”. Nel solco di queste testimonianze, infatti, “potrete dare nuovo impulso all’animazione missionaria nei diversi contesti in cui siete inseriti”.

Fonte: Radio Vaticana, 05/06/2015

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