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I primi cento anni della Famiglia Paolina

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21/02/2014

art  cento anni famiglia paolina 2014 -VITA CONSACRATA - Evangelizzare con i moderni mezzi della comunicazione. A cento anni dalla fondazione della Famiglia Paolina (1914 -2014), l’intuizione carismatica di don Giacomo Alberione, che si è sentito chiamato a “donare” la Parola di Dio a tutti, oltrepassando i confini delle parrocchie per raggiungere il mondo intero, si rivela una sfida valida ancora oggi.

“La novità di don Alberione è di considerare la stampa, e poi gli altri mezzi, una “nuova forma di evangelizzazione completa” equivalente all’evangelizzazione della parrocchia.

Per questo motivo la Famiglia Paolina è una famiglia religiosa “docente”.

Per rendere possibile questa equivalenza, il mezzo - all’inizio la stampa - non basta: ci vuole un progetto completo. Nuovi i destinatari: le masse che leggono e che non vanno in chiesa; nuovi i mezzi: la carta stampata e poi le altre forme di comunicazione di massa; nuovi i modi di presentare i contenuti: dogma, morale, culto, ma intrecciati e conseguenti a tutto ciò che è umano e che viene presentato cristianamente; nuovi gli apostoli: sacerdoti scrittori e collaboratori laici, ma religiosi, che offrano la loro evangelizzazione con la redazione in tutti i media.

Una nuova comunità di apostoli e apostole: occorre unire forze, intelligenze ed esperienza di vera fede. Per costituirli occorre una nuova formazione (integrale e finalizzata all’apostolato); e, poiché il mezzo è in funzione del messaggio e della sua conoscenza profonda, ci si dovrà dedicare anche al suo approfondimento specialistico: allo sfruttamento ottimale dei nuovi strumenti e linguaggi da essi adottati, alla mediazione sapiente dei messaggi evangelici e di ogni altro contenuto. Ci dovrà essere poi una nuova pastorale vocazionale (missionari della comunicazione). Per sostenerli ci vorrà una nuova spiritualità, incentrata su Gesù Maestro, Verità, Via e Vita, sostenuta dall’intercessione di Maria Regina degli Apostoli e modellata sull’Apostolo Paolo.

L’idea di famiglia

Per giungere a definire questo progetto integrale, don Alberione impiega anni. Prima si concentra sui destinatari da evangelizzare, poi sui contenuti, sulle persone e le comunità apostoliche, sulla spiritualità necessaria all’apostolato. Nel corso di questi anni, vi è -  per tante ragioni, comprese quelle canoniche  - un’evoluzione sul come far convergere in questa nuova forma di evangelizzazione anche la donna consacrata, in particolare le Figlie di San Paolo, le Pie Discepole del Divin Maestro, le Suore di Gesù Buon Pastore; ultime, le Suore di Maria Regina degli Apostoli. Congregazioni tutte fondate da don Alberione; poi gli Istituti aggregati, i Cooperatori, ai quali il Fondatore ha pensato fin dai primi anni.

Non essendo i tempi ancora maturi, deve abbandonare l’idea di un’unica realtà, e pensa dunque alla Famiglia Paolina con un’unica spiritualità vissuta mediante apostolati convergenti, ma tutti, pur a diverso titolo, impegnati nella comunicazione. Per don Alberione anche l’apostolato liturgico è una novità e come tale va vissuto; anche la figura delle Pastorelle è nuova come la pastorale da esse messa in atto; e nuova è la missione delle Apostoline a servizio di ogni vocazione ecclesiale; nuova la missione degli Istituti aggregati. Per lui tutto è nuovo e visto nel suo insieme esprime la nuova evangelizzazione. L’organizzazione dell’evangelizzazione con la carta stampata e gli altri mezzi di comunicazione permane per don Alberione in una prospettiva soprannaturale: sacerdoti, religiosi, religiose, laici consacrati nella secolarità; i mass media valorizzati come sacramentali efficaci; e lo strumento industriale, necessario per l’evangelizzazione, è posto al servizio della nuova predicazione. Dopo aver pensato e proposto una nuova pastorale parrocchiale, propone un progetto integrale di nuova evangelizzazione dove ogni elemento -  dai destinatari alla spiritualità -  è pensato in funzione dell’altro e tutti sono in funzione dell’apostolato.

Paolo e il centenario

Questo progetto integrale di nuova evangelizzazione trova la sua caratterizzazione nella figura di san Paolo, scelto non solo come modello di evangelizzatore, ma anche per i contenuti e i modi della sua particolare esperienza di Cristo. È san Paolo a fondare i Paolini e i Paolini si sforzano di continuare e tenere viva nella comunità ecclesiale la sensibilità di Paolo. Tutto ciò non riguarda solo la Famiglia Paolina, ma attraverso il suo peculiare carisma intende diventare un’offerta alla Chiesa: una nuova via alla santità, una nuova vita religiosa dedita a far giungere il Cristo, Verità, Via e Vita a tutti con tutti i mezzi e portare alla santità nella Chiesa ogni stato di vita con la comunicazione utilizzata in funzione dell’evangelizzazione.
Dopo cento anni, questo progetto è ancora valido? Con le necessarie integrazioni e alla luce del Vaticano II, può ancora nella sua totalità raggiungere l’obiettivo immutabile: evangelizzare gli uomini di oggi con i mezzi di oggi? L’attenzione ai mezzi significa attenzione ai cambiamenti culturali delle persone, e questi sono rapidi e costanti. Il Vangelo è chiaro: «Vino nuovo in otri nuovi» (Mt 9,17; Mc 2,22; Lc 5,38). Nuovo il vino e nuovi gli otri, non solo uno dei due.

Dopo cento anni, quale aiuto alla Chiesa che si interroga su come evangelizzare nella comunicazione di oggi, in particolare nella comunicazione digitale? Il migliore contributo è pensare la comunicazione in Rete come una nuova forma di evangelizzazione, una vera equivalenza con la predicazione parrocchiale. Nonostante le resistenze di alcuni, questa convinzione di fondo che attribuisce dignità “sacramentale” alla comunicazione in Rete porta a pensare un progetto integrale di evangelizzazione come si è detto: destinatari, contenuti, apostoli, comunità, formazione, ricerca vocazionale e spiritualità adatta. Oggi si dice che la comunicazione è una “cultura”, allora non basta pensare ai mezzi, occorre ripensare in termini di progetto integrale con l’audacia di don Alberione nel suo tempo. Alberione è stato un abile architetto che ha costruito lasciando che lo Spirito trasformasse in progetto su carta millimetrata ciò che nella sua percezione giovanile era solo uno schizzo quasi indecifrabile.

 DON SILVIO SASSI
Superiore generale della Società San Paolo

FONTE: Famiglia Oggi, N. 1/2014

L’articolo completo “Un progetto integrale per il Vangelo” si può leggere nella sezione Documenti – Dalle Riviste

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