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Per l’unità tra cattolici e riformati

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27/01/2014

ictusDIALOGO INTERRELIGIOSO - Nel 2017, luterani e cattolici commemoreranno insieme la Riforma di cinquecento anni fa. E potranno anche ricordare con gioia i cinquant’anni di dialogo ecumenico ufficiale condotto a livello mondiale. In questo tempo, infatti, la comunione sviluppata si è ulteriormente cresciuta. Da un lato, la prospettiva del 2017 incoraggia luterani e cattolici a festeggiare insieme la loro testimonianza del Vangelo di Gesù Cristo, centro della loro fede comune. Dall’altro, mantiene sveglia la dolorosa consapevolezza della divisione della Chiesa e induce luterani e cattolici a gettare su se stessi uno sguardo autocritico, in riferimento non solo alla storia del passato ma anche alla situazione del presente.

La Commissione internazionale di dialogo luterana-cattolica per l’unità ha già messo a punto da alcuni anni una tabella di marcia per giungere a una possibile dichiarazione comune in occasione dell’anno di commemorazione della Riforma del 2017. Cattolici e luterani hanno tuttora interpretazioni alquanto diverse della Riforma e del suo pensiero. Per tale motivo, negli ultimi cinquant’anni, il dialogo ecumenico si è intensamente sforzato di collegare la teologia dei riformatori alle decisioni del concilio di Trento e del concilio Vaticano II, per valutare se le relative posizioni si escludono o, piuttosto, si completano a vicenda. Questa metodologia è stata ora estesa anche alla tematica della commemorazione della Riforma. Lo scorso anno, la Commissione di dialogo ha prodotto un documento intitolato From Conflict to Communion. Lutheran Catholic Common Commemoration of the Reformation in 2017 che, dopo una dettagliata introduzione sulla commemorazione comune, dedica due capitoli alla presentazione degli eventi della Riforma, riassume brevemente la teologia di Martin Lutero e illustra in maniera concisa le risoluzioni del concilio di Trento, collegandole sia alle posizioni della teologia riformata che alla loro recezione da parte del concilio Vaticano II. Il testo si conclude poi con un riassunto delle principali decisioni comuni a cui è pervenuta la Commissione di dialogo luterano-cattolica dal 1967, in particolare nel campo della giustificazione, dell’Eucaristia, del ministero, della Scrittura e della Tradizione. Sul loro cammino comune, luterani e cattolici sono riusciti ad avvicinarsi non soltanto alla persona di Lutero, ma anche alla sua teologia. Il fatto che siano pervenuti a una esposizione comune delle questioni non significa che i cattolici concordino con tutte le affermazioni di Lutero, ma che lo comprendono nel modo in cui il documento comune lo presenta. La sua teologia è inquadrata nel suo contesto, ma è anche descritta alla luce del dialogo ecumenico.

Il documento raccoglie dunque i frutti ecumenici e al contempo permette a cattolici e luterani di confrontarsi con la teologia di Lutero. Le questioni centrali della fede possono essere viste in una nuove luce che rende possibile superare le controversie dei secoli passati. Il documento è stato reso pubblico il 17 giugno 2013, nel quadro di una conferenza stampa tenuta dal presidente e dal segretario della Federazione luterana mondiale (Flm), il vescovo Munib A. Younan e il reverendo Martin Junge, insieme al cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, e a rappresentanti della Commissione luterano-cattolica per l’unità, durante la seduta del consiglio della Flm presso il Centro ecumenico di Ginevra.

Il documento ecumenico, che nel frattempo è stato tradotto in varie lingue, pone una nuova base per una riflessione ecumenica che si distingue decisamente dal pensiero dei secoli precedenti. La Commissione luterano-cattolica per l’unità invita tutti i cristiani a considerare questo rapporto con spirito aperto ma anche critico, per avanzare ancora sul cammino verso la piena e visibile unità della Chiesa.

Un gruppo di lavoro liturgico composto da rappresentanti della Flm e del Pontificio Consiglio ha inoltre completato testi e sussidi per una preghiera ecumenica comune su temi tratti dal documento stesso: «Gioia condivisa per il Vangelo, confessione dei peccati commessi contro l’unità e testimonianza comune davanti al mondo di oggi». La pubblicazione di questo materiale liturgico è prevista nella prima metà del 2014. Negli anni futuri, la Commissione proseguirà lo studio sul «battesimo e la comunione ecclesiale crescente».

Quanto al dialogo internazionale con i veterocattolici, su invito della comunità veterocattolica di Germania, si è tenuta la seconda riunione della seconda fase della Commissione internazionale di dialogo romana cattolica - veterocattolica fra il Pontificio Consiglio e la Conferenza dei vescovi veterocattolici dell’Unione di Utrecht a Königswinter, in Germania, nel mese di luglio 2013. Una terza riunione si è svolta a Paderborn, in Germania, nel dicembre dello stesso anno, su invito della Chiesa cattolica. La Commissione, co-presieduta da parte veterocattolica dal vescovo Matthias Ring di Bonn (Germania) e da parte romana cattolica dall’arcivescovo di Paderborn, Hans-Josef Becker, ha continuato il suo lavoro sui seguenti temi: il rapporto tra Chiesa universale e Chiesa locale ed il ruolo del ministero petrino; e la comunione eucaristica.

Spazio è stato dato anche ai dialoghi multilaterali. Nel febbraio dello scorso anno si è tenuto a Vienna il primo incontro di una serie di conversazioni tra la Comunità delle chiese protestante in Europa e il Pontificio Consiglio. Questo nuovo dialogo, il primo tra i protestanti d’Europa e la Chiesa cattolica, dovrà occuparsi della questione del concetto di Chiesa e della definizione dell’obiettivo ecumenico, portando avanti la riflessione per diversi anni. L’incontro, co-presieduto dal vescovo luterano Friedrich Weber di Braunschweig (Germania) e da monsignor Karl-Heinz Wiesemann, vescovo cattolico di Speyer (Germania), ha visto la partecipazione di sette teologi da entrambe le parti. Nel luglio e nel dicembre 2013 hanno avuto luogo due ulteriori incontri di questo dialogo in Germania, a Heidelberg e a Ludwigshafen am Rhein.

Papa Benedetto XVI, seguendo una consuetudine in corso da vent’otto anni, ha ricevuto in udienza privata, il 17 gennaio 2013, una delegazione ecumenica dalla Finlandia, venuta a Roma in occasione della festa di sant’Enrico, patrono della Finlandia, e guidata dall’arcivescovo luterano di Turku, Kari Mäkinen, dall’arcivescovo ortdosso di Karelia e tutta la Finlandia, Leo, e dal vescovo cattolico di Helsinki, Teemu Sippo. Il pellegrinaggio a Roma testimonia le buone relazioni ecumeniche sviluppatesi da decenni con la Finlandia.

Una delegazione del Consiglio della chiesa protestante di Germania, guidata dal suo presidente, Nikolaus Schneider, è stata ricevuta l’8 aprile 2013 in udienza privata da Papa Francesco. La delegazione ha avuto inoltre consultazioni con il cardinale Koch presso il Pontificio Consiglio e con l’ambasciata della Repubblica Federale di Germania presso la Santa Sede.

Accogliendo l’invito rivoltogli dai vescovi cattolici della Lettonia e dall’ambasciata lettone presso la Santa Sede, il cardinale Koch si è recato a Riga, capitale della Lettonia, nel maggio 2013. In programma erano: la celebrazione della solennità della Pentecoste nella cattedrale di Riga, il 19 maggio; un incontro con religiose, religiosi e sacerdoti presso il nuovo monastero carmelitano di Ikš?ile; incontri di carattere ecumenico e interreligioso con i leader della comunità ebraica di Lettonia, con l’arcivescovo della Chiesa ortodossa Alexander, metropolita di Riga e tutta la Lettonia, con l’arcivescovo J?nis Vanags della comunità evangelica luterana di Lettonia; incontri di carattere culturale con intellettuali cattolici presso l’Istituto di Scienze Religiose di Riga; una conferenza nella sede dell’Università della Lettonia; incontri con il presidente della Repubblica, Andris B?rzi?š, e il ministro degli Esteri, Edgars Rink?vi?s.

Una delegazione della Federazione luterana mondiale è venuta a Roma il 21 ottobre 2013 per una visita a Papa Francesco nel primo anno del suo pontificato. Guidata dal suo presidente, il vescovo Younan della comunità evangelica-luterana in Giordania ed in Terra Santa, e dal suo segretario generale, il reverendo Junge, insieme a vice-presidenti della Flm e membri della Commissione luterana-cattolica per l’unità, i visitatori hanno consegnato al Santo Padre un esemplare del nuovo documento di dialogo From Conflict to Communion.

Nel quadro di una visita effettuata a Roma il 18 novembre 2013 da una delegazione dell’International Lutheran Council (Ilc), organizzazione volta a incoraggiare, rafforzare e promuovere la teologia luterana confessionale, i rappresentanti di tale Consiglio e del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani hanno riflettuto sulla possibilità di ampliare le discussioni informali locali, avviando un processo di dialogo ecumenico informale a livello internazionale. Tra gli obiettivi vi sarebbe quello di pervenire a una maggiore unità tra le comunità ecclesiali rappresentate dall’Ilc e la Chiesa cattolica e favorire una più approfondita comprensione dei risultati già raggiunti dal dialogo luterano-cattolico a livello internazionale e regionale. L’incontro tra il Pontificio Consiglio e l’Ilc ha avuto luogo principalmente per il fatto che diversi colloqui informali avvenuti tra membri dell’Ilc e organizzazioni cattoliche avevano avuto in precedenza esiti positivi.

Quanto alle prospettive future, come già indicato sopra, nel 2017, protestanti e cattolici, dopo secoli di pregiudizi e di reciproche diffamazioni, commemoreranno insieme per la prima volta l’inizio della Riforma di cinquecento anni fa. I secoli passati sono stati marcati da animate polemiche: per i protestanti si è trattato di celebrare e di giustificare il proprio concetto di fede; per i cattolici, di indicare che i protestanti si sono allontanati dalla vera Chiesa. Nel 2017, il contesto storico in cui si iscriverà il ricordo della Riforma sarà ben diverso rispetto al passato: la commemorazione avverrà per la prima volta in un’epoca ecumenica. Questa è una sfida sia per il tipo di ricordo che per l’ecumenismo. Una cosa è certa: cattolici e luterani non intendono festeggiare la divisione della Chiesa, ma vogliono richiamare alla memoria il pensiero teologico e gli avvenimenti collegati alla Riforma. Come già sottolineato, è precisamente quello che si è prefissato il documento Dal conflitto alla comunione, pubblicato l’anno scorso. Con questo testo, luterani e cattolici sono oggi in grado di raccontare insieme la storia della Riforma luterana. A seguito del concilio Vaticano II, la Chiesa cattolica è riuscita a lasciarsi alle spalle questo atteggiamento di dura demarcazione e a leggere i contenuti della fede cattolica in modo da non vedere più il suo messaggio positivo come un’opposizione polemica all’insegnamento protestante.

Per luterani e cattolici, la commemorazione della Riforma è oggi motivo sia di gioia comune che di dolore condiviso. Con il battesimo, luterani e cattolici sono stati uniti nell’unico Corpo di Cristo. Secondo Paolo, tutte le membra di un corpo soffrono e gioiscono con ciascun membro (Cfr. 1 Corinzi, 12, 26). Molte delle conclusioni teologiche di Martin Lutero sono condivise anche dai cattolici, come ha mostrato il dialogo ecumenico. Di questo, cattolici e protestanti possono e devono rallegrarsi insieme. Il modo in cui entrambe le parti si sono confrontate al tempo della Riforma e anche dopo è stato carico di errori. Ora le due parti riconoscono insieme le proprie colpe.

Insieme, luterani e cattolici divengono sempre più consapevoli del fatto che i motivi all’origine delle reciproche accuse non sussistono più, seppure non sia ancora all’orizzonte un consenso su tutte le questioni dibattute. Così, il rapporto Dal conflitto alla comunione si conclude con cinque imperativi che esortano a proseguire sul cammino di una sempre più profonda comunione. «Primo imperativo: cattolici e luterani devono partire sempre dall’ottica dell’unità e non da quella della divisione, per rafforzare ciò che hanno in comune, anche se è molto più facile vedere e fare l’esperienza di quelle che sono le differenze». Secondo imperativo: «luterani e cattolici devono continuamente essere disposti a lasciarsi cambiare dall’incontro con l’altro e dalla rispettiva testimonianza di fede» Terzo imperativo: «devono individuare insieme quali passi concreti ciò comporta e devono mirare sempre in maniera rinnovata a questo obiettivo». Quarto imperativo: «luterani e cattolici devono riscoprire insieme la forza del Vangelo di Gesù Cristo per il nostro tempo». Quinto imperativo: «cattolici e luterani, nell’annuncio del Vangelo e nel servizio, devono rendere testimonianza insieme davanti al mondo della grazia di Dio».

Lo scopo della commemorazione comune della Riforma, così come l’obiettivo di ogni sforzo ecumenico, deve essere quello di porre Gesù Cristo al centro di tutto, professarlo e celebrarlo, al fine di sgomberare il fondamento della Chiesa una, santa, cattolica e apostolica, dalle ombre e dalle mancanze umane che lo hanno ricoperto per secoli. Ripartendo così dalla vera, originaria base della comunione ecclesiale istituita da Dio e prestando insieme una testimonianza convincente, potremo rendere nuovamente evidente agli uomini, che ne hanno così tanto bisogno, il nostro fondamento comune che è Gesù Cristo

Matthias Türk

Fonte: L'Osservatore Romano 23/01/2014

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