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Catechesi mistagogica della Solennità di Cristo Re dell’universo, anno A

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21/11/2014

SPIRITUALITÀ - Don Francesco Dell'Orco, parroco della comunità "Stella maris", (Bisceglie - BAT in Puglia), propone, in occasione dell'anno della vita consacrata, una catechesi mistagogica domenicale con riferimenti alla Evangelii gaudium di Papa Francesco e al Magistero sulla Vita consacrata. Dice don Francesco: “Vorrebbe essere un piccolo dono per le persone consacrate, che tanto hanno contribuito nel mio cammino vocazionale”.

“Servire Cristo è regnare” (LG 36a)


L’odierna solennità, che celebriamo nell’ultima domenica dell’Anno liturgico, fu introdotta da Pio XI  l’11.12.1925 con l’Enciclica Quas primas.

L’antifona d’ingresso fa riferimento a Gesù Cristo crocifisso e risorto, “il testimone fedele, il primogenito dei morti e il sovrano dei re della terra. A colui che ci ama e ci ha liberato dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi un regno, sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen” (Ap 1,5-6). Egli è l’Agnello immolato per la nostra salvezza, vincitore del peccato e della morte (cfr. Ap 5,12). Vero Dio e vero uomo, Dio con noi, centro e fine di tutto, riassumendo in sè storia e creazione, è degno di ricevere “potenza e ricchezza,  sapienza e forza,  onore, gloria e benedizione” (Ap 5,12). 

Nella Colletta a Dio Padre onnipotente ed eterno, che nel suo Figlio Gesù Cristo, Re dell’universo (cfr. Zc 14,9; 1 Tm 1,17; Ap 15,3), ha restaurato ogni cosa, ricapitolando in lui tutte le cose, quelle del cielo e quelle della terra, cioè riconducendole a Lui, unico capo (cfr. Ef 1,10), chiediamo che ogni creatura, liberata dalla schiavitù del peccato e della morte (cfr. Rm 7,4-6; 8, 2. 21), lo possa servire (cfr. Sal 72,11; Dn 7,14) e lodare per sempre (cfr. Sal 30,13; Dn 3,57).

Nella Colletta Anno A al Padre che ha costituito il suo Figlio come unico capo (cfr. At 5,31), re (cfr. 1 Tm 6,15), pastore di tutti gli uomini (cfr. Ez 37,24), dandogli ogni potere in cielo e sulla terra (cfr. Mt 28,18), per edificare il suo regno di carità (cfr. Ap 11,18), nelle complesse e drammatiche circostanze della vita, chiediamo di incentivare dentro di noi la certezza di fede che un giorno (cfr. 1 Cor 1,8), annientata la morte, ultimo nemico (cfr. 1 Cor 15,26), il Figlio consegnerà al Padre l’opera della sua salvezza, cioè il regno (cfr. 1 Cor 15,24), perché egli “sia tutto in tutti” (1 Cor 15,28).

Il profeta Ezechiele (34,11-12. 15-17) al popolo dell’antica alleanza, Israele, maltrattato e abbandonato da re indegni e da cattivi pastori, ed esiliato a Babilonia, assicura che Dio è Pastore attento e premuroso che cerca le sue pecore, le custodisce e le conduce al pascolo. E’ Re e Giudice che agisce con giustizia e amore. Israele è il gregge del Signore. Siamo nelle mani del Signore, Buon Pastore, che si prende cura di noi, soprattutto di chi è ferito, smarrito, disorientato.

Il Salmo (22/23, 1-3. 5-6), attribuito a Davide, descrive la sollecitudine e la tenerezza di Dio per i giusti attraverso l’immagine del pastore (vv. 1-4) e dell’ospite che imbandisce il convito del regno messianico (vv. 5-6). E’ il ritratto profetico di Gesù Cristo, Pastore buono, bello, vero. E’ il Pastore dei pastori, il Re dei re, il Signore dei signori. Non abbiamo da temere alcun male perchè egli ci guida, nella valle oscura del pellegrinaggio terreno, per sentieri diritti . Ci fa pascolare sui pascoli erbosi  delle Sacre Scritture. Ci conduce alle acque tranquille del fonte battesimale, ove ci purifica e ci fa rinascere in lui come nuove creature. Rinfranca, nutre, ristora il nostro cuore, sostenendoci con i precetti di santità e conducendoci nel regno della vita che non avrà mai fine. Nella cena eucaristica spezza il pane della sua vita, il suo corpo, dividendo con noi il calice della nuova ed eterna alleanza, che ci colma di gioia soprannaturale. La bontà, la fedeltà, la felicità e la grazia di Cristo ci accompagnano ogni giorno, sino alla fine del mondo (cfr. Mt 28,20), dandoci la serena fiducia che un giorno egli verrà per portarci con sé nella casa del Padre, affinchè dove è lui, saremo anche noi, tutti uniti nella stessa gloria (cfr. Gv 14,3). Il Signore Gesù è per noi “via” e “meta”. Affidiamoci a lui che ci conosce per nome, ci accompagna, ci difende e ci fa partecipi dei beni del Padre suo e nostro.

Leggi la catechesi completa


Don Francesco Dell'Orco
parroco della comunità "Stella maris"
Via Luigi di Molfetta,147
76011- Bisceglie – Bat

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