Notice: Undefined index: HTTP_ACCEPT_LANGUAGE in /var/www/clients/client0/web62/web/it/includes/head.php on line 42 Camerun, un centro per il dialogo nella terra di Boko Haram
English Français Italiano Espanol
Usted puede comprar Cialis o comprar Cialis generico online. Sin embargo, comprar cialis genérico online en España contrae algunos riesgos
Left cap
Right cap
Content top cap
NOTIZIE

Documenti Dialogo interreligioso

NEWSLETTER
Iscriviti alla nostra "Newsletter": ti invieremo periodicamente le principali notizie
captcha
scatfile.com

Camerun, un centro per il dialogo nella terra di Boko Haram

E-mail Stampa PDF

19/02/2015

boko haramDIALOGO INTERRELIGIOSO - La diocesi di Maroua-Mokolo, nell’estremo nord Camerun, è balzata alla ribalta delle cronache, suo malgrado, perché da mesi vi si susseguono attacchi violenti e massicci delle milizie di Boko Haram che sconfinano dalla confinante Nigeria, seminando morte e terrore. Proprio lì, in una terra martoriata e nell’occhio del ciclone, oggi 16 febbraio verrà inaugurata una «Casa dell’incontro tra cristiani e musulmani» per iniziativa di cattolici, protestanti, ortodossi e islamici locali.

Spiega padre Giuseppe Parietti, missionario del Pime, attivo da lunghi anni in Camerun e segretario della Commissione diocesana dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso di Maroua-Mokolo: «Il dialogo interreligioso nella nostra regione non è una novità, perché è da anni che si tessono buoni rapporti tra le varie autorità religiose, inoltre c’è il dialogo di vita, cioè la convivenza pacifica tra le varie popolazioni di fede diversa. Ora però nasce qualcosa di più strutturato e continuativo, soprattutto in questo momento in cui Boko Haram della vicina Nigeria si presenta come alternativa facile alla disoccupazione giovanile reclutando centinaia di giovani camerunesi. Per noi invece è proprio la conoscenza reciproca che può aprire le menti al rispetto dell’altro e a favorire lo sviluppo».

La sede della «Casa dell’incontro», a Maroua, comprende un salone vasto, un locale per la biblioteca e la documentazione e due locali per uffici. Ogni comunità (protestante, ortodossa, cattolica e musulmana) è impegnata proporzionalmente a sostenere le spese per l’affitto, il mobilio e il funzionamento, trovando dei sostenitori. In un prossimo futuro la «Casa» potrà produrre un bollettino di informazione, dei programmi radiofonici ecc.; soprattutto sarà luogo per incontri periodici, conferenze, colloqui, seminari, gruppi di studio.

A condurre l’iniziativa è una «trojka»: il Vescovo di Maroua-Mokolo, i responsabili del consiglio delle Chiese protestanti del Cameroun e il capo tradizionale musulmano di Maroua hanno infatti nominato rispettivamente padre Antonio Ayanz, il pastore Samuel Heteck e l’insegnante Abdouraman Saïdou nel comitato organizzatore.

Il progetto non è una risposta improvvisata all’emergenza Boko Haram. L’idea della «Casa dell'incontro» (ben più di un mero centro studi), nasce, infatti, nell’ottobre 2012, grazie all’intuizione di padre Antonio Ayanz, missionario spagnolo degli Spiritani e islamologo, che scrisse alla Commissione per il dialogo interreligioso della diocesi di Maroua-Mokolo, una lettera che, letta oggi, risulta profetica..

«Oggi nel nord Camerun, le culture, le religioni e le ideologie coesistono. Se i contatti sono numerosi (a scuola, al lavoro, ufficio, mercato...), non sono sempre tranquilli. Come è evidente nella situazione dei nostri vicini nigeriani, la mancanza di rispetto per gli altri e l’intolleranza portano all’esclusione degli altri e al confronto. Per questo, è urgente andare oltre i confini che ci separano dagli uomini e le donne con cui viviamo e avanzare verso un mondo più fraterno. Solo l’incontro e il dialogo ci permettono di disarmare il fanatismo che sono in noi. Ma il dialogo non si improvvisa, lo si prepara seriamente con il rispetto e la conoscenza profonda dell’altro, della sua tradizione religiosa in tutta la sua diversità».

Ecco, allora, l’idea della «Casa» come luogo dove vivere, in primis, lo studio e l’approfondimento della tradizione religiosa dell’altro, nella convinzione che l’ignoranza genera violenza e che, al contrario, «dalla conoscenza deriveranno stima e simpatia».

«Questa Casa dell’incontro – sintetizza padre Ayanz - vuol fare di noi, cristiani e musulmani, dei costruttori di ponti che consentano l’accesso alle ricchezze e ai valori degli altri».

Fonte: Vatican Insider, 16/02/2015
AddThis Social Bookmark Button
 
Content bottom cap