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Catechesi mistagogica della Domenica di Pentecoste /B

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22/05/2015

SPIRITUALITÀ - Don Francesco Dell'Orco, parroco della comunità "Stella maris", (Bisceglie - BAT in Puglia), propone, in occasione dell'anno della vita consacrata, una catechesi mistagogica domenicale con riferimenti alla Evangelii gaudium di Papa Francesco e al Magistero sulla Vita consacrata. Dice don Francesco: “Vorrebbe essere un piccolo dono per le persone consacrate, che tanto hanno contribuito nel mio cammino vocazionale”.

“Credo nello Spirito Santo” 

San Leone Magno così presenta il significato della pentecoste ebraica e di quella cristiana: “Come al popolo ebraico liberato dagli egiziani è stata data la legge sul monte Sinai cinquanta giorni dopo l’immolazione dell’agnello (cfr. Es 19,17), così dopo la passione di Cristo, nella quale è stato ucciso il vero Agnello di Dio, cinquanta giorni dopo la sua risurrezione lo Spirito santo è disceso sugli apostoli e sulla moltitudine dei credenti. In tal modo, il cristiano diligente riconosce che gli inizi dell’Antico testamento sono stati al servizio dei principi evangelici, e che la seconda alleanza è stata fondata dal medesimo Spirito che ha istituito la prima”.

Lo Spirito Santo rinnova il cosmo 

“Lo Spirito del Signore ha riempito l’universo, egli che tutto unisce, conosce ogni linguaggio. Alleluia”. La solennità di Pentecoste è la festa dell’universo, coeso dallo Spirito del Signore, che unisce così profondamente gli esseri viventi, da comprendere immediatamente ogni parola detta. La terza preghiera eucaristica ci fa riconoscere nella fede che il Padre mediante il Figlio nella potenza dello Spirito Santo fa vivere e santifica l’universo. E’ lo Spirito del Risorto che fa nuove tutte le cose, come afferma il salmista: “Mandi il tuo spirito, sono creati, e rinnovi la faccia della terra”. Egli, Persona-amore e  Persona-dono  nella ss. Trinità, è la fonte della vita, colui che crea “cieli nuovi e una terra nuova, nei quali abita la giustizia”. E’ Lui l’autore della nuova creazione, il Signore che vivifica il cosmo, santificando l’umanità, corpo di Cristo e tempio di Dio. Impariamo a guardare il creato con uno sguardo eucaristico sull’esempio di s. Francesco d’Assisi per scorgere in esso la presenza provvidenziale del creatore, che mantiene il mondo in piedi perdonandolo continuamente.

Lo Spirito Santo è l’anima della Chiesa

A Pentecoste, cinquantesimo giorno di Pasqua, il Padre attraverso il suo Figlio Gesù Cristo sacrificato e glorificato effonde il dono dello Spirito Santo sull’umanità. Immagini dello Spirito sono il vento, le lingue, il fuoco. Lo Spirito si può paragonare al vento che sospinge le vele dell’universo nell’oceano della carità di Dio. Gesù nel colloquio con Nicodemo afferma che “il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito”. Lo Spirito è come il fuoco che brucia, illumina, trasforma, riscalda. Dio si manifesta a Mosè nel segno del roveto ardente. E’ fuoco che purifica le coscienze. Giovanni Battista aveva annunciato che Gesù “vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco”. Lo Spirito, inoltre, è come lingua che abilita a parlare con Dio e a parlare di lui al mondo, cioè a profetare. Gioele così profetizzò: “ Dopo questo, io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie; i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni. Anche sopra gli schiavi e sulle schiave, in quei giorni, effonderò il mio spirito”.

La missione dello Spirito Santo è ben delineata da s. Ireneo, che così si esprime: “Luca dice che questo Spirito discese sui discepoli nella Pentecoste, dopo l’ascensione del Signore, con il potere di portare alla vita tutte le genti e di aprire un nuovo testamento; e per questo nell’unità di tutte le lingue cantavano un inno a Dio, mentre lo Spirito raccoglieva nell’unità le tribù lontane e offriva al Padre le primizie di tutte le nazioni. Perciò il Signore promise di mandare il Paraclito, che ci rendesse ben disposti a Dio. Come infatti dalla farina asciutta non si può impastare una sola massa senza l’acqua, né un solo pane, così neppure noi, essendo molti, potevamo formare una cosa sola in Cristo Gesù senza l’acqua che è dal cielo. E come la terra arida non può produrre frutti se non riceve acqua, così anche noi, che eravamo prima legno secco, non avremmo mai dato frutti di vita senza la pioggia celeste mandata liberamente dall’alto. Il lavacro battesimale con l’azione dello Spirito Santo ci ha unificati tutti nell’anima e nel corpo in quella unità che preserva dalla morte ”. 

Lo Spirito è l’animatore della comunità della nuova ed eterna alleanza, la Chiesa. Essa è una perché guidata dallo Spirito del Risorto che la rende una con Gesù e in Gesù. “Radunata per opera dello Spirito Santo, esprime la sua unità in tutte le lingue”. E’ santa perché santificata dallo Spirito. E’ cattolica perche annuncia il Vangelo in tutte le lingue e a tutti i popoli, professando l’unica fede nell’unità dei linguaggi umani, in contrapposizione alla confusione delle lingue a Babele. E’ apostolica perché edificata sul fondamento degli apostoli, che dallo Spirito vengono resi missionari sino agli estremi confini della terra per annunciare il Vangelo della gioia, le “grandi opere di Dio”.

Papa Francesco sottolinea che “la gioia del Vangelo che riempie la vita della comunità dei discepoli è una gioia missionaria. La sperimentano i settantadue discepoli, che tornano dalla missione pieni di gioia (cfr Lc 10,17). La vive Gesù, che esulta di gioia nello Spirito Santo e loda il Padre perché la sua rivelazione raggiunge i poveri e i più piccoli (cfr Lc 10,21). La sentono pieni di ammirazione i primi che si convertono nell’ascoltare la predicazione degli Apostoli «ciascuno nella propria lingua» (At 2,6) a Pentecoste. Questa gioia è un segno che il Vangelo è stato annunciato e sta dando frutto. Ma ha sempre la dinamica dell’esodo e del dono, dell’uscire da sé, del camminare e del seminare sempre di nuovo, sempre oltre. Il Signore dice: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!» (Mc 1,38). Quando la semente è stata seminata in un luogo, non si trattiene più là per spiegare meglio o per fare segni ulteriori, bensì lo Spirito lo conduce a partire verso altri villaggi”.

Lo Spirito Santo rende testimonianza al Crocifisso Risorto con gli apostoli e i discepoli, che gli danno voce collaborando con lui. E’ lo Spirito Santo il “mistagogo” che ci introduce nella verità che è Cristo Risorto, svelandoci il suo Mistero. Egli ci conduce alla verità tutta intera, facendoci comprendere il Vangelo e permettendoci di vivere come il divino Maestro...


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Don Francesco Dell'Orco
parroco della comunità "Stella maris"
Via Luigi di Molfetta,147
76011- Bisceglie – Bat

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