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“I voti vissuti secondo lo Spirito” – Corso di formazione con padre Cantalamessa

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05/06/2015

CRACOVIA - Dal 31 maggio al 2 giugno 2015 nel Centro Formazione Spirituale dei Salvatoriani di Cracovia (Polonia) si è svolto un corso di formazione intitolato “i voti vissuti secondo lo Spirito”. L’incontro si inserisce   nell'ambito delle iniziative per l’Anno della Vita Consacrata. Hanno partecipato 160 persone: i superiori delle comunità di vita consacrata e i responsabili della formazione, soprattutto dalla Polonia, ma anche un gruppo dalla Slovacchia.

Padre Cantalamessa e “rivoluzione copernicana” nella vita religiosa

Nell’omelia della festa della Trinità padre Cantalamessa ha sottolineato che la vita consacrata vissuta seguendo il modello della Santissima Trinità, dovrebbe essere una epifania della Chiesa, che è comunione:

“Non si può vivere nella comunità isolati, ignorando altri. Nella Trinità ogni Persona si fa dono all’Altro. La comunità religiosa non consiste nel fatto che si vive insieme sotto lo stesso tetto, ma nel farsi dono l'uno per l’altro. Ecco perché, quando la comunità religiosa realizza in qualche modo questo essere gli uni per gli altri, diventa veramente un segno della Trinità in mezzo alla Chiesa; e diventa anche una comunità evangelizzatrice, perché la prima evangelizzazione è quella silenziosa…”.

Il predicatore della Casa Pontificia ha evidenziato il pericolo dell’individualismo per la vita consacrata:

“Credo che una malattia da prender sul serio, è l’individualismo. (...) Nell'ambito religioso l’individualismo consiste nel fatto che uno si crea un suo piccolo mondo, fatto delle sue conoscenze e impegni di lavoro, che gestisce autonomamente a modo suo. (...) Magari fa le cose che gli sono state ordinate e che deve fare per l'ufficio, però il suo cuore è in questo piccolo mondo suo. È un pericolo che ho sentito segnalare spesso… E questo sgretola la comunità, quando ognuno coltiva – come si dice «il suo piccolo orto»”.

Per liberare una persona consacrata dall'individualismo bisogna fare una “rivoluzione copernicana” nella dimensione spirituale:

“Noi siamo abituati a considerare il nostro «io», come il centro del mondo, e tutto deve girare intorno a noi; anche Dio deve servire alla nostra promozione. «La rivoluzione» avviene quando noi facciamo Gesù il centro e la «terra», che siamo noi, è al servizio di Cristo! Concretamente questo significa: convertirsi alla comunità; non fare del centro del mondo il mio « io», ma la mia comunità, naturalmente la mia comunità in quanto essa è inserita nella comunità più grande della Chiesa”.

Padre Cantalamessa ha ricordato che come tutte le opere che Dio fa fuori di sé sono comuni di tutta la Trinità, così le opere di ogni persona religiosa devono essere le opere della comunità.

“Quello di cui oggi c’è più bisogno, è proprio questo segno di comunione forte, perché le forze centrifughe e l'individualismo nella nostra società sono fortissime” - ha detto alla fine della sua omelia in Cracovia.

Piotr Szyrszen SDS (Cracovia)

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