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L'autentica cultura dell'incontro

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12/05/2014

culturadellincontroFORMAZIONE - Venerdì 2 e 3 maggio, presso la Facoltà Pontificia Salesiana (UPS), si è svolta la giornata di riflessione e confronto, sul tema "Comunicazione a servizio di un'autentica cultura dell'incontro", ispirato al Messaggio di Papa Francesco per la XLVIII Giornata Mondiale della Comunicazione Sociale del prossimo 1 giugno.

Le giornate di formazione sono state organizzate dal Settore della Comunicazione sociale dei Salesiani, dall'Ambito della Comunicazione sociale FMA, dalla Pontificia Facoltà di Scienze dell'Educazione "Auxilium" e dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione (FSC), e hanno partecipato circa 150 salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice tra novizi/e, postnovizi, teologi e juniores.
L'incontro si è aperto con una preghiera e i saluti dei due Consiglieri generali don Filiberto González (SDB) e suor Giuseppina Teruggi (FMA), della Preside dell'Auxilium suor Pina Del Core e del decano della FSC don Mauro Mantovani, che hanno richiamato gli obiettivi e il tema dell'incontro.

È seguita la tavola rotonda introdotta da un video-intervista ad alcuni adolescenti sul valore e gli atteggiamenti richiesti per vivere un'autentica cultura dell'incontro, realizzato dal prof. Enrico Cassanelli (FSC).
Don Donato Lacedonio, sdb ha moderato gli interventi dei tre relatori attraverso cui sono stati evidenziati diversi elementi della "comunicazione autentica", a partire dagli aspetti antropologici e morali, educativi e pastorali, in contesti particolarmente problematici, in riferimento all'ambiente digitale e alle "sfide di senso" che esso pone particolarmente ai giovani.  

Suor Maria Spólnik (Auxilium) ha sottolineato che «un'autentica cultura dell'incontro è un'esigenza antropologica, scaturisce dall'identità della persona e impegna la sua vocazione, coinvolgendo la totalità delle esperienze umane: consapevolezza, libertà, capacità di scelta, affettività, agire morale, sofferenza, tempo, promesse fatte (i voti religiosi), vita comunitaria, missione. Per incontrare, bisogna scegliere di incontrare. Ciò richiede la disponibilità e disposizione ad uscire da sé (si tratta di un esodo intellettuale, affettivo e morale) ed entrare in relazione; scegliere di custodire la relazione, di prendersi cura di essa, di rimanere nella relazione, di esservi fedele, di starci costi quel che costi, di essere pronti di pagare di persona perché il legame non si spezzi, ma si rafforzi e si irrobustisca».

Don Domenico Ricca (Federazione SCS/CNOS, Cappellano del Carcere minorile di Torino) che a partire dalla sua esperienza di prossimità con i ragazzi carcerati ha raccontato cosa significa farsi prossimo e con quali strategie comunicative arrivare ai giovani più poveri e abbandonati: "la strategia della normalità?guardare ai ragazzi senza pregiudizi;  avere un cuore oratoriano, costruire una relazione educativa, rispettosa della loro storia, e della loro famiglia, non strumentale, non plagiante, libera e liberante, che sa lasciare liberi di volare con le loro ali; che sa far memoria e costruisce futuro, rispondendo ai bisogni relazionali presenti nei ragazzi, pur sempre anch'essi, portatori di un progetto salvifico di Dio.

Padre Paolo Benanti (Università Gregoriana) che ha fatto un'analisi sulla società digitale ripercorrendo le tappe della sua evoluzione, e sull'impegno cristiano nelle relazioni digitali. «Non siamo in Internet per uno scopo ma per costruire senso; Internet non è uno spazio da occupare ma un tempo da vivere» ha precisato.
Le riflessioni proposte dai relatori sono poi state discusse dai partecipanti prima con una condivisione a gruppi e poi nel dibattito assembleare.
La sera del 2 maggio si è svolta un'allegra serata di fraternità animata dalle novizie delle Figlie di Maria Ausiliatrice e conclusa dalla "buona notte" del Rettore dell'UPS, don Carlo Nanni.

Nel secondo giorno di lavoro, sabato 3, si sono tenuti nove laboratori di approfondimento guidati da esperti: Canzone e comunicazione musicale; Cinema, cultura dell'incontro; Story-telling; Teatro; Comunicazione interculturale; La Rete, come via di incontro e di prossimità; Parola di Dio e comunicazione per la prossimità; Ascolto, imparare l'arte del dialogo; Quando la comunicazione è autentica? a cui ha fatto seguito una vivace e produttiva presentazione dell'attività svolta in ciascuno dei laboratori nell'incontro assembleare del pomeriggio, moderato da suor Anna Rita Cristaino.

I momenti di preghiera e l'Eucaristia di sabato 3, presieduta da don González, sono stati preparati e guidati dalle comunità e dai gruppi dei partecipanti.

L'incontro si è concluso con le sintesi finali di suor Teruggi e don Filiberto, che hanno sottolineato l'esigenza di favorire dei processi di crescita, di curare la dimensione comunitaria dell'azione educativa e pastorale, di testimoniare la gioia e la bellezza di aver incontrato Gesù, di non rinunciare alla relazione interpersonale "a tu per tu", di credere nelle risorse positive dei propri interlocutori e di far leva su di esse, di "abitare" i nuovi ambienti digitali sapendo intercettare e indirizzare le domande di "senso" che in essi sono presenti, ed esercitando nel contempo un prudente discernimento critico. In tal modo si può incidere su una comunicazione a servizio della cultura dell'incontro.

Altro materiale

Fonte: Salesiane di Don Bosco Figlie di Maria Ausiliatrice

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Talitha Kum



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www.vatican.vaRadio VaticanasedosAgenzia Fides

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