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Catechesi mistagogica della solennità della Santissima Trinità /B

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29/05/2015

SPIRITUALITÀ - Don Francesco Dell'Orco, parroco della comunità "Stella maris", (Bisceglie - BAT in Puglia), propone, in occasione dell'anno della vita consacrata, una catechesi mistagogica domenicale con riferimenti alla Evangelii gaudium di Papa Francesco e al Magistero sulla Vita consacrata. Dice don Francesco: “Vorrebbe essere un piccolo dono per le persone consacrate, che tanto hanno contribuito nel mio cammino vocazionale”.


“Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo”

Con la solennità di Pentecoste si compie il tempo pasquale e si riprende il tempo liturgico “ordinario”, nel quale vivere i grandi misteri della nostra salvezza contemplati a Natale e a Pasqua. In questa domenica dopo Pentecoste celebriamo la solennità della Santissima Trinità, che è il mistero principale della nostra fede insieme con il mistero pasquale del Signore nostro Gesù Cristo crocifisso e risorto, richiamati alla mente e al cuore dal segno della croce: “Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”.

Iniziamo le giornate e le celebrazioni liturgiche nel nome della Trinità beata, che è comunità d’amore. Approfondiamo  l’Eucarestia quale dono gratuito della Trinità alla luce dell’insegnamento di Benedetto XVI: “Nell'Eucaristia si rivela il disegno di amore che guida tutta la storia della salvezza (cfr Ef 1,10; 3,8-11). In essa il Deus Trinitas, che in se stesso è amore (cfr 1 Gv 4,7-8), si coinvolge pienamente con la nostra condizione umana. Nel pane e nel vino, sotto le cui apparenze Cristo si dona a noi nella cena pasquale (cfr Lc 22,14-20; 1 Cor 11,23-26), è l'intera vita divina che ci raggiunge e si partecipa a noi nella forma del Sacramento. Dio è comunione perfetta di amore tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Già nella creazione l'uomo è chiamato a condividere in qualche misura il soffio vitale di Dio (cfr Gn 2,7). Ma è in Cristo morto e risorto e nell'effusione dello Spirito Santo, dato senza misura (cfr Gv 3,34), che siamo resi partecipi dell'intimità divina. Gesù Cristo, dunque, che « con uno Spirito eterno offrì se stesso senza macchia a Dio » (Eb 9,14), nel dono eucaristico ci comunica la stessa vita divina. Si tratta di un dono assolutamente gratuito, che risponde soltanto alle promesse di Dio, compiute oltre ogni misura.

La Chiesa accoglie, celebra, adora questo dono in fedele obbedienza. Il « mistero della fede » è mistero di amore trinitario, al quale siamo per grazia chiamati a partecipare. Anche noi dobbiamo pertanto esclamare con sant'Agostino « Se vedi la carità, vedi la Trinità »” .

Noi “riconosciamo la gloria della Trinità e adoriamo l’unico Dio in tre persone” . Come comunità di battezzati  siamo “partecipi della natura divina” , come ci ricorda il saluto liturgico del celebrante:”La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi” .

L’amore di Dio si è manifestato progressivamente lungo la storia della creazione

Leggiamo nel libro della Genesi: ”Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza” . In questo plurale i Padri della Chiesa hanno riconosciuto il segno della Trinità. Anche il salmo responsoriale ci ha ricordato che la creazione è opera trinitaria: “Dalla parola del Signore furono fatti i cieli, dal soffio della sua bocca ogni loro schiera” . Il Padre ha creato il cielo e la terra nella sua Parola – Figlio e nello Spirito.

L’autore del Deuteronomio , a conclusione del primo discorso attribuito a Mosè, ha narrato l’amore gratuito di Dio verso Israele: gli ha rivolto la parola, lo ha liberato dalla schiavitù d’Egitto, si è  manifestato a lui sul Sinai, lo ha soccorso nelle dure prove del deserto. Israele è chiamato a corrispondere alla benevolenza e alla fedeltà di Dio abbandonando l’idolatria e osservando le sue leggi. In tal modo il popolo sperimenterà la divina benedizione di generazione in generazione nel paese che il Signore gli dona per sempre. Anche noi oggi siamo invitati a riconoscere le manifestazioni di Dio nella nostra storia: ci ha creati per amore; ci ha donato la sua Parola vivente, Gesù Cristo, la” mano potente” che egli tende ai peccatori ; ci ha elargito lo Spirito Santo, che ci ricorda e ci dà la forza per osservare “le sue leggi  e i suoi comandi”.


Leggi la catechesi completa

Don Francesco Dell'Orco
parroco della comunità "Stella maris"
Via Luigi di Molfetta,147
76011- Bisceglie – Bat


Per sopraggiunti impegni pastorali si concludono qui le catechesi settimanali di don Francesco. Lo ringraziamo per la sua attenzione verso tutti i consacrati /e.

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