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85ª Assemblea USG - 3° e ultimo giorno

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29/05/2015

ROMA - La terza e ultima giornata dell’Assemblea USG, si è aperta anzitutto con la sintesi (di don Francesco Cereda) dei gesti e degli insegnamenti  di papa Francesco che interpellano maggiormente la VC, sulla scia di quanto detto dai due relatori don Bruno Secondin e fra Bruno Cadoré. È seguita poi la presentazione sintetica (da parte di don Mario Aldegani) di quanto detto nei gruppi linguistici a proposito dell’animazione dei consigli generali nella vita delle province.

È innegabile, a questo riguardo, una sempre più marcata autonomia della province rispetto ai governi generali, determinando da una parte la necessità di un “governo generale sempre più carismatico e ispiratore” e dall'altra il rischio di una “frammentazione dell'unità”. Si stanno implementando da tempo diverse esperienze per "ridurre la distanza" fra governi provinciali e governo generale. La valorizzazione, in tal senso, anche delle diverse forme di comunicazione e di tutti  i mezzi tecnologici moderni, non sopprimerà mai «l'importanza primaria del rapporto personale con i singoli confratelli o con i superiori provinciali».

Tra le priorità evidenziate dai superiori generali ci sono quelle di custodire e far crescere il senso di appartenenza all'istituto come comunità internazionale, di favorire e costruire la comunione fra le diverse parti e di ciascuna con il governo generale, nel rispetto delle autonomie e delle differenze, di contribuire alla costruzione della "cultura dell'incontro", mantenendo un dialogo aperto e continuo con i governi provinciali, di aiutare a leggere ed interpretare il presente alla luce delle ispirazioni dei capitoli, di incoraggiare le realtà delle province a un movimento in "uscita", di aiutare a leggere i dati del presente e a proiettarsi nel futuro favorendo una conoscenza chiara e trasparente delle risorse di persone e di mezzi, per favorire la crescita della corresponsabilità, di promuovere e sostenere nuovi progetti di frontiera, con la disponibilità e la partecipazione delle diverse province, di rendere sempre più visibile ed effettiva la circolazione dei beni nell'istituto: idee, persone, risorse economiche, di favorire, infine, il valore e il vissuto dell'interculturalità come globalizzazione della fraternità, offrendo linee unitarie di formazione iniziale e permanente.

I lavori sono poi proseguiti con una breve riflessione sia del Prefetto che del Segretario del dicastero vaticano per la VC, card. João Braz de Aviz e mons. José Rodríguez Carballo. Prendendo lo spunto dal detto evangelico “vino nuovo in otri nuovi”, il Prefetto ha richiamato l’attenzione dei presenti su tre aspetti in particolare: la vita comunitaria, la formazione, l’autorità-obbedienza e l’uso dei soldi. Non si può non essere stupiti dal fatto, ha detto, che per papa Francesco lo specifico dei consacrati non sia la radicalità evangelica (proprio di ogni cristiano), quanto piuttosto la testimonianza dei valori del Regno, la profezia. Mons. Carballo, poi, ispirandosi alla lettera di papa Francesco ai consacrati in occasione dell’Anno per la VC, ha messo in evidenza una serie di “preoccupazioni” a proposito della VC nel nostro tempo. Ha parlato di  autoreferenzialità, di mancanza a volte di discernimento (c’è in giro un “appetito disordinato” di vocazioni, con tutte le conseguenze), di un certo autoritarismo nell’esercizio dell’autorità, di certe improvvisazioni nella formazione dei formatori, degli abbandoni (con statistiche sempre più preoccupanti), dell’accidia e della scontentezza nelle nostre comunità, di mancanza di mistica e di motivazioni profonde, di un certo fondamentalismo che mette in discussione il Vaticano II, della doppia valenza (negativa e positiva) di espressioni riferite alla VC di oggi: crisi, notte oscura, inverno.

Mai come oggi c’è bisogno di tutta la lucidità necessaria, ha concluso mons. Carballo, per guardare a tutti questi problemi con molta concretezza, non lasciandosi sviare da discorsi ideali, spesso troppo lontani dalla realtà.

L’incontro è proseguito poi con un dialogo aperto del Prefetto e del Segretario con i superiori generali. Con molta libertà, da una parte e dall’altra, sono stati posti sul tappeto alcuni dei problemi particolarmente sentiti non solo dai superiori ma anche dal dicastero della VC. Il clima di reciproca fiducia percepito nelle domande e nelle risposte, è la premessa più promettente anche per i futuri rapporti fra questi due organismi impegnati, su fronti diversi, nel vivere la missione della VC alla luce degli insegnamenti di papa Francesco.

Angelo Arrighini, 29/05/2015

Le relazioni integrali di Bruno Secondin, Bruno Cadorè e MarioAldegani si trovano in Documenti-USG, nelle rispettive lingue.

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