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Catechesi mistagogica della II Domenica di Pasqua / B

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10/04/2015

SPIRITUALITÀ - Don Francesco Dell'Orco, parroco della comunità "Stella maris", (Bisceglie - BAT in Puglia), propone, in occasione dell'anno della vita consacrata, una catechesi mistagogica domenicale con riferimenti alla Evangelii gaudium di Papa Francesco e al Magistero sulla Vita consacrata. Dice don Francesco: “Vorrebbe essere un piccolo dono per le persone consacrate, che tanto hanno contribuito nel mio cammino vocazionale”.

”Il Risorto è la Divina Misericordia”

“Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci in esso ed esultiamo!” (sal 117,24). È il giorno del Signore Gesù, “la pietra scartata dai costruttori, che è divenuta testata d’angolo” (sal 117,22).
La seconda domenica di Pasqua  è chiamata domenica in albis e domenica della Divina Misericordia.

La prima terminologia risale al IV secolo. Coloro che nella veglia pasquale avevano ricevuto i sacramenti dell’iniziazione cristiana (Battesimo – Confermazione – Eucarestia),  durante la prima settimana di pasqua ogni giorno prendevano parte ad assemblee liturgiche – in cui ascoltavano catechesi mistagogiche per entrare in una più profonda conoscenza ed esperienza del mistero cristiano – indossando la veste bianca, che avevano ricevuto durante il battesimo, segno della nuova dignità in Cristo. Nel giorno ottavo di pasqua, cioè nella seconda domenica di pasqua, i neo battezzati deponevano la veste bianca presso il fonte battesimale. Di qui la dizione “domenica in albis deponendis”.

La seconda terminologia si deve a San Giovanni Paolo II, che individuò nelle diverse letture di questa domenica “il cammino della misericordia che, mentre ricostruisce il rapporto di ciascuno con Dio, suscita anche tra gli uomini nuovi rapporti di fraterna solidarietà”. 
In ogni Pasqua domenicale il Padre misericordioso, convocandoci come santa assemblea di figli suoi adottivi e di fratelli  nella fede, ci fa vivere le meraviglie della salvezza, rendendoci consapevoli della ricchezza dell’acqua battesimale che ci ha purificati, dello Spirito Santo che ci ha rigenerati, del Sangue di Gesù crocifisso che ci ha redenti dalla schiavitù del peccato e della morte (cfr. Collette; 1Gv 5,1-6), spronandoci ad essere testimoni del Risorto mediante la condivisione della vita, del tempo, dei beni materiali e spirituali con i nostri fratelli (cfr. At 4,32-35). La condivisione misericordiosa e la comunione fraterna nascono dall’ascolto dell’insegnamento degli apostoli e dalla frazione del pane, cioè dalla celebrazione dell’Eucarestia, memoriale della Pasqua del Signore, che nutrendoci col suo Corpo e Sangue ci rende un cuor solo e  un’anima sola, una cosa sola con Lui e tra di noi . 

Ringraziamo la bontà misericordiosa del nostro Padre celeste (cfr. salmo 117,1), che si è manifestata nel suo Figlio Gesù Cristo, crocifisso e risorto, il Veniente. Egli, apparendo ai suoi discepoli la sera del giorno della sua Pasqua - il primo giorno della settimana, il primo dopo il sabato o l’ottavo giorno –mostra loro le mani e il fianco, cioè le ferite della Passione, e pone i fondamenti della sua comunità: la pace - pienezza dei beni messianici -, lo Spirito Santo - che è la remissione dei peccati -, la gioia , il perdono (cfr. Gv 20,19-23). Egli è la festa permanente della Chiesa, il principe della Pace, che ci invia a portare al mondo intero il suo Vangelo di salvezza, l’annuncio della remissione dei peccati (cfr. Gv 20,21-23).

Con i segni della passione nelle mani e nel costato vive immortale (cfr. Gv 20,20. 27; Prefazio pasquale III), rimane sempre con noi e agisce nella sua Chiesa, alla quale ha dato - nella persona dei suoi ministri - i suoi stessi poteri divini per assicurare l’efficacia della sua opera di redenzione in ogni luogo e in ogni tempo attraverso la celebrazione dei divini misteri, i sacramenti della nuova alleanza. Riconosciamo nella fede che la potenza del Risorto è operante nella comunità cristiana, oggi come all’inizio del cristianesimo. Ogni otto giorni – cioè ogni domenica (cfr. Gv 20,26)- il Risorto viene in mezzo a noi nell’assemblea eucaristica, illuminandoci con la sua Parola di vita- “puro latte spirituale che ci fa crescere verso la salvezza” (1Pt 2,2: antifona d’ingresso)- effondendo su di noi il suo Spirito , donandoci la sua energia pasquale, cioè la sua Vita, nel banchetto eucaristico, che opera meraviglie in noi (cfr. Orazione dopo la Comunione).

Leggi la catechesi completa

Don Francesco Dell'Orco
parroco della comunità "Stella maris"
Via Luigi di Molfetta,147
76011- Bisceglie – Bat


 

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