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Catechesi mistagogica della II Domenica d’Avvento / B

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05/12/2014

SPIRITUALITÀ - Don Francesco Dell'Orco, parroco della comunità "Stella maris", (Bisceglie - BAT in Puglia), propone, in occasione dell'anno della vita consacrata, una catechesi mistagogica domenicale con riferimenti alla Evangelii gaudium di Papa Francesco e al Magistero sulla Vita consacrata. Dice don Francesco: “Vorrebbe essere un piccolo dono per le persone consacrate, che tanto hanno contribuito nel mio cammino vocazionale”.


Domenica della predicazione di san Giovanni Battista:
“Voce che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!”
(cfr. Mt 3,3; Mc 1,3; Lc 3,4)
     

L’antifona d’ingresso (cfr. Is 30,19.30) alimenta in noi la certezza che Dio salva, perdona, consola il suo popolo. La sua voce potente – la sua Parola creatrice, che interpella, trasforma e agisce con efficacia – rallegra il nostro cuore. I nostri cuori siano sempre rivolti al Signore, che ci dà gioia! (cfr. Dialogo tra il sacerdote e il popolo, precedente il Prefazio).
      
Nella Colletta a Dio grande, tenerissimo, compassionevole e misericordioso, chiediamo che il nostro lavoro nel mondo contemporaneo non ci allontani dall’itinerario verso il suo Figlio, ma “la sapienza che viene dall’alto, pura, pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale e sincera“ (Gc 3,17), ci conduca alla intima unione con Gesù Cristo, Salvatore, Redentore e Liberatore nostro. E’ Dio Padre che ci dona lo Spirito della verità (cfr Gv 14,16)- Spirito di sapienza (cfr Is 11,2), che ci condurrà alla verità tutta intera, Gesù Cristo (cfr. Gv 16,13).

Nella Colletta Anno B ci rivolgiamo a “Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione” (2 Cor 1,3), che ha promesso “nuovi cieli e una terra nuova” (2 Pt 3,13) a noi viandanti nel tempo e nello spazio. Egli oggi, qui ed ora, parla al cuore – sede dell’ascolto e delle decisioni esistenziali – di ciascuno di noi, suo popolo santo, perché “nell’attesa che si compia la beata speranza e venga il nostro Salvatore Gesù Cristo” (Embolismo),“ci purifichiamo da ogni macchia della carne e dello spirito, portando a compimento la santificazione, nel timore di Dio” (2 Cor 7,1), facendo di tutto perché Egli ci trovi in pace, senza colpa e senza macchia (cfr. 2 Pt 3,14).

Il profeta Isaia (40,1-5. 9-11) annuncia agli ebrei la fine dell’esilio babilonese e il ritorno in patria, nella città santa, a Gerusalemme. Dio, Sposo fedele ed innamorato per sempre, consola la sua sposa, il suo popolo, proclamando la fine della punizione, la conclusione della sua tribolazione, avendo espiato i suoi peccati. Gli ebrei in esilio, infatti, hanno subito il doppio delle prove che avevano  meritato con la disobbedienza e l’infedeltà all’alleanza, pagando la loro colpa due volte, come un ladro (cfr. Es 22). 

Gerusalemme è chiamata a vivere la comunione sponsale con il suo Dio, che non rinuncia all’alleanza. Dio libera il suo popolo compiendo i prodigi di un nuovo o secondo esodo. Il deserto, attraversato dagli ebrei nelle lacrime al tempo dell’esilio, ora, nel tempo del ritorno in patria, si trasforma in un sentiero diritto, consentendo di essere attraversato in modo facile e sicuro.     


Leggi la catechesi completa

Don Francesco Dell'Orco
parroco della comunità "Stella maris"
Via Luigi di Molfetta,147
76011- Bisceglie – Bat

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