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Alleanza che educa

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08/05/2014

EDUCAZIONE - Il 10 maggio la scuola italiana sarà in piazza San Pietro intorno a papa Francesco. Come associazione genitori della scuola cattolica tanto abbiamo lavorato perché ci fosse questo incontro pubblico, davanti a tutti, che certamente costituirà una tappa fondamentale nel cammino dei prossimi anni. 

Come Agesc andiamo a Roma con il cuore in mano per incontrare e ascoltare un Papa che sappiamo tanto sensibile al tema dell’educazione. La scuola italiana oggi si dibatte fra mille problemi, ma non si può negare che la questione cruciale sia quella educativa. I ragazzi hanno bisogno di un luogo, di un ambiente, di una comunità che non  i limiti a istruirli, a fornire loro delle competenze, ma li sostenga con amore in un cammino educativo verso la realizzazione integrale della loro persona.

Lo diciamo con forza: compito della scuola è l’educazione integrale della persona. Lo abbiamo sempre sostenuto e lo sottolineiamo oggi di fronte al rischio di interventi e progetti frammentari che perdono di vista la questione antropologica fondamentale.

La scuola non è la cinghia di trasmissione di un sapere e di una cultura che si pretendono «neutre», è il luogo dove la persona scopre il senso del proprio esistere nel mondo. Siamo convinti che la scuola – un bene di tutti e per tutti – possa svolgere pienamente la sua mission se ogni soggetto che vi opera riscopre la propria identità e la propria vocazione.

Non a caso uso il termine vocazione, che indica la chiamata a una responsabilità. I genitori sono chiamati a riscoprire fino in fondo la propria responsabilità educativa. Non delegano ad altri – nemmeno agli insegnanti – questa responsabilità che appartiene solo a loro. Vivono la loro vocazione di genitori cercando alleanze educative con altri soggetti – la scuola, appunto, ma anche le parrocchie, i gruppi sportivi, le associazioni di volontariato, ecc – che insieme a loro possono concorrere a formare il bene dei ragazzi.

Certo non è semplice mettersi in una logica di ricerca di alleanze educative ma è un compito che i genitori devono imparare, sostenuti in questo dalle associazioni famigliari nelle quali è bene che si coinvolgano. 

Anche gli insegnanti – ecco l’altro pilastro su cui si regge la scuola – devono riscoprire la loro vocazione, soprattutto ricercando una modalità nuova nel rapporto educativo con gli studenti. Gli insegnanti sono una risorsa fondamentale, spesso non valorizzata adeguatamente per ragioni note e che adesso non stiamo a ricordare. Loro devono riscoprire le ragioni della propria vocazione; nello stesso tempo il contesto deve contribuire a ricostruire il loro ruolo e la loro immagine sociale. Concetti analoghi potrebbero essere espressi per i dirigenti e anche per gli studenti. Ciò che mi preme sottolineare è che tutto il mondo della scuola pubblica italiana – statale e paritaria – va all’appuntamento con papa Francesco con una forte attesa.

Al Pontefice esprimeremo desideri e speranze, da lui ci aspettiamo quel giudizio chiaro su ciò che, anche nella vita scolastica, è essenziale.


Roberto Gontero, Presidente nazionale AGESC

Fonte:  Avvenire 25/04/2014

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