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16 gennaio - Giornata del dialogo tra cattolici ed ebrei

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mose15/01/2014

DIALOGO INTERRELIGIOSO - La Giornata per l'’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei del 2014 sarebbe venuta a cadere di venerdì, cioè nel giorno in cui, nel pomeriggio/sera, gli ebrei avrebbero accolto il Sabato. Questo avrebbe pregiudicato la loro partecipazione alle eventuali iniziative comuni organizzate per la Giornata. Pertanto - di comune accordo con le autorità religiose del mondo ebraico italiano - la data è stata spostata a giovedì 16 gennaio 2014.

Presentazione
La stima, l’amicizia, il dialogo e la collaborazione fraterna tra cristiani ed ebrei continuano a crescere, a cinquant’anni dal Concilio Vaticano II che, con la Dichiarazione conciliare Nostra Aetate, ispirata da Papa Giovanni XXIII fin dal 1962, e promulgata da Papa Paolo VI l’8 dicembre 1965, ha aperto la via a nuove positive relazioni fra Chiesa e Popolo ebraico. In Italia le relazioni tra la Chiesa e le Comunità Ebraiche si sono fatte più strette, incoraggiate dagli incontri nel Tempio Maggiore degli ebrei romani, tra Papa Giovanni Paolo II e il Rabbino Capo Elio Toaff nel 1986, e tra Papa Benedetto XVI e il Rabbino Capo Riccardo Di Segni nel 2010, con il contributo di molti gruppi di amicizia ebraico-cristiana.
A questo cammino di dialogo ha contribuito anche l’istituzione dal 1989 della Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei, giunta ormai al diciottesimo appuntamento annuale nel mese di gennaio, prima della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. A questa iniziativa promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana offre il suo appoggio l’Assemblea Rabbinica Italiana, e dal 2005 ciascun anno è dedicato alla riflessione su uno dei Dieci Comandamenti mosaici (Esodo 20, 1-17).
L’importanza fondante delle “Dieci Parole” che riassumono l’Alleanza tra Dio e Israele, è riconosciuta anche da Papa Francesco nella sua prima Lettera Enciclica Lumen Fidei, che così descrive il rapporto stretto che lega fede, preghiera, Decalogo e coerenza di vita: «Il Decalogo non è un insieme di precetti negativi, ma di indicazioni concrete per uscire dal deserto dell’“io” autoreferenziale, chiuso in se stesso, ed entrare in dialogo con Dio, lasciandosi abbracciare dalla sua misericordia. La fede confessa così l’amore di Dio, origine e sostegno di tutto, si lascia muovere da questo amore per camminare verso la pienezza della comunione con Dio. Il Decalogo appare come il cammino della gratitudine, della risposta di amore, possibile perché nella fede ci siamo aperti all’esperienza dell’amore trasformante di Dio per noi» (Lumen fidei 46).
Da questo dialogo con Dio traiamo nuova forza per ravvivare, intensificare e approfondire il dialogo tra ebrei e cristiani, fratelli nella fede di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, di Mosè e di Gesù. Giunti quest’anno alla riflessione sull’Ottava Parola «Non ruberai», come ebrei e come cristiani possiamo insieme coglierne tutta l’importanza teologica e sociale, con le amplissime conseguenze per l’etica personale e pubblica che ne derivano. La Scrittura in effetti dà larghissimo spazio agli insegnamenti che mirano a orientare tutta l’azione umana sulla via della rettitudine e dell’onestà, con un comportamento ispirato in modo armonico alla giustizia e alla carità.
Possiamo perciò condividere le conclusioni che nel 2004 a Buenos Aires, con la partecipazione dell’allora Cardinale di Buenos Aires, Jorge Bergoglio la XVII riunione plenaria del Comitato di collegamento cattolico-ebraico ha pubblicato sul tema Tzedeq e Tzedaqah – Giustizia e carità: «Il nostro comune impegno per la giustizia è profondamente radicato in entrambe le nostre fedi. Richiamiamo la tradizione di aiutare le vedove, gli orfani, i poveri e gli stranieri in mezzo a noi, in accordo con il comando divino (Esodo 22, 20-22; Matteo 25, 31-46). I Saggi d’Israele svilupparono un’ampia dottrina di giustizia e carità verso tutti, fondata su un’elevata comprensione del concetto di tzedeq. […] Ebrei e cristiani hanno eguale obbligo di lavorare per la giustizia con carità (tzedaqah), che condurrà infine allo Shalom per tutta l’umanità. Nella fedeltà alle nostre distinte tradizioni religiose, noi vediamo in questo comune impegno per la giustizia e la carità una cooperazione da parte dell’uomo nel piano divino per migliorare il mondo».
La Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei del 2014 sarebbe venuta a cadere di venerdì, cioè nel giorno in cui, secondo la tradizione, gli ebrei avrebbero accolto il Sabato. Questa coincidenza avrebbe forse reso difficoltosa la loro partecipazione alle eventuali iniziative comuni organizzate per la Giornata. Pertanto – di comune accordo con le Autorità religiose del mondo ebraico italiano – la data è stata spostata a giovedì 16 gennaio 2014.

MANSUETO BIANCHI
Presidente della Commissione Episcopale
per l’ecumenismo e il dialogo

RAV ELIA ENRICO RICHETTI
Presidente dell’Assemblea dei Rabbini d’Italia

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